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“Cose di casa nostra” (15). Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più . M

INVITO ALLA LETTURAdi Lino Palanca

Dialetto e usanze, storie e storielle che accompagnano il nostro crescere civile. Il tutto pescato qua e là, senza pretese.

Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più [1].

M   

maésa – sostantivo femminile, ‘maggese’, terreno momentaneamente non coltivato, voce rurale; èrba de la maésa, erba del maggese; latino màius, maggio, mese in cui si lavorava il terreno.

malló’ – sostantivo maschile, lungo ‘palo centrale del pagliaio’; latino màlus, palo anche nel senso di albero della nave; confrontare il veneto maón, palo; a Recanati vale anche per persona alta di statura (G. Mariani) come anche a Numana (G.Marinelli).

mannèlla – sostantivo femminile, voce rurale ‘manciata d’erba o di grano’, anche fascio di vimini  e pure matassina di spago; si usa anche per legare le piante, specie le viti, e viene conservata a bagno nell’acqua (M. Canavari,); latino mànua, manciata.

maràna – sostantivo femminile, voce rurale, ‘terreno agricolo’ dal latino àger marànus, terreno nei pressi della via Appia dove, in antico, passava il fosso dell’acqua marana o marrana (altri: latino marìscus derivato dl francone marisk, mare, lago); marànus qualificherebbe un terreno come paludoso dall’antico romanesco màra; confrontare il francese marais, palude, acquitrino

màsculu – sostantivo maschile, ‘calata di pesca’ della sciabica dove viene imbracata con la rete la foce del fiume, solitamente effettuata all’imbrunire come prima calata di una lunga notte di pesca; màsculu de sóra, màsculu de sótta, rispettivamente le foci del Musone (nord) e del Potenza (sud); màsculu de timó’, agugliotto, maschio dei cardini con i quali il timone è collegato alla poppa; latino màsculus (confrontare il veneto màscolo).

mbalegà’ – verbo, opporre un ‘braccio di resistenza’, un legno, come ostacolo al pesce che scorre avanti e indietro; vedi l’italiano baglio, trave.

mbarunà’ – verbo, ‘azione da balordo’ (dal significato di furfante assunto dal vocabolo barone in letteratura); confrontare il veneto barón, briccone; latino bàro, barònis, sciocco; anche ‘fasciare’, ‘bendare’ da cui mbarunatùra che è l’avvolgimento della parte centrale del remo per preservarlo da un rapido consumo; vedi anche il francone baro, uomo prepotente, che bara, inganna.

‘mbumbì’ – verbo, ‘gonfiare un oggetto’ (con acqua per esempio: in Osimo, mbumbìdu, inzuppato, completamente bagnato), farlo diventare di forma bombata; francese bomber, curvare a forma di bomba attraverso un supponibile imbombire; da non escludere la provenienza dal latino imbìbere; lo stesso  laa Numana col valore di inzuppare, impregnare.

mèzzu e mézzu – aggettivo e sostantivo il primo (con la z sonora di zingaro), aggettivo il secondo (con la z sorda di pozzo); 1 – mezzo, ‘metà dell’intero’; so’ mèzzu mèzzu, non sto bene; mèzzu mòrtu a causa della fatica; ha méstu sótta mèzzu mónnu, ha chiesto aiuto a tutti; ‘mezzo di trasporto’, ému piàtu el mèzzu, abbiamo viaggiato con un mezzo (corriera, taxi, moto etc…); locuzione, ‘in mezzo’, méttese in mèzzu, immischiarsi; méttese ‘ntra mèzzu, interporsi tra due (che litigano); verbo derivato smezzà’, dimezzare o anche interrompere, latino mèdius; 2 – ‘fradicio’ (nei dialetti toscani ‘bagnato da capo a piedi’), marcio, avariato; ‘mbriàgu mézzu, ubriaco fradicio; latino volgare mètius, molle; a Cerreto d’Esi, ‘ammaccato’, contuso, sfatto con verbo derivato mezzà, coprire di lividi; simile ad Agugliano (F.M. Serpilli); mìzzu a Numana.

minduló (mindòla) – sostantivo maschile, ‘tontolone’, stangone; confrontare la voce toscana mendolóne, vagabondo.

mògia – sostantivo femminile, ‘fanghiglia’, probabilmente dal latino mòllis, molle; confrontare l’arcaico marchigiano mòglia.

mprimàtu – aggettivo, ‘ordinato, ben vestito’, curato; de ssai mprimàtu! Cu’ vàghi a spusà’ in cunùne?, come sei elegante, sembri uno che vada a sposarsi in comune; da impiumàre < latino plùma, piuma nel senso di rivestimento di piume, ornamento, abbellimento; altri da primato, che primeggia.

murbì’ – sostantivo maschile, ‘cipiglio’: spòrcu el murbì’!, com’è ardito (anche prepotente); sai càrcu de murbì’, sei pieno di baldanza; veneto morbìn, allegria, vitalità, agitazione; altrove nelle Marche assume il significato di malattia, smania, voglia insoddisfatta (Agugliano) o anche grinta e irrequietezza (Numana).

mùsciulu – sostantivo maschile, ‘mussola’, tessuto leggero (anche mùssulu): da Mosul, città irachena sul Tigri dove fu visto la prima volta dagli europei.

** per i riferimenti all’aguglianese, Fabio Maria Serpilli, Dizionario dialettale aguglianese; per il numanese, Giovanni Marinelli, Il linguaggio numanese nel novecento; per l’osimano Massimo Morroni, Vocabolario del dialetto osimano; per il recanatese, Gabriele Mariani, Il dialetto recanatese; Maria Canavari, Il Vocabolario di Cerreto.

 

[1] Tratte da Lino Palanca, Léngua Màtre – Vocabolario del dialetto portorecanatese, Recanati, Bieffe Grafiche 2010.

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