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Credulità prodotta dallo scetticismo. All’origine delle superstizioni No vax

Foto LaPresse/Andrea Alfano  23/03/2019 Torino (Italia) Cronaca  No Vax Manifestazione Nella foto: Manifestazione No Vax. Photo LaPresse/Andrea Alfano March 23, 2019 Turin (Italy) News No Vax Demonstration In the picture: No Vax Demonstration

Foto LaPresse/Andrea Alfano
23/03/2019 Torino (Italia)
Cronaca
No Vax Manifestazione

Persone che credono a panzane incredibili perché diffidano dell’autorità consolidata. Alla base del paradosso del Vax-scetticismo la quasi indistinguibilità tra scienza e pseudo-scienza e l’analfabetismo scientifico.

Marco d’Eramo by Micromega

Mi guarda con un sorriso benevolo, quasi a compatire la mia dabbenaggine, la mia capacità di farmi abbindolare. Ha tenuto corsi alla Sorbona, ha pubblicato libri, ha superato da un bel po’ la sessantina. Ci siamo incontrati per caso e mi ha subito detto che mai e poi mai si vaccinerà. Il sorriso è venuto fuori quando ho obiettato che nella sua vita aveva accettato senza fiatare una decina e passa di vaccini, dal vaiolo alla poliomielite, e che per entrare in una lunga lista di paesi ognuno di noi si era vaccinato a cuor leggero contro i morbi più svariati, dal tetano alla febbre gialla.

“Ma questo non è un vaccino come gli altri” mi ha risposto con aria saputa, come se fosse al corrente di dati di cui ero stato tenuto all’oscuro. Ho capito che qualunque cosa avessi detto, non sarei riuscito a scuotere la sua certezza granitica.

Quel che mi aveva colpito era la sua aria scettica. Sapevo che, se mi fossi addentrato nella discussione, sarebbero venute fuori nel migliore dei casi le menzogne dei governi e di Big Pharma, nel peggiore le teorie complottistiche sul microchip che Bill Gates farebbe inoculare insieme al vaccino per garantire il controllo sulla popolazione mondiale.[1] I fautori più improbabili, più incredibili, e più accaniti del NO-Vax sono quelle centinaia di migliaia di operatori sanitari (medici, infermieri, paramedici) che in Europa continuano a rifiutare il vaccino pur stando a contatto quotidiano con malati contagiati e, a volte, morenti.

Qui ci troviamo di fronte a un paradosso: persone che credono a panzane incredibili perché sono scettiche, perché diffidano. La credulità antica funzionava in modo totalmente diverso ed era una credulità condivisa dalle più alte autorità dello stato (con l’astrologo di corte) fino alla plebe più infima. Gli inquisitori credevano alla realtà della stregoneria, proprio come i popolani che denunciavano le donne sospette e come, a volte, credevano le stesse presunte streghe. In un certo senso è ancora il modo in cui l’occulto funziona nell’Africa moderna, postcoloniale, dove i capi di stato e i dirigenti politici si affidano agli stessi riti dei loro sudditi e dove la stregoneria assolve, almeno in parte, le stesse funzioni che nel cosiddetto Occidente avanzato è appannaggio dei PR (va letto ancora oggi con grande profitto il testo seminale di Peter Geschiere, Sorcellerie et politique en Afrique. La viande ses autres).[2]

Invece qui siamo di fronte a una superstizione accettata in nome della diffidenza nei confronti dello stato e della classe dirigente.

Naturalmente di ragioni per non fidarsi dell’autorità ne abbiamo a bizzeffe, anche proprio sui vaccini. Se ne lamentava l’autorevole Scientific American (“The Spies Who Sabotaged Global Health“)[3] quando parlava della falsa campagna di vaccinazione per l’epatite B messa in atto dalla Cia in Pakistan per scoprire dove si trovava Osama bin Laden, col risultato di far cacciare dai montanari delle valli anche gli operatori che volevano vaccinare i bambini contro la poliomielite. Sappiamo che sugli effetti cancerogeni del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, i rapporti ufficiali sono stati emendati, corretti, truccati, cucinati per non fare troppo torto alla Monsanto che lo produce. Ricordiamo per quanti decenni furono taciuti gli effetti cancerogeni del Teflon che ricopre il fondo delle padelle con cui noi tutti cucinavamo (e cuciniamo).

Né possiamo farci illusioni sul cinismo delle autorità: tra il 1949 e il 1969 le forze armate americane condussero 239 esperimenti sulla diffusione di germi patogeni tra i civili americani, a loro insaputa,[4] per esempio nel 1966 volatilizzarono bacilli nella metropolitana di New York per vedere che effetto faceva.[5]

D’altra parte, lo scetticismo nei confronti dell’autorità consolidata è alla base di buona parte dell’illuminismo e del razionalismo moderni. Se volessimo porci dalla parte dei No-Vax, potremmo affermare che stanno mettendo in atto il procedimento che ha permesso alla scienza moderna di progredire, e cioè il rifiuto del principio di autorità, il rifiuto dell’Ipse dixit, dove Ipse non è più Aristotele, ma è lo scienziato titolato e legittimato: non è perché una tesi è sostenuta da un docente di Harvard od Oxford che per questo deve essere vera.

Ci addentriamo qui nei meandri delle conseguenze non volute dello scetticismo e della diffidenza nei confronti dei potenti. Non possiamo dimenticare la potenza liberatoria che ebbe il sospetto, insinuatosi nel XVI secolo, che la religione fosse solo uno strumento inventato per disciplinare i popoli, sospetto enunciato da Niccolò Machiavelli. Fu questo sospetto che animò tutta la tradizione libertina (Thomas Hobbes e Baruch Spinoza furono ambedue sospettati di essere gli ispiratori del libertinismo, forse perché ritenuti cripto-atei). Fino alla teoria de I tre impostori: Mosè, Gesù e Maometto sarebbero stati tre impostori che avrebbero simulato di ricevere la parola di dio per disciplinare il volgo: “né Dio, né il diavolo, né l’anima, né il cielo, né l’inferno sono uguali a come ci vengono dipinti, e i teologi, cioè a dire coloro che spacciano delle favole per verità divinamente rivelate, sono tutti, con l’eccezione di qualche ignorante, delle persone in malafede, che abusano della credulità del popolo per inculcargli ciò che a loro piace” (Traité des trois imposteurs ou La vie et l’esprit de monsieur Benoit de Spinoza, 1719).

È evidente la potenza liberatoria di una simile tesi, ma bisogna notare anche che vediamo qui esposta la prima teoria di complotto sistemico (cioè che tutto il sistema è retto da un’immensa cospirazione) di cui siamo a conoscenza. Ci rendiamo qui conto che lo scetticismo ha una valenza fideistica e che questa doppia valenza appare in tutta la sua chiarezza proprio nel Rinascimento, quando vengono poste le basi del razionalismo moderno e nello stesso tempo viene trovata una soluzione fideistica all’incredulità nella fede cattolica: la riforma protestante. Ecco perché l’incredulità rinascimentale va di pari passo con i fervori mistici, perché convivono Erasmo da Rotterdam, Pietro Pomponazzi e Machiavelli da un lato e invece Thomas Müntzer, Calvino e Michele Serveto dall’altro. Ecco perché quindi l’incredulità è già un problema nel XVI secolo, come recita il titolo di un altro libro seminale, dello storico della scuola degli Annales, Lucien Febvre, Il problema dell’incredulità nel XVI secolo. La religione di Rabelais.[6] Si capisce meglio perché nel Vax-scetticismo si nasconde un’intolleranza a volte feroce, perché esso tenda a strutturarsi in setta: Tara Haelle ha tracciato un’interessante ricostruzione di come il movimento No-Vax si sia plasmato come un Tea Party sanitario in un testo pubblicato dal New York Times il 31 agosto.[7]

C’è di più: non sono affatto innocenti le stesse classi dirigenti che ora starnazzano inorridite e indignate deprecando la superstizione barbara dei loro sudditi. Per la stragrande maggioranza degli esseri umani, la scienza e i prodotti tecnologici sono una magia. Per “magia” s’intende ogni processo in cui c’è una sproporzione lampante tra lo sforzo richiesto da un gesto e il risultato del gesto: non costa fatica pronunciare una parola d’ordine, per esempio “apriti sesamo”, eppure essa basta per spostare un grande macigno ed entrare nella caverna di Ali Baba, non costa nulla intonare formule “magiche” e così ottenere oro dai sassi. Nel mondo magico i limiti imposti dalla natura non valgono più, si può volare su una scopa, vedere quel che avviene lontano o dietro le pareti, oltre le montagne o al di là della nebbia. E cosa fanno aerei, auto, radar? L’anello di Gige e la lampada di Aladino sono prodotti brevettati, sfornati in serie dalle catene di montaggio e venduti nei supermercati.

Se la magia è una scorciatoia, un coprire grandi tragitti con brevi percorsi, un enorme sconto sugli sforzi per ottenere un risultato (premi un pulsante e il buio scompare, premi un altro tasto e parli con persone lontane, un altro tasto ancora e vedi quel che avviene all’altro capo del mondo), allora tutta la civiltà della scienza e della tecnica è un’immensa operazione magica, tanto più che il meccanismo con cui questa magia opera è ignoto alla stragrande maggioranza degli umani: proprio come i maghi antichi, lo scienziato moderno detiene un sapere arcano. Solo pochissimi tra noi hanno una seppur vaghissima idea su come funziona un telefono, per non parlare di un computer. Naturalmente vi è una magia bianca (benefica) e una magia nera che suscita catastrofi ecologiche e belliche: in ogni caso gli scienziati sono visti come apprendisti stregoni.

E la dimensione stregonesca non deriva solo dal fatto che, attraverso una demenziale politica dell’istruzione, la maggior parte dell’umanità è tenuta praticamente all’oscuro di come funziona il mondo di oggetti in cui vive. La verità è che a partire dagli anni ’30 del secolo scorso (e ancor più con la seconda guerra mondiale), la ricerca della verità naturale ha cambiato di status. Se prima la ricerca era un’attività artigianale (Enrico Fermi poteva svolgere le sue ricerche di fisica quantistica in uno scantinato romano), poi la ricerca della verità naturale è diventata una vera e propria industria (nel solo laboratorio del CERN lavorano più di 2.000 ricercatori), per di più molto costosa: vi sono singoli progetti con bilanci di miliardi di dollari.

L’industria della verità naturale costa un botto e va finanziata da persone che di solito non capiscono niente delle ricerche su cui devono decidere, che queste persone siano politici o amministratori delegati di società. Per cui tra ricercatori e decisori dei finanziamenti s’instaura un rapporto perverso, di tipo pubblicitario, promozionale: i ricercatori devono promettere sempre qualcosa che difficilmente possono mantenere: devono “imbonire”.

Dopo la bomba atomica i fisici ebbero vita facile, bastava loro promettere l’arma finale, far balenare favolose armi, il cui prototipo irraggiungibile rimane il programma di “guerre stellari”, e gli stati erano pronti a tagliare le pensioni dei propri cittadini pur di finanziare la fisica. Con la fine della guerra fredda però i rubinetti del denaro militare cominciarono a chiudersi per la ricerca scientifica: la promozione della ricerca dovette diventare più a effetto: la Nasa cerca da decenni di “vendere il cosmo” facendo credere che si possa installare una colonia su Marte (un’assurdità allo stato attuale della tecnologia). Oppure la Nasa promette che con nuovi fondi riuscirà a evitare che un asteroide colpisca la terra.

Ma non potendo più offrire la luna, l’unico miracolo che alla scienza resta da offrire è l’immortalità: e chi non vorrebbe essere immortale? Basti scorrere lo straordinario reportage di Mark O’Connell, Essere una macchina: un viaggio attraverso cyborg, utopisti, hacker e futurologi per risolvere il modesto problema della morte (ed. inglese Granta 2017, trad. it. Adelphi 2019), in cui si vedono prometeici imprenditori multimiliardari perseguire sogni infantili di sopravvivenza surgelata in attesa di resurrezione. Già nel 1992 il grande fisico Leo Kadanoff scriveva su Physics Today: “Stiamo rapidamente avvicinandoci a una situazione in cui nessuno crederà a qualunque cosa noi diciamo su qualunque argomento che abbia a che vedere con il nostro proprio interesse (self-interest) perché troppo spesso i benefici attesi da una scoperta scientifica sono gonfiati parecchie volte rispetto al loro valore reale”.[8]

 

Il risultato è che è sempre più difficile per i non addetti ai lavori distinguere la scienza dalla pseudoscienza, gli scienziati veri dagli imbonitori.

Anche perché la pseudoscienza scimmiotta molto spesso la scienza, o perché la pseudoscienza è alimentata da scienziati “eterodossi”, cioè in possesso di tutti i crismi della legittimità scientifica (detengono dottorati Ph. D., hanno pubblicato articoli su riviste autorevoli, ricoprivano cattedre) ma che poi finiscono ai margini della comunità scientifica o vengono espulsi da essa. Fu il caso del film Vaxed (2016) diretto da Andrew Wakefield: la tesi del film era che i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avevano insabbiato la connessione tra il vaccino Mpr (contro rosolia, parotite e morbillo) e autismo. La tesi era stata sostenuta da Wakefield, un rispettato chirurgo del fegato, insieme ad altri ricercatori sulla prestigiosa rivista Lancet. La tesi fu poi smantellata e il dottore fu radiato (benché pare che un altro coautore sia stato assolto dall’accusa di frode scientifica). Da allora in poi Wakefield è diventato attivista no-vax. Un’altra scienziata in disgrazia, Judy Mikovits, Ph. D. in biochimica, autrice di articoli su Science, poi coinvolta in casi di frode scientifica, è la protagonista di due film complottistici del 2020, Plandemic: The Hidden Agenda Behind Covid-19 e Plandemic: Indoctornation.

Questi fuoriusciti dalla comunità scientifica si presentano come i nuovi copernicani rispetto alla vecchia ortodossia tolemaica, padroneggiano tutte le tecniche e le convenzioni scientifiche (bibliografie, diagrammi, tabelle, note…). E si capisce come possano suonare convincenti a chi osserva l’imbonimento scientifico-mediatico dal di fuori.

Posso confermare questo disorientamento con un altro ricordo personale. Ero andato a Perugia a intervistare René Thom (1923-2002), il fondatore della teoria delle catastrofi, poco prima che morisse. Era stato invitato a un convegno di fisica. Ma quando arrivai, scoprii che quel convegno in realtà era una riunione dei fisici contrari alla teoria della relatività di Einstein (quasi un secolo dopo che essa era stata formulata nel 1905), con molte relazioni che spiegavano come l’esperimento di Michelson-Morley (test chiave per la teoria) in realtà o fosse sbagliato o potesse essere spiegato in molti altri modi rispetto alla relatività ristretta. Avevo la sensazione di partecipare all’incontro clandestino di una setta, incontrai persino fisici europei che erano stati brillanti promesse nel loro campo, addirittura piccole stelle, prima d’inciampare nell’adesione a una scoperta che poi si era dimostrata falsa, e di cui perciò non ammettevano la falsità.

La stretta rassomiglianza, la quasi indistinguibilità tra scienza e pseudo-scienza, in particolare nel loro rapporto con i finanziamenti, e quindi con l’esposizione mediatica, fa capire come mai sia così difficile da un lato convincere i No-Vax e persino i Ni-Vax, cioè gli esitanti, e come mai dall’altro lato sia quasi impossibile porre rimedio a questa incomunicabilità, a meno di rivedere profondamente le politiche dell’istruzione pubblica che crea un’umanità di analfabeti scientifici, tecnologici e matematici in un mondo che è sempre più scientifico, tecnologico e digitale (cioè numerico).

Per concludere, un sorriso: in un grande mercato romano discutono dai propri banchi un signore attempato e una signora, ambedue verdurai: il signore è un vax-scettico, e ripropone l’argomento per cui questi vaccini sono solo sperimentali. La verduraia gli risponde: “Ma che parlate voi, che vi siete tutti presi il Viagra che neanche sapevate cosa c’era dentro!”.

PS Un caso particolare, ma molto significativo è quello del Covid in Russia. Benché sia stato il primo paese a brevettare un vaccino anti-Covid, lo Sputnik, al 31 agosto 2021 solo il 25 % della popolazione era completamente vaccinato e solo il 30 % aveva ricevuto almeno una dose (contro rispettivamente il 57,5 e il 64,5% nell’Unione europea). Come risultato, le morti giornaliere continuano a viaggiare intorno alle 800 (su 146 milioni di abitanti). Certo, gioca un ruolo la diffidenza nei confronti del proprio governo (dagli zar a Eltsin, da Stalin a Putin non c’è molto di cui fidarsi). Anche a Mosca le versioni più fantasiose circolano sul Covid e sul vaccino, una in particolare fattami notare da amici che leggono il russo: “il virus sarebbe stato portato sulla terra da extraterrestri rettiloidi che si sarebbero impossessati del pianeta in era sumerica, avrebbero creato la ‘religione Torah’, e ora hanno deciso di ridurre la popolazione” e controllare l’umanità “attraverso chip inoculati nel vaccino per stabilire un ordine globale”.[9] Tra gli umani rettiloidi vi sarebbero Obama, Putin, Biden (ma non Trump).

Ma forse i rettiloidi sono solo folklore e nella non-vaccinazione russa conta un fattore assai più prosaico: lo Sputnik non è stato riconosciuto dalle autorità sanitarie occidentali, americana ed europea, e quindi la vaccinazione Sputnik non consente di viaggiare liberamente all’estero. Molti russi sostengono che se lo Sputnik permettesse di viaggiare, ci sarebbe una corsa a farsi vaccinare. Potenza delle burocrazie (e delle guerre commerciali farmaceutiche)!

[1] Jack Goodman and Flora Carmichael, “Coronavirus: Bill Gates ‘microchip’ conspiracy theory and other vaccine claims fact-checked”, Bbc, https://www.bbc.com/news/52847648.

[2] Éd. Karthala, Paris, 1995. Disponibile anche in inglese:The Modernity of Witchcraft. Politics and the Occult in Postcolonial Africa, University Press of Virginia, Charlottesville 1997

 

[3] n. 308, 5, 12 (maggio 2013): https://www.scientificamerican.com/article/how-cia-fake-vaccination-campaign-endangers-us-all/

 

[4] https://www.businessinsider.com/biological-agents-were-tested-on-the-new-york-city-subway-2015-11?r=US&IR=T.

 

[5] https://www.nytimes.com/1975/09/19/archives/senators-are-told-of-test-of-a-gas-attack-in-subway-engineer-says.html

 

[6] Le problème de l’incroyanceau 16. Siècle. La religion de Rabelais, Michle, Paris 1962. Trad it. Einaudi 1978.

 

[7] https://www.nytimes.com/2021/08/31/opinion/anti-vaccine-movement.html

 

[8] Leo Kadanoff, “Hard Times” in Physics Today, 45, 10, 9 (1992) p. 9.

 

[9] Denis Volin, “Conspiracy theories, fear and mistrust. Who are the anti-vaxxers and why is vaccination stalling in Russia?” SOURCES, 30.06.2021, 09:08: СЮЖЕТЫ Теории заговора, страх и недоверие. Кто такие антиваксеры и почему в России буксует вакцинация? Денис Волин30.06.2021, 09:08: https://mbk-news.appspot.com/suzhet/antivaksery/

 

Bassetti intervista no-vax ricoverato

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