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Porto Recanati Chiedete e vi sarà dato parte seconda…

 

Nervi Fonte internet

Nervi Fonte internet

di Gioacchino Di Martino

 

Nell’annunciare il finanziamento di 120.000 euro ricevuto dalla Regione, l’assessore ai Lavori Pubblici ha più volte ribadito che tale finanziamento è vincolato alla realizzazione di un sistema di illuminazione di una struttura che per la sua unicità nella regione e per la sua visibilità è considerata un elemento identificativo della costa marchigiana. Nel caso specifico la struttura è il capannone Nervi. Come esplicitato nel precedente articolo ho cercato di accendere in anticipo la luce su questo finanziamento e quanto si è illuminato mi ha reso ancora più perplesso ed incredulo. Il finanziamento, tanto pubblicizzato, è stato ottenuto su di un capitolo di bilancio regionale che eroga contributi ai comuni per sostenere progetti innovativi che favoriscano un’attrattiva turistica in un ambito di tutela del turista e del miglioramento della qualità dell’accoglienza.

I comuni di Ascoli ed Urbisaglia, beneficiari anch’essi di simile contributo, hanno rispettivamente presentato il primo un progetto relativo al recupero ed alla rifunzionalizzazione del foyer del Teatro Filarmonici per il turismo congressuale, ed il secondo per la illuminazione del parco archeologico, notoriamente il più esteso delle Marche.

Due progetti completamente in linea con gli obiettivi del legislatore regionale cui bisogna riconoscere anche la volontà di favorire e risollevare uno dei settori economicamente più colpiti dalla pandemia.

Analogo giudizio è difficile possa esprimersi per la scelta fatta dall’amministrazione portorecanatese che ha scelto quale simbolo del territorio una struttura che ormai nulla ha a che fare con il contesto cittadino. Ritenere di poter spendere una somma così elevata senza poterne calcolare i ritorni per la città è classificabile solo come l’ennesimo atto di superficialità nei confronti della cittadinanza. In una città praticamente priva di un arredo urbano degno di una località turistica, che tra mille difficoltà di bilancio tenta di dotarsi di un teatro e mettere a norma l’Arena Gigli, ci si permette di sprecare un’occasione unica e che avrebbe potuto essere veramente d’aiuto alla ripresa dell’economia cittadina. Senza entrare in polemiche pre elettorali sembra quasi che questa brutta storia stia a dar ragione a chi sussurra che forse una ventata di aria nuova……..

Gioacchino Di Martino

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