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Arte.it. Cristina Messora espone al museo del giocattolo

1-image1di Andrea Carnevali

ANCONA. Una mostra che racconta per immagini Italo Calvino.   I racconti del “Marcovaldo” hanno ispirato Cristina Messora  che ha realizzato una serie di dipinti su carta. L’esposizione dal titolo “La città sognata” presso il Museo del giocattolo, si snoda in otto dipinti realizzati su carta da incisione, graffiati con un punteruolo e ripercorsi con un gessetto nero è un gruppo di opere molto brillanti.  La mostra, prorogata fino al 4 agosto, è stata curata da Andrea Carnevali.

Le opere in mostre, edizioni uniche, sono esposte in un piccolo ambiente del museo  che permette di valorizzare il lavoro svolto dalla pittrice modenese.   

Nei dipinti di Cristina Messora si possono osservare forme essenziali, lo splendore dei colori e la luminosità dei segni neri che attraversano la superficie dei quadri.  La mostra elettrizza l’artista che vede interagire le sue opere con un ambiente designato a contenere oggetti antichi appartenuti ai bambini. I dipinti esposti possono essere valorizzati  e possono avere un ruolo preciso all’interno del museo.

La nuova collezione, ispirata ai racconti contenuti nel “Marcovaldo” di Italo Calvino, è stata ben progettata dall’artista modenese e le opere restituiranno il volto ludico e ammiccante dell’arte.  Il rischio di una mostra come quella “La città sognata” è di apparire fredda. Ma non è così! A questo punto è necessario dire quello che non è stato raccontato fino a questo momento. Le opere di Cristina possono essere lette se si ha fantasia, altrimenti tutto diventa più difficile, e talvolta, incomprensibile. I quadri allineati alle pareti potranno affascinare, non  solo come oggetti d’arte, ma anche come espressione dell’immaginazione. E poi la disposizione dello spazio del museo che segue un percorso rettilineo è ingigantito dalle linee rette tracciate sulla superficie del quadro con i gessetti neri. La cornice rigorosamente geometrica; inoltre, si allinea con la forma quadrata dell’ambiente espositivo e della corte esterna del palazzo .

L’artista ha creato una vera e propria scenografia di grande impatto visivo, fatta di fasci di luce che investono l’intero spazio espositivo. “Cristina Messora è un’artista  – dice Andrea Carnevali –  precisa perché incide la carta e attraversa la superficie del quadro con una certa disciplina. La sua creatività è dominata dal senso dell’equilibrio che si respira in molti quadri, nonostante si possa intravvedere una certa autoironia nella composizione.  L’oggetto da rappresentare – sulla carta dipinta con colori accesi – è illuminato da una luce bianca che rende la scena del racconto molto omogenea”.

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