bacheca social

Un proiettore per Cinelinguaggi

Le donazioni raccolte attraverso la campagna #unproiettorepercinelinguaggi andranno a sostenere il progetto Cinelinguaggi per l'anno 2019. Una raccolta fondi finalizzata all'acquisto di apparecchiature adeguate all'iniziativa: un proiettore digitale con impianto audio. Ti chiediamo di prendere in considerazione l'idea di donare 5, 20, 50 euro o quello che puoi, per sostenere il nostro progetto. Puoi aiutarci donando un contributo volontario tramite carta di credito o PayPal. Per effettuare una donazione online, basta avere una carta di credito Visa, MasterCard, Postepay, American Express, Carta Aura, Maestro, Cirrus, ecc. Basta un click. Clicca sul tasto Donazione e segui le istruzioni. Dona ora!

FAI UNA DONAZIONE





Musica. Prostituzione, omosessualità e droga. Il mondo degli ultimi in Fabrizio De André.

wikipedia

wikipedia

di Stefano Bardi

Il mondo degli ultimi, degli emarginati, dei disadattati e dei cosiddetti diversi è stato sempre un tema prediletto nella musica cantautoriale italiana, in special modo nel cantautore genovese Fabrizio De André (Genova, 1940-Milano, 1999). Un cantautore che per l’appunto ha toccato queste tematiche e iniziamo la nostra analisi, dalla canzone “Amico fragile” dall’album Vol. 8 del 1975. Canzone questa in cui è descritto il male psichico e spirituale, che ci trasforma in ombre distanti dalla realtà e peggio ancora, in persone non accettate dalla società solo perché siamo in grado di navigare su oceani esistenziali e di regalare sogni agli altri, di dare una forma concreta ai nostri sogni e perché crediamo di essere molto più felici, delle persone normali.

Dopo questo prologo iniziamo il nostro viaggio, partendo dal tema della prostituzione con due città, una della trasgressione e una dove sono visibili ancora oggi vecchi quartieri del commercio sessuale. La prima città è nella canzone “Rimini” dall’album omonimo del 1978. Città questa dove la trasgressione è qualcosa di normale e che ci viene raccontata, attraverso la storia della giovane Teresa, che, fra discriminazioni etico-sociali, rivoluzioni popolari, fedi depravate e chimeriche reminiscenze della sua vita passata riesce a trovare l’amore, che però si trasformerà in clandestino e la porterà ad abortire il frutto, di questo veloce amore consumato. La seconda e ultima città è Genova indirettamente citata, nella canzone “La città vecchia” dall’album Canzoni del 1974. Una città quella descritta dal cantautore genovese attraverso lo sguardo di un professore borghese, che viaggia nelle strade dei borghi genovesi popolati da disadattati, da baby squillo, da senili quotidianamente ebbri, da ladri, da buffaroli e da altre persone ai limiti del mondo e che alla fine del suo viaggio non sono visti come inutili derelitti sociali, ma semplicemente come delle innocenti vittime della società in cui vivono. Città queste, che fanno da scenario alle tre canzoni legate alla prostituzione che analizzerò e che sono contenute tutte nell’album Fabrizio De André-Vol.1° del 1967.

La prima canzone è “La canzone di Barbara” dove la protagonista non è una vera meretrice, ma solamente una giovane ragazza emancipata sessualmente, che usa la sua bocca per amori selvaggi, depravati, infedeli e che usa il suo cuore per un amore da lei inteso, come un gioco sessuale che svuota la sua vagina da ogni vero amore sentimentale e che abbia il gusto della passione. La seconda canzone è “Via del Campo” dove la storia si svolge nell’omonima strada cittadina genovese. Una storia questa dai contorni veristici e realisti, poiché il protagonista principale è il trans Mario in arte “Morena” che morì dopo pochi anni, dalla scomparsa del cantautore genovese. Trans che è decantato da Fabrizio De André come una creatura paradisiaca e magica dagli occhi verdi come quelli di Madre Natura, dal corpo dolce e candido con il quale fondersi in notti di dolce passione, dalla voce in grado di far nascere l’amore nei cuori altrui e dallo sguardo, in grado di proiettarci in universi elisiaco-divini. La terza canzone è “Bocca di Rosa” dove la meretrice decantata dal cantautore genovese, non è una creatura simile alla Lupa di Giovanni Verga, ma una gentile, educata e galante creatura che non vede il sesso come professione, ma solo e unicamente come una passione praticata senza paraocchi e senza nessun tipo di istanza da parte sua, ma anzi come uno strumento per portare amore, dolcezza e gioia con chi si unisce carnalmente, spiritualmente e sentimentalmente.

Dopo la prostituzione passiamo al tema della sessualità, in chiave omosessuale e transessuale. Omosessualità che è trattata nella canzone “Andrea” dall’album Rimini del 1978. Storia questa, che decanta l’amore di Andrea per un giovane contadino ucciso su monti di Trento durante il conflitto mondiale. Un amore quello del giovane Andrea, che aveva gli occhi fatati e il cuore colmo di passione, ma, che lascerà nel cuore del suo amato ancora in vita solo lacrime, sofferenze e inguaribili dolori. Transessualità invece, che è trattata nella canzone “Prinçesa” dall’album Anime Salve del 1996. Canzone anche questa, che racconta la vera storia del trans Fernanda Farias de Albuquerque, che nella canzone del cantautore genovese non si vergogna di essere se stessa, ma anzi con coraggio si mostra per quello che è nella realtà quotidiana insegnandoci una cosa assai importante, ovvero che i trans sono essere umani che credono nei sogni e sono figli anch’essi di un’unica Madre Natura, seppur costretti nella società odierna a essere sfruttati sessualmente e nell’essere visti dai benpensanti, come degli oscuri demoni.

Un ultimo tema è quello della droga con la canzone “Cantico dei drogati”, dall’album Vol. 2°-Tutti morimmo a stento. Canzone questa, che ci mostra questi nostri fratelli come esseri vacui spiritualmente, sofferenti nelle parole, martoriati nelle carni e in particolar modo, come latrine umane e come zombie che camminano sulla Terra fino alla fine dei loro giorni. Il tutto però non con disprezzo o vergogna verso di essi, ma, con fratellanza e compassione socio-umana. Un universo questo degli ultimi, che è omaggiato nella canzone “Smisurata preghiera” dall’album Anime Salve del 1996. Ultimi, che, percorrono una strada in direzione ostinata e contraria con sulle loro spalle una croce fatta di spini fra sputi e insulti per lasciare però al mondo dopo la loro morte, una luce colma di compassione, fratellanza e verità.

Invia un commento

Puoi utilizzare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>