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Territorio. Il santuario di San Girio chiuso ai fedeli perché lesionato dal terremoto

91799_potenza_picena_san_girioRaimondo Giustozzi

La chiesetta di San Girio, per chi scende dalla collina o sale dalla pianura del Potenza, è come seminascosta da piante secolari. Il paesaggio è da mozzafiato, soprattutto quando il cielo è limpido e l’aria è tersa. L’occhio spazia su campi coltivati e case sparse, in perfetta sintonia con il territorio. Il Mare Adriatico poco lontano e il Monte Conero più distante sono gli altri due elementi che fanno del posto un luogo incantevole. Il silenzio domina ovunque e ancor di più dopo la chiusura del Santuario, disposta dal comune di Potenza Picena il 3 settembre 2016, dopo il terremoto del ventiquattro agosto. L’ordinanza dichiara “l’inagibilità degli immobili, Chiesa e casa parrocchiale, fino alla loro messa in sicurezza e comunque fino ad avvenuto compimento di ulteriori accertamenti”. Il sopralluogo effettuato segnalava per quanto riguarda la chiesa “tracce di distacco d’intonaco e stucchi in più punti dell’edificio: presbiterio, cappelle laterali e volta” e per quanto riguarda la casa parrocchiale “un significativo quadro fessurativo delle murature perimetrali e interne, evidenti lesioni ad architravi, soglie e pavimenti”. Il parroco, don Aldo Marinozzi, e la propria mamma di novantacinque anni decidevano pertanto di andare ad abitare in una mansarda presso il complesso residenziale “Casette Torresi” distante un chilometro dalla parrocchia.

Impossibilitato a usare la chiesa, don Aldo, con l’aiuto dei parrocchiani, ha predisposto di fianco al santuario una struttura in legno, trenta metri di lunghezza per quindici di larghezza, dove celebra la messa. Battesimi, matrimoni e funerali avvengono all’interno dell’edificio. Tutti i fedeli si sono attivati in una raccolta di offerte per il restauro della chiesa. Si spera di iniziare i lavori quanto prima. Il terremoto non ha scalfito la volontà di ricostruire il Santuario che ogni cittadino di Potenza Picena ha tra le cose a lui più care. La festa di San Girio (25 maggio) è un evento che richiama un grande concorso di popolo.

L’abside del santuario e il deambulatorio, noto anche come ambulacro, erano stati interdetti al sacerdote e al pubblico a seguito del terremoto di Numana (21.07.2013). Il sopralluogo veniva effettuato il 22 novembre del 2013. Erano presenti i funzionari per la conservazione del patrimonio culturale e per il recupero dei beni culturali della Regione Marche nelle persone dell’arch. Antonio Eleuteri, il geometra M. Riccioni, il responsabile comunale del procedimento per il comune di Potenza Picena, geometra Massimo Mazzoni, il parroco don Aldo Marinozzi e il tecnico incaricato ing. Giovanni Mochi. L’abside e il presbiterio presentavano un “aggravamento del già presente esteso quadro fessurativo sulle pareti, sull’orizzontamento del deambulatorio e sulla volta principale”. Si decideva pertanto di transennare gli spazi indicati per la pubblica incolumità. C’era “il rischio di caduta di porzioni di intonaco, stucchi e altri elementi dall’alto”.

Tra le altre criticità segnalate si notava che “la facciata presentava evidenti infiltrazioni di acque meteoriche, distacchi di cornici e altri elementi aggettanti, diffuso degrado paramentale, probabile meccanismo di ribaltamento allo stato iniziale. Il campanile presentava “distacchi localizzati di laterizi e altri elementi aggettanti”. L’intero bene, compresa la sacrestia e la canonica, manifestava “estesi fenomeni di umidità, movimenti del terreno di fondazione, accentuazione dell’intero quadro fessurativo”. L’aula principale presentava “un probabile aggravamento dell’intera struttura lignea di copertura e distacchi di stucchi”.

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Breve storia della parrocchia e del santuario di San Girio

 

La parrocchia si trova nel comune di Potenza Picena, l’antica Monte Santo. Si colloca nell’estrema periferia Nord dell’Arcidiocesi di Fermo. Conta duemila fedeli, sparsi su un territorio molto vasto, dal mare fino al sesto chilometro della Strada Regina. L’ampia e fertile valle del fiume Potenza è zona agricola e industriale. Quella in collina è un’area residenziale con strutture vocate al turismo. Don Aldo Marinozzi è il parroco di San Girio dal 1979. Varco, Casette Torresi, Antonelli, Castel Fiorito, Semprinia sono le frazioni che fanno parte della Parrocchia. D’estate, il lavoro per don Aldo si raddoppia perché celebra la messa al camping “Regina”, al villaggio turistico “Natural Village”, nel complesso “Cinque vele” con porticciolo per barche, ristorante, discoteca, piscine, aree di servizio e al “Casale Torre Nova al Conero”, chiamato così per la vista sul Conero. Attualmente, il “Natural Village”, trecento casette in legno, ospita famiglie di terremotati che provengono dall’interno della provincia di Macerata.

Era il 28 novembre del 1739 quando l’arcivescovo di Fermo, mons. Alessandro Borgia erigeva a parrocchia la chiesa rurale di San Girio, sita nel territorio di Monte Santo: “ Poiché in tre nostre sacre visite nel paese di Montesanto di questa nostra Arcidiocesi abbiamo constatato che alcuni parrocchiani sparsi per le campagne dello stesso paese e specialmente quelli che abitano nella contrada di San Girio ed altrove verso il mare, a causa della distanza non possono accedere alla Chiesa Parrocchiale, detta Pievania di Santo Stefano, dentro il paese, per ricevere i Sacramenti ed alcuni sono passati da questa vita senza Sacramenti e molti senza l’assistenza del parroco, abbiamo ritenuto opportuno erigere una nuova parrocchia nella chiesa rurale di San Girio, in territorio dello stesso Montesanto, per un nuovo parroco che risieda stabilmente presso la stessa chiesa nella casa ivi annessa, amministri i Sacramenti a cinquecento e più fedeli e presti la debita assistenza nella loro agonia”( Alessandro Borgia, arcivescovo e principe di Fermo, 28.10. 1739).

In questi ultimi anni, in Italia si è proceduto alla ristrutturazione, in numero ed estensione, delle diocesi e di conseguenza delle parrocchie; in questa ristrutturazione, la chiesa di San Girio ha conservato la dignità di parrocchia. L’arcivescovo elemosiniere di Sua Santità Giovanni Paolo II, in data 28 novembre 1989, così scriveva: “Sua Santità Giovanni Paolo II, in occasione del 250° anniversario di fondazione della parrocchia di San Girio in Potenza Picena – 1739- 28 novembre 1989, di cuore impartisce l’apostolica benedizione alla comunità parrocchiale e al suo pastore don Aldo Marinozzi, invocando su ogni fedele e ogni famiglia nuova abbondanza di divine grazie”.

Per antica tradizione, la chiesa di San Girio è stata costruita, per conto della comunità di Monte Santo, nel 1300 sulla tomba del santo, riedificata nel 1560, ufficiata da religiosi, poi da un cappellano che veniva da Monte Santo, questo fino al 1739, quando fu eretta a parrocchia con il parroco residente nell’attigua canonica che esiste tuttora.

Girio nasce intorno al 1270, da una nobile famiglia, a Lunello, nella Linguadoca, una delle più vaste regioni della Francia. Non ama lo sfarzo di corte. Si ritira pertanto con il fratello in solitudine e meditazione. Lascia il suo paese natale e assieme a lui decide di venire a Roma per venerare le tombe dei Ss. Pietro e Paolo. Volendo proseguire poi per la Terra Santa, i due intraprendono il cammino verso Ancona. Ma Girio, malato da tempo, muore lungo la strada, dove oggi si trova la contrada che prende da lui il nome. La chiesa attuale si presenta a tre navate, in stile rinascimentale. Il santo è comprotettore della città e viene invocato dai malati di epilessia.

 

Raimondo Giustozzi

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