
Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, da Giuseppe Fiorello a Rocco Papaleo, da Giulia Ottonello a Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli e Luca Bizzarri. Otto appuntamenti in abbonamento e due fuori abbonamento per una stagione che intreccia letteratura, grandi storie, musica, danza e contemporaneità. Il Teatro Rossini di Civitanova Marche apre il sipario sulla Stagione 2026/27, promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Una stagione che conferma il Rossini come punto di riferimento culturale del territorio e che propone un cartellone di grande qualità artistica, capace di coniugare il richiamo dei grandi protagonisti della scena italiana con produzioni di prestigio, nuovi allestimenti e testi che interrogano il nostro tempo.
A inaugurare il cartellone il 7 novembre è l’anteprima nazionale di Assassinio sull’Orient Express, in residenza di allestimento a Civitanova Marche. Il celebre capolavoro di Agatha Christie, nell’adattamento di Ken Ludwig e con la regia di Roberto Valerio, vede Claudio “Greg” Gregori nei panni dell’infallibile Hercule Poirot alle prese con uno dei casi più celebri della letteratura gialla. Un thriller teatrale elegante e avvincente che trasforma il celebre viaggio sull’Orient Express in una profonda riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e responsabilità collettiva. Il 17 e 18 novembre Luca Zingaretti è il protagonista di Marco Polo e le città invisibili, spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Italo Calvino nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro. L’adattamento di Edoardo Erba e la regia di Giuseppe Dipasquale trasformano l’universo poetico delle Città invisibili in un intenso confronto tra immaginazione e potere, offrendo una lettura sorprendentemente contemporanea dell’opera calviniana. Il nuovo anno si apre il 19 e 20 gennaio con l’esclusiva regionale di Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Giuseppe Fiorello. Attraverso il racconto della vita di un uomo comune, lo spettacolo affronta con ironia e profondità i modelli culturali della mascolinità e le contraddizioni di un’educazione sentimentale che continua a interrogare la società contemporanea. Il 24 febbraio Stefano Accorsi è il protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, testo di Emanuele Aldrovandi con l’adattamento e la regia di Daniele Finzi Pasca. Una rilettura poetica e sorprendente del mito omerico che restituisce un Ulisse fragile e profondamente umano, in un viaggio teatrale dove l’epica incontra l’intimità e la memoria. Il 9 marzo è la volta di Scheda bianca, tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità di José Saramago, con Rocco Papaleo diretto da Serena Sinigaglia in esclusiva regionale. Una parabola politica e civile di straordinaria attualità che racconta la crisi della democrazia attraverso una vicenda surreale e inquietante, sospesa tra ironia e disincanto. Il 1 aprile il Rossini accoglie Amélie – Il Musical, spettacolo ispirato al celebre film Il favoloso mondo di Amélie. Con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti, il musical conduce il pubblico in una Parigi poetica e sognante, dove piccoli gesti e grandi emozioni diventano un inno alla gentilezza, alla fantasia e all’amore. Il 16 aprile Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati diretti da Antonio Zavatteri guidano il cast di Cari Genitori, grande successo della drammaturgia francese contemporanea firmato da Emmanuel e Armelle Patron. Una commedia brillante e pungente che, tra colpi di scena e situazioni esilaranti, indaga i rapporti familiari, gli affetti e il delicato equilibrio tra sentimenti e interessi. A chiudere la stagione, il 5 maggio, è Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, diretti da Alberto Giusta. Una commedia raffinata e irresistibile che, attraverso il confronto tra tre amici di lunga data, affronta con intelligenza e humour i temi dell’amicizia, della verità e delle relazioni di coppia.
Accanto agli spettacoli in abbonamento, la stagione propone due prestigiosi appuntamenti fuori abbonamento. Il 16 ottobre, nell’ambito del Civitanova Film Festival, Giorgio Pasotti e il Quintetto Saverio Mercadante rendono omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con Ennio Morricone… la musica senza tempo. Un viaggio emozionante tra parole e musica che ripercorre le colonne sonore indimenticabili del Maestro, capace di trasformare il cinema in emozione universale e patrimonio della memoria collettiva. Il 28 dicembre spazio alla grande danza internazionale con Il lago dei cigni interpretato dal Russian Classical Ballet diretto da Evgeniya Bespalova. Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, il capolavoro di Čajkovskij torna in scena con tutta la sua forza evocativa, tra virtuosismo tecnico, eleganza coreografica e la magia senza tempo della storia di Odette e Siegfried.
Rinnovi abbonamenti dal 15 al 19 settembre; nuovi abbonamenti dal 29 settembre presso biglietteria Teatro Rossini 0733 812936. Inizio spettacoli ore 21.15.
FUORI ABBONAMENTO
CIVITANOVA FILM FESTIVAL
16 OTTOBRE
ENNIO MORRICONE…
LA MUSICA SENZA TEMPO
con Giorgio Pasotti voce narrante
e Quintetto Saverio Mercadante
Leo Binetti o Roberto Corlianò pianoforte
Giampaolo Caldarola sassofono baritono
Rocco Debernardis clarinetto
Saverio Petruzzellis o Michele Fracchiolla percussioni
Francesco Tizianel chitarra
testi Feliciana Zuccaro
produzione Orchestra Saverio Mercadante
distribuzione Reggio Iniziative Culturali
Ennio Morricone è tra i più amati compositori di colonne sonore di tutti i tempi, le sue musiche affascinano generazioni diverse e attraversano svariati generi. Tra i tanti riconoscimenti in bacheca troviamo due Oscar, tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici Nastri d’Argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera e un Polar Music Prize. Per non dire dei 70 milioni di dischi venduti nel mondo. Musiche che diventano immagini, tanto sono radicate nella memoria collettiva scene di film come C’era una volta il west, Il Buono il brutto e il cattivo, Giù la testa. E ancora, le magiche atmosfere di Mission, le tinte più moderne di Malena, Nuovo cinema Paradiso, per approdare a The hateful eight, la colonna sonora che gli ha fatto vincere l’Oscar nel 2016. A Giorgio Pasotti, attore di indiscusso talento, è affidato il compito di far rivivere i racconti e gli aneddoti che hanno attraversato la vita del grande compositore.
L’Orchestra Saverio Mercadante nasce ad Altamura nel 2010 ed ha già al suo attivo più di 200 concerti collaborando con artisti, solisti e direttori di fama internazionale quali: Michele Marvulli, Michele Placido, Gianluca Terranova, Lucio Dalla, Mario Rosini, Michele Mirabella, Maurizio Dones, Benedetto Montebello, Ivana Spagna, Antonella Ruggiero, Claudia Koll, Damiano D’Ambrosio, Gli Stadio, Mariella Nava, Enzo Decaro, Giobbe Covatta, Sebastiano Somma, Francesco Paolantoni, Umberto Tozzi, Francesco De Gregori, Flavio Insinna, Uto Ughi, Enrico Montesano, Fabrizio Bosso, Roberto Molinelli, Cesare Bocci, Fiorella Mannoia, Pilar, Lando Buzzanca, Marino Bartoletti, Mago Silvan, Attilio Romita, Beppe Fiorello, Giancarlo Magalli, ecc… Tra gli appuntamenti di particolare interesse che caratterizzano l’attività dell’Orchestra Saverio Mercadante vi è la Stagione di Musica e Spettacolo Componimenti che si svolge nella città murgiana di Altamura (Bari). Particolare interesse ed apprezzamento della critica ha avuto la produzione discografica con l’uscita del CD “Seirenes” con le musiche del M° Damiano D’Ambrosio ispirate alle opere del pittore Claudio Bonichi sul tema delle Sirene, il CD “The Breaths” con le musiche dei Beatles arrangiate per orchestra sinfonica dal M° Nicola Marasco e la voce solista della talentuosa Martina Lorusso, il CD “Ammore e niente cchiù” con le musiche e le poesie del grande Totò arrangiate per orchestra sinfonica.
Nel settembre 2015 l’Orchestra Saverio Mercadante presso il parco del Castello Tramontano di Matera ha realizzato quello che la critica ha definito evento storico per la città capitale della cultura europea: il concerto del leggendario tenore José Carreras. La direzione artistica dell’orchestra è affidata al M° Rocco Debernardis.
7 NOVEMBRE
RESIDENZA DI ALLESTIMENTO
ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS
di Aghata Christie
adattamento Ken Ludwig
traduzione Edoardo Erba
con Claudio ‘Greg’ Gregori
e un cast di 12 attori (in via di definizione)
regia Roberto Valerio
scene Laura Benzi
produzione Viola Produzioni
ANTEPRIMA NAZIONALE
Assassinio sull’Orient Express è l’adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie, firmato da Ken Ludwig, che porta in scena uno dei capolavori assoluti del genere giallo, trasformando il palcoscenico in un dispositivo narrativo di suspense, tensione e ambiguità morale.
Durante l’inverno del 1934, una valanga spezza il silenzio delle montagne e intrappola il leggendario Orient Express in un deserto di ghiaccio. Il treno, immobilizzato in un paesaggio di neve e silenzio, diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nel cuore della notte, un ricco passeggero americano viene ritrovato brutalmente assassinato nella sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga.
Tra i viaggiatori si trova Hercule Poirot, il celebre detective belga, interpretato da Claudio “Greg” Gregori, costretto a confrontarsi con uno dei casi più complessi e destabilizzanti della sua carriera.
Attraverso una serie di interrogatori serrati, Poirot ricostruisce un intricato mosaico di testimonianze, contraddizioni e false piste. Le identità si sfaldano, le versioni dei fatti si moltiplicano, e ciò che inizialmente appare come un semplice delitto si rivela progressivamente come l’esito di una vicenda collettiva, in cui responsabilità individuali e colpe condivise si sovrappongono. Il treno si trasforma così in una vera e propria gabbia morale, un luogo in cui la verità non è mai univoca e la giustizia si rivela problematica e ambigua.
Nel corso dell’indagine, Poirot è chiamato non solo a risolvere un enigma perfetto dal punto di vista logico, ma anche a prendere posizione di fronte a una verità che mette in crisi i principi stessi su cui si fonda il suo metodo investigativo. La rivelazione finale, inattesa e sconvolgente, costringe il detective, e con lui lo spettatore, a interrogarsi sul confine sottile che separa la legge dalla giustizia, la colpa dalla punizione, la vendetta dal riscatto.
La regia di Roberto Valerio costruisce un dispositivo scenico immersivo e fortemente evocativo, in cui il treno diventa un organismo vivo che trattiene i personaggi e li mette a nudo, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di tensione continua fino all’ultimo, decisivo svelamento.
Assassinio sull’Orient Express si configura così come un thriller teatrale elegante e implacabile, capace di trasformare un enigma poliziesco in una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sul senso stesso della giustizia.
17 E 18 NOVEMBRE
MARCO POLO
E LE CITTÀ INVISIBILI
liberamente tratto da Le città invisibili di Italo Calvino
adattamento e drammaturgia Edoardo Erba
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale
Arianna Primavera, Camilla Diana
regia e scene Giuseppe Dipasquale
costumi Zaira De Vincentiis
musiche Germano Mazzocchetti
produzione Marche Teatro, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Teatro Stabile di Bolzano
Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Non si tratta di una semplice lettura o di un reading, ma di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità.
L’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).
La presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano, rendendolo vicino, carnale, umano. Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.
In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti, reti invisibili di connessioni digitali, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità. Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili), lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale.
Le città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio, e farlo crescere.
FUORI ABBONAMENTO
28 DICEMBRE
IL LAGO DEI CIGNI
balletto in due atti su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
coreografie Marius Petipa
con Russian Classical Ballet
direzione artistica Evgeniya Bespalova
produzione Futura Produzioni
Il Russian Classical Ballet diretto da Evgeniya Bespalova si propone, già dalla sua fondazione avvenuta nel 2005 nella città di Mosca, di conservare integralmente la tradizione del balletto classico russo.
La compagnia è composta da un cast di ballerini diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche: Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Perm. Corpo di ballo e solisti, provenienti dalle principali compagnie russe, danno corpo a questo ensemble, nel quale preparazione accademica ed esperienze internazionali si sposano con l’irriverenza di talenti emergenti nel panorama della danza classica moscovita.
Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, Il lago dei cigni rappresenta un perfetto equilibrio tra tecnica accademica, espressività drammatica e potenza musicale. Creato nella seconda metà dell’Ottocento, questo balletto deve gran parte della sua fama alla partitura di Pëtr Il’ič Čajkovskij, capace di fondere lirismo e tensione narrativa in una scrittura orchestrale di straordinaria ricchezza.
La vicenda ruota attorno al principe Siegfried, costretto a scegliere una sposa per ragioni di corte, e all’incontro con Odette, principessa vittima di un incantesimo che la condanna a vivere come cigno durante il giorno. Il lago diventa così uno spazio simbolico: luogo dell’anima, della metamorfosi e dell’illusione. Il tema del doppio – incarnato nelle figure di Odette e Odile – attraversa l’intero balletto, contrapponendo purezza e inganno, verità e apparenza.
Dal punto di vista coreografico, Il lago dei cigni è una sfida tecnica e interpretativa senza pari: il ruolo della
ballerina protagonista richiede un controllo assoluto del corpo e una profonda capacità espressiva, mentre il corpo di ballo, nelle celebri danze dei cigni, crea immagini di perfetta armonia geometrica. La musica guida ogni gesto, ogni sguardo, rendendo il balletto un’esperienza immersiva. Nel tempo, diverse versioni coreografiche hanno proposto finali differenti, più o meno tragici, ma tutte conservano il nucleo emotivo dell’opera: la tensione tra amore ideale e realtà, tra libertà e destino. Il lago dei cigni continua così a essere una riflessione universale sulla fragilità dell’amore e sulla ricerca della verità.
19 E 20 GENNAIO
EDUCAZIONE SENTIMENTALE
scritto e diretto da Ivan Cotroneo
con Giuseppe Fiorello
produzione Diana Or.i.s.
ESCLUSIVA REGIONALE
Educazione sentimentale è un atto unico che ha per protagonista Daniele Canonico, un uomo di cinquant’anni, originario del Sud, che racconta la sua storia al pubblico. Un uomo medio, che narra la sua personale formazione. L’ingresso nel ‘mondo dei maschi’, fin da quando è bambino, per il protagonista si rivela un percorso accidentato e pieno di ostacoli, trappole, messe alla prova e continui e faticosi test di virilità. Percorrendo le tappe della sua vita, prima scolastiche e poi lavorative, si delinea attraverso un monologo brillante il tracciato di un bambino, poi di un ragazzo, infine di un uomo, chiamato a dimostrare al mondo la sua capacità di essere maschio.
È un percorso da commedia umana, in cui Daniele ripercorre tutto quello che ha attraversato. La necessità di trovarsi una fidanzatina alle elementari. La teoria dell’onore, la difesa della reputazione delle figure femminili della famiglia. La pubertà e la comparazione degli attributi con gli amici. La necessità di avere una donna che ti rispetti. Fino a quando Daniele, ormai adulto, sposato, con una figlia adolescente, deve affrontare le prove della maturità.
Ed è qui che il racconto cambia di tono, e ci offre una prospettiva ribaltata. Su quanto questa educazione
sentimentale lo abbia condannato all’incomprensione.
Ma tutto questo Daniele non lo sa. Al massimo può intuirlo, ma nelle sue lacrime di incomprensione
per quello che ha fatto della sua vita, non ha risposte.
Ho concepito Educazione sentimentale come un testo divertente, che solo negli ultimi dieci minuti si svela per quello che è davvero, un atto di accusa contro un’educazione sociale di genere che mai punta al rispetto della donna come soggetto.
La tragedia di un uomo ridicolo, come tanti, e come molti capace di atti che non sa controllare. Volevo per questa prova un attore non solo superbo, ma capace di empatia con il pubblico. E ho chiesto a Giuseppe Fiorello di accompagnarmi in un’avventura teatrale che in questo momento storico ha per me i caratteri della necessità e dell’urgenza.
Ivan Cotroneo
24 FEBBRAIO
NESSUNO
LE AVVENTURE DI ULISSE
testo Emanuele Aldrovandi
con Stefano Accorsi
e con Francesca Del Duca
adattamento e regia Daniele Finzi Pasca
scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Buzzi
produzione Nuovo Teatro
Una rilettura teatrale del mito di Ulisse, non un semplice adattamento scenico, ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici.
Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria. Vengo da un teatro
dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e
la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi ha fatto tanto
piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” e in “Nessuno” abbiamo affinato la
nostra complicità.
Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete. Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola.
Così ho trasformato il dialogo interiore di un eroe sacro in un dialogo colmo di amore tra un eroe fragile e
il suo amore. È arrivata dunque Penelope, un fuoco calmo, il ritmo selvaggio della femminilità e alla nostra
avventura si è unita Francesca cielo stellato, la voce che ci guida verso casa. Noi clown ci occupiamo essenzialmente dei drammi, facciamo ridere per distrarre l’anima degli spettatori e quando meno se lo aspettano li colpiamo con il dolore di chi cade e si spezza. Volevo un Ulisse che facesse ridere e poi piangere, sorridere e poi commuovere, che fosse fatto della stessa materia dei nostri ricordi più ingenui, che
parlasse d’amore e poco di sangue. Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate. Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo.
Quando Stefano e Marco Balsamo mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie? Nessuno risponderà.
Daniele Finzi Pasca
9 MARZO
SCHEDA BIANCA
dal romanzo di Josè Saramago, Saggio sulla lucidità
adattamento teatrale Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia
con Rocco Papaleo
e con (o.a.) Salvatore Alfano, Bruna Rossi, Umberto Terruso
regia Serena Sinigaglia
in collaborazione con Omar Nedjari
in video Paolo Calabresi
light design e musiche Roberta Faiolo
scene Andrea Belli
costumi Valeria Bettella
produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano
ESCLUSIVA REGIONALE
Tempo pessimo per votare, si lamentò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici…
Josè Saramago
Rocco Papaleo è il protagonista di Scheda bianca, il nuovo testo che Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia hanno tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità del premio Nobel alla letteratura Josè Saramago.
In una capitale di uno stato democratico non meglio specificato accade un fatto eccezionale. Il giorno delle elezioni comunali i cittadini accedono in massa alle urne e votano scheda bianca. I partiti sono increduli, smarriti e il governo annulla la votazione e ne indice un’altra.
Le votazioni si ripetono ma il risultato è lo stesso: un fiume di schede bianche. Il presidente proclama lo stato di emergenza e riempie di militari la capitale, agendo un po’ alla cieca. Viene aperta un’indagine segreta. E qui entra in gioco il protagonista, il commissario interpretato da Rocco Papaleo, agente pluridecorato, assai apprezzato per la sua sagacia e discrezione. Da qui prende il via il romanzo di Saramago «una metafora caustica, visionaria e lucidissima delle società cosiddette “democratiche”» scrive Sinigaglia, che cura anche la regia dello spettacolo. «Ho trovato Saggio sulla lucidità, la sua scrittura così pregna di quella dolce e irridente ironia tipica della grande letteratura sudamericana, irresistibile. La figura del commissario si staglia tra le grandi figure della letteratura. La sua rettitudine morale; la sua stanchezza di cercare di restare uomo in mezzo alla corruzione, al servilismo, al terrore; l’infaticabile esercizio dell’indipendenza del pensiero, ne fanno un eroe al contempo scanzonato e fragile, una sorta di Don Chisciotte moderno. Ho trovato Rocco Papaleo meravigliosamente aderente a una figura di questo tipo, ironica, intelligente e malinconica».
1 APRILE
AMÉLIE
IL MUSICAL
basato sul film Il favoloso mondo di Amélie
scritto da Jean-Pierre Jeunet e Guillaume Laurant
musiche Daniel Messé
liriche Daniel Messé, Nathan Tysen
scritto da Craig Lucas
su licenza di Concord Theatricals
con Giulia Ottonello
regia e coreografie Eugenio Contenti
direzione musicale Fabio Serri
traduzione liriche e testi Alessio Fusi
scenografie Gabriele Moreschi
costumi Rosanna Monti
disegno luci Emanuele Agliati
disegno audio Jacopo Pesci
assistente alla regia Giovanni Miglietti
produzione Ad Astra Entertainment S.r.l.
in coproduzione con Compagnia delle Formiche
Fabrizio di Fiore Entertainment & Fdf Gat
C’è un mondo fatto di piccoli dettagli e scoperte inattese. È il mondo di Amélie. Tratto dall’omonimo film campione d’incassi amato in tutto il mondo, Amélie – Il Musical porta in scena la magia e la poesia della celebre storia ambientata nel cuore di una Parigi senza tempo. Tra i tavolini del Café des 2 Moulins, sogni, ricordi e incontri imprevisti si intrecciano dando vita a una favola moderna fatta di piccole coincidenze e grandi emozioni. Al centro del racconto c’è una ragazza capace di trasformare i gesti più semplici in frammenti di meraviglia. Con uno sguardo curioso osserva il mondo e le persone che lo attraversano. Aiutando gli altri a trovare la felicità, Amélie scoprirà finalmente anche il coraggio di lasciarsi guidare dal proprio cuore. A darle voce e anima sul palco, la straordinaria Giulia Ottonello, interprete intensa e raffinata.
Le evocative musiche accompagnano lo spettacolo con ironia e delicatezza, dando forma a un universo sospeso tra realtà e fantasia. Con un cast di quattordici performer, Amélie – Il Musical è un viaggio emozionante dentro la bellezza nascosta delle cose all’apparenza insignificanti. Un inno alla vita, alla gentilezza e al coraggio di amare.
Il musical Amélie racconta la storia di Amélie Poulain, una giovane ragazza timida e fantasiosa che vive a Parigi e lavora come cameriera in un caffè di Montmartre. Cresciuta in isolamento da genitori distanti, Amélie sviluppa un ricco mondo interiore e osserva la vita degli altri più di quanto partecipi alla propria. Un giorno decide di dedicarsi a compiere piccoli gesti segreti per portare luce e felicità nelle vite delle persone che la circondano. Mentre aiuta gli altri a ritrovare speranza e meraviglia, Amélie si trova davanti alla possibilità dell’amore con il misterioso Nino e capisce che, per essere davvero felice, dovrà avere il coraggio di uscire dal suo silenzio e aprire finalmente il cuore al mondo.
16 APRILE
CARI GENITORI
di Emmanuel e Armelle Patron
con Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli
e con Paolo Li Volsi, Alice Giroldini e Matteo Sintucci
regia Antonio Zavatteri
produzione CMC/Nidodiragno, Atlantide/Teatro Stabile di Verona, Cardellino
Dopo oltre quattro anni di successi a Parigi e in tournée, con più di 450.000 spettatori e oltre 900 repliche in tutta la Francia, Chers Parents — candidata come Miglior Commedia ai Molières 2022 — è pronta a debuttare in Italia con il titolo Cari Genitori.
Definita dalla critica «una commedia infiammabile» (Le Figaro), «jubilatoire» (Le Parisien) e «un pur régal» (Télérama), la pièce racconta la storia della famiglia Gauthier: Pierre, Jules e Louise adorano i loro genitori, Jeanne e Vincent.
Quando questi li convocano d’urgenza per un annuncio importante, i figli temono il peggio. Ma la notizia che ricevono non è quella attesa: una rivelazione sorprendente che incrina l’unità familiare e mette in gioco rapporti, affetti e interessi.
Tra ironia e verità, la commedia indaga il legame tra amore e denaro, la fragilità dei sentimenti, la rivalità tra fratelli e la parte d’ombra che ciascuno porta dentro di sé.
Per la prima volta sulle scene italiane, Cari Genitori arriva con un super cast di cinque attori, guidato da Amanda Sandrelli, già protagonista della fortunata commedia Vicini di casa, e Giulio Scarpati, nome di grande popolarità.
5 MAGGIO
LE NOSTRE DONNE
di Éric Assous
traduzione Giulia Serafini
con Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri
regia Alberto Giusta
scene e costumi Laura Benzi
luci Andrea Lisco
produzione CMC/Nidodiragno, Teatro Stabile di Verona
Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni.
Un’amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po’ meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Ma Simon arriverà con quasi un’ora di ritardo dando ai due amici una motivazione sconvolgente. La partita di poker non avrà mai inizio e noi assisteremo a una serie di scontri verbali che potrebbero portare a una rottura definitiva della loro consolidata amicizia. E le donne saranno le assolute protagoniste di tutti i conflitti che si creeranno.
Le Nostre donne è una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous (ha vinto il Molière come miglior autore francofono nel 2010 per L’Illusione coniugale) in cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe: dopo il grande successo al Theatre de Paris con Jean Reno e Daniel Auteuil in scena, lo stesso coprotagonista e regista Richard Berry ha realizzato nel 2015 il film omonimo (Nos femmes) con lo stesso Auteuil.
Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.
In scena un nome notissimo come Luca Bizzarri recentemente tornato al suo primo amore, il teatro, Enzo Paci, apprezzato protagonista della film di Rai uno Come è umano lei sulla vita di Paolo Villaggio e Antonio Zavatteri, attore e regista teatrale, spesso apprezzato in fiction e film. Tutti e tre – come il regista Alberto Giusta – sono diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova, un vero marchio di fabbrica.
ABBONAMENTI
RINNOVI
MARTEDÌ 15 – SABATO 19 SETTEMBRE
RINNOVI CON CAMBIO POSTO
MARTEDÌ 22 – SABATO 26 SETTEMBRE
NUOVI
DA MARTEDÌ 29 SETTEMBRE
[8 SPETTACOLI per gli spettacoli in doppia data, è inclusa in abbonamento la prima rappresentazione]
I settore 225 euro ridotto 190 euro
II settore 190 euro ridotto 160 euro
III settore 140 euro ridotto 115 euro
tutti coloro che acquistano l’abbonamento per la stagione 26/27 potranno esprimere il diritto di prelazione per le prossime tre stagioni [fino alla stagione 2029/2030 compresa].
BIGLIETTI
DA MARTEDÌ 15 SETTEMBRE
vendita biglietti Ennio Morricone… La musica senza tempo e Il lago dei cigni
DA GIOVEDÌ 8 OTTOBRE
per tutti gli spettacoli
SINGOLI SPETTACOLI
I settore 30 euro ridotto 25 euro
II settore 25 euro ridotto 21 euro
III settore 18 euro ridotto 15 euro
Ennio Morricone… La musica senza tempo (Civitanova Film Festival)
I settore 25 euro ridotto 20 euro
II settore 20 euro ridotto 16 euro
III settore 13 euro ridotto 10 euro
Amelie – Il musical
I settore 40 euro ridotto 34 euro
II settore 35 euro ridotto 30 euro
III settore 28 euro ridotto 24 euro
APERTURA BIGLIETTERIE TEATRI
MARTEDÌ 15 – SABATO 19 SETTEMBRE
MARTEDÌ 22 – SABATO 26 SETTEMBRE
MARTEDÌ 29 SETTEMBRE – SABATO 3 OTTOBRE
BIGLIETTERIA TEATRO ROSSINI 0733 812936
ore 17.30 – 19.30; sabato ore 10 – 12
BIGLIETTERIA TEATRO ANNIBAL CARO 0733 892101
venerdì ore 10 – 12
DA GIOVEDÌ 8 OTTOBRE
BIGLIETTERIA TEATRO ROSSINI 0733 812936
giovedì e venerdì ore 17.30 – 19.30; sabato ore 10 – 12
il giorno precedente lo spettacolo ore 17.30 – 19.30
il giorno di spettacolo dalle ore 18.30
BIGLIETTERIA TEATRO ANNIBAL CARO 0733 892101
venerdì ore 10 – 12
DIVISIONE SETTORI TEATRO ROSSINI
I settore Platea A
II settore Platea B
III settore Platea C, Palchi e Galleria
RIDUZIONI
Under 24, over 65, iscritti Unitre Civitanova, associati AVIS Civitanova, scuole danza, recitazione e musica di Civitanova, soci Touring, possessori Marche Cultura Card e Carta Regionale dello studente, convenzionati vari. Per Ennio Morricone e Il Lago dei Cigni riduzione per gli abbonati alla stagione teatrale 26/27.
VENDITA ONLINE
www.vivaticket.com
con aggravio del costo
INFORMAZIONI
Uffici TdiC 0733 812936
biglietteria@teatridicivitanova.com
dal lunedì al venerdì ore 9.30 – 13.30; martedì e giovedì anche ore 15 – 18
AMAT 071 2072439
INIZIO SPETTACOLI
21.15