newsletter

BLANCHE ACOUSTIC DUO

LIVE@ROCKBAR

Recanati. Ritorno di Franco Piavoli grazie al Circolo del Cinema.

E’ un graditissimo ritorno a Recanati del regista Franco Piavoli,  1° Premio Ludovico Alessandrini per il Cinema di Poesia nel 1998 e poi tornato da noi il 30 novembre  2005 con il suo “Al primo soffio di vento”, miglior film di poesia del  2003. E’ un appuntamento da non perdere.

1-LocandinaFranco Piavoli nasce a Pozzolengo (Brescia) nel 1933.
Dopo la laurea in legge, si dedica all’insegnamento del diritto e contemporaneamente coltiva l’arte della pittura  della fotografia. Negli anni sessanta gira alcuni cortometraggi: Le stagioni (1961), Domenica sera (1962), Emigranti (1963) ed Evasi (1964) tutti premiati al Festival di Montecatini.Nel 1982 realizza il suo primo lungometraggio: Il pianeta azzurro. In concorso alla 50a Mostra del Cinema di Venezia ottiene il premio BCV per un nuovo autore e il Premio UNESCO. L’anno successivo si aggiudica un Nastro d’argento. Nel 1984 cura la regia di Suor Angelica di Puccini al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1985 dirige La forza del destino di Verdi e nel 1990 la Norma di Bellini al Teatro Grande di Brescia. Nel 1989 realizza Nostos, il ritorno, personale rivisitazione del mito di Ulisse, presentato al Festival di Locarno, al Mill Valley Film Festival i San Francisco e al Festival di Mosca.  Nel 1996 Voci nel tempo vince il Premio FEDIC alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1998 al Filmtage di Gottingen ottiene il premio del pubblico.

Nel 2002 realizza Al primo soffio di vento presentato in concorso al Festival di Locarno e nel 2003 viene invitato al Sundance Film Festival. Il film vince il Premio del Pubblico al 16° Neue Heitmatfilm di Freistadt e quello per il miglior film straniero al Santa Cruz Film Festival 2004.

Nel 2004 al Quirinale gli viene conferito il Premio Vittorio De Sica. Nel 2005 partecipa al Festivaletteratura con Affettuosa presenza, tratto dall’epistolario Bellintani-Parronchi. Nel 2008 presenta Il pianeta azzurro al Lincoln Center di New York. Nel 2009 realizza L’Orto di Flora parte del film documentario Terra Madre diretto da Ermanno Olmi. Nel 2010 gli viene conferita la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nell’ambito del Premio Solinas. Nel 2016 il Festival Cinema du Réel di Parigi gli dedica una retrospettiva integrale al Beaubourg  e al Festival di Locarno presenta il suo ultimo mediometraggio Festa.

 

DICONO DEL FILM:

Festa (…) è un poemetto visivo che è anche una sorta di originale “viaggio intorno all’uomo” in cui si mescolano senza problemi il sacro e il profano, il divertimento e la malinconia. Gabriele Gimmelli  – Doppiozero

I quaranta minuti di Festa ondeggiano tra il fermo immagine pascoliano e la mesta riflessione del dì di festa di Giacomo Leopardi, mescolando la poesia alla ruvidezza anche sgrammaticata della ripresa a bassa fedeltà digitale; quei quaranta minuti strappano gli occhi del pubblico alla comodità di un cinema pianificato, e li costringono a confrontarsi con un’opera che sembra perennemente in fieri, instabile eppure vorticosa, come i seggiolini del “calcinculo” che prendono l’aire grazie al volteggio. Erik Negro – Cinelapsus

 

(…) stratosferico Festa di Franco Piavoli, cinema di ombre magiche che potrebbero rimandare quasi alle origini del muto, dove le sonorità e la musica potrebbero essere quasi degli improvvisi accompagnamenti e le luci quasi degli ipnotici sogni di uno sguardo proiettato verso il futuro. La festa di San Pietro in un villaggio di campagna diventa per Piavoli(…) la ricerca quasi di infinito di uno spazio aperto che vorrebbe essere continuamente prolungato, come un tentativo non tanto di fermare il tempo ma di ripeterlo con un meccanismo (…) dove la vista non è il senso dominante. Perchè ‘Festa’ è un cinema anche tattile, sonoro, fatto di odori, inebriante. Dove i luoghi, ri-filmati nel corso del tempo, diventano improvvisamente altro,in ogni immagine. Come un’ ipnosi-magia da Méliès”.
Simone Emiliani – Filmcritica

 

(…)Fe­sta, ul­ti­mo ca­po­la­vo­ro di Fran­co Pia­vo­li. Un film gi­ra­to, co­me tut­ta la sua pro­du­zio­ne, tra Poz­zo­len­go e Mon­zam­ba­no, sul­le col­li­ne tra Bre­scia a Man­to­va e do­ve il re­gi­sta ha tra­scor­so l’esi­sten­za.(…) Guar­da­re le im­ma­gi­ni di Pia­vo­li si­gni­fi­ca ca­pi­re cos’è la poe­sia: è la di­mo­stra­zio­ne che la vi­ta non ba­sta, ser­ve un di più che la na­tu­ra con­ce­de a chi la sa guar­da­re. Ti­no Bi­no-Corriere della Sera (Brescia)

Invia un commento

Puoi utilizzare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>