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Un proiettore per Cinelinguaggi

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Dialoghi in corso. Il nuovo paradosso della politica: i fascisti su Marte

Marte. Fonte Internet

Marte. Fonte Internet

Luigi Crespi

Pubblicitario, spin doctor, coach e autore cinematografico

Oltre il paradosso. La cifra dell’attualità politica è il paradosso.

Partiamo dalla definizione di paradosso nella letteratura greca, età alessandrina: breve narrazione di fatti straordinari o aneddoti bizzarri tratti dalla natura e dalla storia. La conquista di Marte è ben oltre gli “aneddoti bizzarri”.

Quando Corrado Guzzanti produsse “Fascisti su Marte” era sicuro che quella sua rappresentazione satirica e surreale non avrebbe mai avuto un riscontro nella realtà, ma ieri ecco invece Trump annunciare la nascita dell’esercito spaziale. Il Presidente americano si è dato l’obiettivo di occupare e conquistare Marte per aggiungere una stella alla bandiera americana.

Non riesco a capire come si possa prendere sul serio un personaggio di tale caratura, un signore capace di mettere in gabbia 30mila bambini messicani e di raccontarci di farlo per tutelarli dai loro genitori che li strumentalizzano per passare il confine. Non molto diverso da chi manda, in crociera nel Mediterraneo, profughi e clandestini per impedire che muoiano annegati o chi inizia un censimento dei Rom per difendere i bambini usati come scudo pietoso per indurre a pietà le persone.

L’immigrazione è una questione assolutamente seria come del resto sono le condizioni dei circa 150mila Rom in Italia (di cui circa la metà italiani a tutti gli effetti), condizioni insopportabili soprattutto per i minori. E sono insopportabili le condizioni in cui vediamo sulle nostre strade bambini costretti a mendicare e a commettere piccoli furti bambini violati. Su cui siamo impotenti e inermi.

Immigrazione e Rom sono questioni hanno un forte impatto sociale e di ordine pubblico ma chi pensa di affrontare questioni di questo tipo usandole come piattaforma elettorale entra in un terreno pericoloso, varca un confine che va ben oltre il razzismo, fomentando odio e paura.

Affrontare queste piaghe sociali solo come problema di ordine pubblico ci porta dritti alla pulizia etnica. Non credo che Trump conosca queste categorie di pensiero come non credo che Salvini sia un razzista xenofobo: la ricerca del consenso e l’impossibilità di affrontare le questioni economiche centrali per il nostro paese rischiano però di portarlo là dove oggi non immagina. Aizzare la folla è tanto pericoloso quanto improvvido.

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