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versus magazine. Videopoesia. Le forme della poesia tecnologica.

 
mostra dedicata a Nanni Balestrini

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Introduzione

Le forme della poesia tecnologica
A proposito delle sue incursioni nell’arte visiva, Andrea Inglese afferma di essere un «goloso d’arte» e nota la oggettiva «prossimità tra poesia contemporanea e arti, intese in senso ampio: dalla fotografia alla performance. Questa prossimità è in gran parte ignorata da quel che resta della “scena ufficiale” della poesia italiana, ma è stata riportata in auge almeno durante gli anni Sessanta e Settanta grazie alle neoavanguardie letterarie in vari paesi, incluso il nostro» (Inglese 2017, p. 150).
Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, in effetti, la ricerca di una via alternativa alla lirica, ha portato allo sviluppo di molteplici correnti: accanto alla poesia della Neoavanguardia, cresciuta nell’alveo della rivista «il verri» e presentata nell’antologia del 1961 I novissimi, che si poneva in un atteggiamento di rifiuto della comunicazione, e accanto alla poesia sperimentale, teorizzata e praticata dai poeti della rivista «Officina», che al contrario del Gruppo 63 cercavano una soluzione per conciliare espressione e comunicazione poetica, si sviluppò, nel fervore teorico e pratico di quegli anni, la poesia tecnologica o visiva.
Continua a leggere nella rubrica Versus Magazine dello Specchiomagazine.it segue. 

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