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Arte. E’ morta oggi Gabriella Mingardi Senigagliesi, pittrice di fama nazionale

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E’ morta oggi Gabriella Mingardi Senigagliesi, pittrice di fama nazionale, premio Porto Recanati nel 2006 per la cultura, moglie del dott. Pio Sernigagliesi cari entrambi al ricordo di tutti i portorecanatesi. Mentre rivolgo un pensiero di affettuosa solidarietà alla famiglia, ripropongo qui un articolo apparso dodici anni fa nella rivista “Potentia-Archivi di Porto Recanati e dintorni” che commissionai in qualità di direttore ad Aldo Biagetti. Eccolo:

Gabriella Mingardi a 18 anni inizia a lavorare, come segretaria, in un affermato studio legale bolognese, lavoro che interrompe con il matrimonio con il dottor Pio Romano Senigagliesi, celebrato il 28 ottobre ’61 nella basilica di San Luca. I due sposi si trasferiscono a Porto Recanati ed hanno quattro figli.

È solo dal 1975, potendo finalmente disporre di momenti di libertà, che Gabriella può coltivare la sua grande passione, la pittura. Fin dall’infanzia aveva dimostrato una particolare inclinazione per il disegno, tanto che alcuni insegnanti avevano reiteratamente sollecitato la madre ad avviarla verso studi specifici, ma di certo gli anni del dopoguerra, ricchi solo di ristrettezze, di difficoltà e di rinunce, non facilitavano l’accesso a percorsi così qualificanti.

Sarà solo molto più avanti, già sposa e madre, che, in compagnia di Velia Simoncini, potrà frequentare la Scuola del Nudo presso l’Accademia delle Belle Arti di Macerata (1977-’81). L’entusiasmo, la volontà, l’impegno e le attitudini possono dare anche grandi risultati e nel ’76 espone a Roma, in una Mostra indetta dal Ministero dello spettacolo e del turismo.

Il suo percorso artistico è segnato presto da un profondo travaglio interiore, anche se nei primi lavori vi è una chiara proiezione verso un cromatismo caldo e ricco di sfumature, che denotano già sicurezza e padronanza.

Tra le sue prime opere (nel 1975) segnaliamo ‘Metamorfosi’, olio su tela, ‘Paesaggio’, ‘Natura morta’, sempre oli su tavola, che evidenziano una ricerca così appassionata e sentita da suscitare l’interesse della critica.

Nel 1978 e 1979 Gabriella spazia su altri campi con ‘Andrea mitologico’, ‘Il risposo di Anna’, ‘Il figlio di Dio’, ‘Solitudine’, ‘Uomini e teatro’ e nel 1980 il critico Gian Mario Olivieri intitola il suo positivo giudizio ‘Il pathos dell’esistere’ e giudica che ‘… l’artista esprime il meglio di se stessa in questi segni marcati che interpretano l’uomo ed i fatti amari della vita quali effettivamente sono, rifugio e sofferenza, dolore e abbandono, le sole entità che non potranno mai mutare’.

La produzione della Mingardi è sempre intensa e ricercata, le mostre si moltiplicano dilatando gli orizzonti, dalle città marchigiane dei primi tempi a Roma, Napoli, Milano e poi in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, a New York (1982)¸sono oltre 50 in trent’anni…..

Gabriella Mingardi ha pure conseguito numerosi premi e riconoscimenti, ma ne vogliamo indicare solo due, che possono racchiudere e testimoniare tutta una carriera: quello dell’ormai lontano 3 luglio 1983, l’ambito Trofeo Biennale di Venezia, e quello ricevuto all’Arena Gigli di Porto Recanati, consegnato dal sindaco Fabbracci, premio biennale istituito dal Centro Studi Portorecanatesi per onorare coloro che in ogni campo (arte, lavoro, attività sociali) hanno dato visibilità e richiamo a questa terra.

 

Aggiungo che il Premio porta questa motivazione: “Gabriella Mingardi ha dato lustro alla Città nella quale ha scelto di vivere portandone il nome in Italia e in Europa, messaggera della bellezza perenne dell’Arte. Per questo merita il grato riconoscimento della Comunità di Porto Recanati.

Aggiungo ancora il breve post scriptum che firmai sotto l’articolo di Aldo Biagetti: “Sottoscrivo senza riserve questo articolo di Aldo Biagetti. Soprattutto perché Gabriella Mingardi, tra i molti altri esempi che abbiamo ricevuto da Lei, ci ha anche dato, con costanza, quello della semplicità limpida e sincera dell’artista vera. Merce rara”.
lino palanca

Porto Recanati, 17 luglio 2019

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