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Dialoghi in corso. L’occasione mancata a Macerata

Fonte Internet

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Riceviamo da una nostra collaboratrice una riflessione personale sui fatti di Macerata.

di Ylenia Gironella

Forse voleva essere un appello emotivamente ricattatorio, ma l’invito del sindaco di Macerata a non manifestare domani, contro i rigurgiti fascisti, è soltanto uno stupido espediente per dormire sonni vili e tranquilli. Il rilancio dell’appello da parte del ministro, più presuntuoso che convincente quando minaccia divieti, è anch’esso un modo, tanto sbrigativo quanto zelante, di evitare complicazioni alla sua personale carriera, Un modo pilatesco di lavarsene le mani.

Dal confronto, e dal possibile scontro, tra fascisti e antifascisti è meglio stare alla larga. Il 4 Marzo servono i voti degli uni e degli altri.

L’appello del sindaco, e il minacciato divieto del ministro, entrambi ripresi e fatti propri da Matteo Renzi, sono stati confusamente motivati con l’esigenza di non alimentare la tensione. Che tre esponenti del PD ricorrano ad un miscuglio di banali formule, per giustificare la loro paura di perdere voti, non mi sorprende.

Mi addolora, invece, e molto, che il peso della loro influenza sia riuscito a condizionare anche la posizione dell’ARCI, della CGIL e dell’AMPI, che ritenevo al riparo da qualsiasi malefico contagio.

Antonio Gramsci si rivolterà nella tomba!

Per evitare la reazione dei fascisti, che lo condussero al carcere e alla morte, avrebbe dovuto “abbassare i toni”, sospendere ogni manifestazione di dissenso e di protesta, smettere di scrivere e di parlare…

Avrebbe dovuto imprigionarsi da sé, nell’oscuro carcere della paura e della viltà.

L’inqualificabile partito di Renzi, oggi, a noi chiede, e minaccia di imporre, proprio questo!

Non disinfettare una piaga, perché l’alcool sulla ferita potrebbe “bruciare”, e provocare una reazione difficile da controllare…

Lasciare la porta aperta, quando usciamo da casa, per non indispettire i ladri, che potrebbero reagire e sfondare anche la finestra. Restare immobili, e docilmente passivi, se qualcuno tenta di sodomizzarci, perché se ci agitiamo la reazione sarà più violenta e il dolore più forte. Sembrerebbe di trovarci di fronte a persone palesemente sadicheggianti, di aguzzini in grisaglia, di lupi mascherati…

Ed invece si tratta di persone “in buona fede”, asseritamene convinte di agire per il bene del paese.

Uomini delle istituzioni.

Un sindaco, un ministro candidato a premier, un ex premier candidato a tutto.

Persone rispettabilissime.

E che tuttavia non avranno mai il mio voto.

Perché hanno tutta la mia disistima e tutto il mio disprezzo.

Ma noi domani seremo lì!

Ylenia Gironella

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