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Porto Recanati, Giornata della Memoria 27 gennaio 2016 – Oggetti custodi e suscitatori di memorie

Istituto E. Medi

Istituto E. Medi

"Se questo è un uomo" di Primo Levi

“Se questo è un uomo” di Primo Levi

Un percorso di lettura per i tre ordini di scuola  che sviluppa il tema della sottrazione della memoria
attraverso le pagine di un libro per bambini e le parole di Primo Levi
Scrive Primo Levi in Se questo è uomo: “… consideri ognuno, quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una vecchia lettera, la fotografia di una persona cara. Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; né è pensabile di venirne privati, nel nostro mondo, ché subito ne ritroveremmo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi e suscitatori di memorie nostre. Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengono tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e di discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso. ”

Il mestolo di Adele

Il mestolo di Adele

Attraverso un delicato racconto per l’infanzia, Il mestolo di Adele di Sebastiano Ruiz Mignone, i bambini e i ragazzi dell’Istituto si sono avvicinati al dramma di coloro che per motivi razziali furono strappati alla loro vita: ai familiari, alla casa, alle proprie abitudini e ai propri oggetti.
Nel libro un mestolo ricorda momenti di vita della famiglia che lo possedeva: feste, preparativi in cucina, momenti conviviali, le corse e le grida dei più piccoli, gli scherzi, le partenze, le attese e i ritorni del capofamiglia, sempre ricco di nuovi racconti appresi nei suoi viaggi.
Improvvisamente su questa famiglia cade il silenzio. Di essa rimangono solo alcuni oggetti confiscati che, pur nel loro assoluto mutismo, testimoniano la vita della famiglia di Adele. Anzi la testimonianza è talmente eloquente, che il mestolo si mette a parlare e a raccontare.
Il libro si chiude con una riflessione sulle parole che “cancellano”, che privano, e tra queste i termini “guerra” e “razzismo”.

Istituto E. Medi

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Il 27 gennaio 2016 i bambini di quarta della Primaria, presso la palestra Diaz, hanno letto e rappresentato attorno ad un grande tavolo il racconto de Il mestolo di Adele, interagendo con i piccoli alunni dell’Infanzia, che illustravano la storia portando gli oggetti nominati nella lettura; infine i

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bambini hanno cantato “Aggiungi un posto a tavola”. I ragazzi della Secondaria hanno poi letto, sulle note di Schindler’s List, passi di Primo Levi, le cui parole hanno conferito a Il mestolo di Adele lo spessore della verità e del dramma. Il prof. Mauro Fabbri ha intramezzato le letture con un pezzo dal vivo di Schindler’s List suonata al clarinetto. Successivamente i ragazzi hanno cantato “Gam Gam”, canzone ebraica che riprende il versetto 4 del salmo 23.
La manifestazione in palestra si è chiusa con un grido lanciato dai giovani alunni dei tre ordini di scuola: “GuerrarazzismoNo!”

Nei locali della scuola, intanto, i ragazzi della Secondaria leggevano Il mestolo di Adele ai bambini delle quinte e delle quarte delle scuola Primaria.

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