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Cultura. Alessandra Gabbanelli, poesie

18920488_815008342010622_7082056571005294854_nSono gli sguardi che scorrono in filigrana in chi, affidandosi alla pratica quotidiana del diario, si ritrova a pensare che fin quando i cosiddetti fatti non si materializzano in frasi potrebbero anche non essere reali, addirittura potrebbero non essere accaduti davvero.

Ecco le poesie di Alessandra Gabbanelli

 

SORRIDENTE FRAGILITA’

 

Ti ho osservato

non vista.

Eri fermo sulla tua sedia a rotelle,

la tua serenità si espandeva intorno.

Stavi lì ad occhi chiusi, muto

e la calda luce ti cullava.

Le tue membra si riscaldavano

al sole di novembre.

Cercavi e assaporavi la vita

che si infondeva

nel tuo anziano e bellissimo viso.

La fragilità dei tuoi anni

scompariva a quel calore,

e nulla poteva

in quell’istante indelebile.

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COLTRE DI NEBBIA

 

Passi esitanti su lande ferite,

negli occhi un pulviscolo opaco,

materia pungente di nebbia compatta.

A testa alta avanzo,

ammaccata e indocile creatura,

oltre pieghe insondabili

d’azzurro e d’ottanio.

Un profilo consueto e ignoto

si delinea nella tenebra densa,

si staglia radioso, irriverente.

Con gesto sottile mi accoglie.

Sfuma l’antico timore

in bagliori incandescenti.

E abbraccio un’altra me,

inusitata forma

di incontenibili spazi.

 

Alessandra Gabbanelli

 

 

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