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Arte.it Tracce di un passaggio Il relativismo pittorico di Michele Gambini in mostra a Palazzo Tofani-Marzi

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L’avvincente rapporto tra arte contemporanea e letteratura è il tema della mostra  Tracce di un passaggio di Michele Gambini, dal 21 dicembre al 4 gennaio al Palazzo Tofani Marzi di Filottrano (An). Le quaranta opere, selezionate dal curatore Andrea Carnevali, raccontano la storia personale del pittore. In mostra sono, inoltre, esposte alcune opere dedicate al paesaggio italiano e di oltreoceano.  L’inaugurazione è il 21 dicembre, alle 17,30. Interverranno: l’assessore alla cultura e al turismo Carla Accattoli, il presidente di Federalberghi Marche Emiliano Pigliapoco, il curatore Andrea Carnevali, il poeta Simone Sanseverinati, Matteo Chiucconi dell’Azienda Vinicola Angeli di Varano (An). La mostra ha ottenuto il patrocinio del Comune di Filottrano.        

Il POTERE DEL LINGUAGGIO

I quadri di questa sezione sono stati realizzati con un acrilico e gesso di Bologna e talvolta accompagnati da plastilina. Nella stessa sala troviamo, inoltre, alcune opere raccolte sotto il titolo Il mio Zibaldone, dove l’artista ha riassunto nei suoi dipinti alcuni dettami della Fluxus art, ossia parola e immagine con il desiderio di raccontare il suo desiderio di viaggiare. Le opere sono di piccolo formato e richiamano lo stile informale di Théo Kerg

 

Il RELATIVO DEL PRESENTE

Il Relativismo delle storie, che Gambini vuole raccontare, corrisponde alle mille risposte che l’uomo moderno tenta di darsi perché il senso di appartenenza alla comunità è andato lentamente scemando. Il linguaggio pittorico di Gambini risente del relativismo pirandelliano: ognuno guarda con occhi propri il presente che è travolto dalla spirale del tempo, diventando immediatamente passato. A questo filone appartiene la collezione priva dell’artista dal titolo Soli, Pianeti e Cerchi (2014-2019), ossia simboli non riconducibili a una lettura definitiva con numerose assonanze con l’opera di Arp e di Giacometti.

Il CLASSICISMO E L’ANTICLASSICISMO

Il palazzo Tofani- Marzi ha una ricca decorazione con volte affrescate, porte e  stipiti originali.  La bellezza del palazzo rende quasi evanescente qualsiasi altra forma espressiva inserita negli ambienti di rappresentanza. Le opere di Gambini creano una rottura forte con l’ambiente tradizionale del palazzo perché non corrispondono al gusto classico che ha ispirato gli affreschi e agli stessi principi di equilibrio estetico. L’artista, tuttavia, ha tentato di far dialogare le sue opere con il resto, cercando di accostare le geometrie delle grottesche degli affreschi a quello dei suoi  dipinti.

 

 

Orario di visita della mostra:

Tel. 17,30 -19,30; info e aperture straordinarie Cella 3282817379

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