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Giornata della memoria. Tra il bene e il mare

Lager Libici. Fonte Internet

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Ester Mieli  Giornalista e scrittrice

Per la Giornata della Memoria, del 27 gennaio prossimo, in molti diranno: “Mai Più” e sono gli stessi che dicono “porti chiusi”.

Ma ci rendiamo conto?

Lo dico nella premessa ci sono notevoli differenze ma si parla sempre di vite umane. Sempre. E non c’è differenza tra donne, uomini o bambini. Sono tutti essere umani.

E se in quel buio periodo storico quando le minoranze erano viste come demoni, quando i bambini ebrei venivano cacciati dalle scuole, per essere poi deportati in luoghi disumani di morte, quando i neonati venivano strappati dai seni materni, quando gli uomini e le donne spogliati di tutto e marchiati a fuoco come bestie, venivano mandati nelle camere a gas, quando per le strade c’erano le razzie, ci sono stati uomini giusti che non si sono girati dall’altra parte e rischiando la loro vita e quella dei loro famigliari hanno salvato delle vite umane.

Oggi chi dice “mai più la Shoah ” riesce con il sorriso sulla bocca e indosso una felpa che rappresenta le istituzioni a dire allo stesso frasi che sanno di indifferenza e corresponsabilità. Riescono con un tweet a certificare la morte e ad accettarla e giustificarla.

A loro vorrei ricordare che ci sono stati uomini giusti che hanno spalancato le porte dei conventi, delle proprio botteghe, delle cantine, delle case e delle scuole chi si è preso bambini per salvarli dalla morte. Lo hanno fatto con coraggio e tanto amore per la vita.

Ora che inizia la settimana della memoria e usciranno dichiarazioni da copione di tutti i politici che ribadiranno che “l’orrore non deve ripetersi” io vorrei fare un auspicio dicendo che l’orrore può ripetersi ma sotto alle tre vesti. E per me è orrore vedere morire gente in mare senza nemmeno provare a salvarle.

Giusto trovare una soluzione, giusto farlo in accordo con gli altri Paesi, giusto non far passare l’Italia come quel Paese cenerentola, giusto ribadire di chi siano le colpe, giusto dire che se non ci fossero le partenze non si sarebbero nemmeno i morti. Ma detto tutto questo come si fa a restare indifferenti senza diventare complici accidiosi e distratti?

Cerchiamo una soluzione ma non chiudiamo la speranza di chi cerca solo una copia sbiadita di un futuro che si consuma a ogni onda di mare. Bisogna smetterla con il rincorrere il terrore e la paura per rendere tutti più fragili e meno coraggiosi

Abbiamo visto quanti danni, male, dolore e ingiustizie ha creato l’indifferenza. Ecco non facciamoci contagiare da questo virus, utile ai potenti e alle volte diventa mortale per gli altri.

Ps. Nella giornata della Memoria sarebbe utile ricordare le SS, sì quei signori, che indossavano la divisa per rendere omaggio all’autorità senza umanità.

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