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“Al centro dell’impiego in Italia ho trovato solo moduli per la disoccupazione. Per un lavoro sono scappato all’estero”

Andrea D’Ettorre per fare l’ingegnere deve restare a Dubai. Ma il suo desiderio resta quello di tornare in Italia

di Alessia Biancalana – huffington post

Quando Andrea D’Ettorre si è presentato sul mercato del lavoro aveva dalla sua parte la giovane età, 24 anni, e una laurea specialistica in Ingegneria ambientale conseguita a pieni voti all’università di Genova. Era convinto che tanti anni di studio, di passione e sacrifici fossero sufficienti per affrontare i primi anni da ingegnere. Che dovessero essere i più duri, i più difficili, quei primi anni di ingresso nel mondo del lavoro Andrea D’Ettore lo sapeva. Quello che non sapeva era che cosa lo aspettava davvero.

“Ero consapevole che all’inizio avrei vissuto un periodo di transizione e gavetta, ma non pensavo di trovare solo stage che prevedevano 12 ore di lavoro al giorno per 400 euro al mese o tirocini senza alcuna prospettiva di assunzione futura”, racconta Andrea D’Ettorre. Così questo giovane ingegnere, fresco di laurea e a suo dire “già abbastanza disilluso”, si ritrova a vivere sulla sua pelle le prime difficoltà. Dopo tanti colloqui di lavori privi di prospettive e speranze, Andrea D’Ettorre – classe 1983, ligure, nato e cresciuto ad Arma di Taggia in provincia di Imperia – inizia un tirocinio vicino casa, a Imperia.

“Mentre svolgo questo tirocinio ricevo un’e-mail dall’università di Genova in cui mi si propone di frequentare un master in Impiantistica industriale gratuito, organizzato dalla regione Liguria e da alcune importanti aziende genovesi”. Andrea D’Ettorre accetta la proposta: una decisione fortunata che gli aprirà le strade per una brillante carriera all’estero. “Durante il master scopro – ricorda – che molte aziende italiane investono all’estero con profitto e che fuori dall’Italia ci sono molte opportunità”.

Andrea D’Ettorre sarà uno dei due studenti del master ad essere scelto per svolgere un tirocinio di tre mesi all’estero. Destinazione: Qatar. “Un bel salto nel buio – racconta – per chi come me non aveva mai preso nemmeno un aereo, ma la voglia di sperimentare qualcosa di fresco è troppa e, per la mia crescita professionale, è un’opportunità imperdibile”. I primi tempi sono i più duri: lontano da casa, dagli affetti e dal suo paese con le sue abitudini e tradizioni. “All’inizio ho provato un forte disagio culturale, ma poi sono rimasto affascinato dal melting pot che ho trovato nel cantiere dove lavoravo, uomini provenienti da tutti il mondo uniti nel seguire lo stesso progetto: una sensazione bellissima”.

Una volta concluso il master, Andrea D’Ettorre ottiene una proposta di lavoro, come contract manager, per la stessa azienda italiana per cui ha svolto lo stage all’estero e dopo solo due settimane dalla firma del contratto fa le valigie. Questa volta la destinazione è Dubai. Da allora questo giovane ingegnere italiano non si è più fermato: ha lavorato per diverse imprese italiane sempre all’estero, ha vissuto in diversi paesi arabi e oggi vive e lavora a Dubai per un’azienda locale. “Qui mi trovo bene, amo il lavoro che faccio e mi sento apprezzato e valorizzato”, racconta. E l’Italia? Andrea D’Ettore ha provato a trovare lavoro anche in Italia. “Nel 2014, dopo un periodo di lavoro in Arabia Saudita, ho deciso di tornare a casa e di cercare lavoro nel nostro paese”, ricorda. “Così sono andato al centro dell’impiego – continua -, dove mi hanno dato i moduli per chiedere l’indennità di disoccupazione, ma io, ho spiegato all’impiegato, non volevo un indennizzo ma un lavoro”. “Ricordo ancora – prosegue nel racconto – la faccia del dipendente alle mie parole: mi ha guardato sbalordito e mi ha risposto ‘ingegnere se non lo trova lei un lavoro in Italia, con il suo curriculum e la sua esperienza, allora la situazione è davvero grave”.

E Andrea D’Ettore il lavoro in Italia non l’ha trovato. “Mi metto in cerca di un’occupazione – racconta – e mando decine e decine di curriculum sia in Italia sia sul mercato di Dubai, con il risultato che da Dubai ricevo tantissime proposte di lavoro, mentre dal nostro paese mi chiama una sola azienda senza propormi niente di concreto”. Così Andrea D’Ettore fa di nuovo le valigie e torna a Dubai, dove lo aspetta un ottimo contratto di lavoro. “Credo proprio – confessa – che nel prossimo futuro resterò ancora qui, ma ovviamente la voglia di avvicinarmi a casa, per esempio trovando un posto in Europa, c’è, come resta sempre aperta una porta verso la possibilità di tornare nel mio paese”. Un’Italia strana, una sorta di Giano a due volti, l’Italia conosciuta e vissuta sulla propria pelle da Andrea D’Ettorre.

“Personalmente ho avuto un’esperienza particolare perché il master gratuito e di alto livello che ha dato inizio alla mia carriera è stato organizzato dall’università italiana, insieme alla regione Liguria e ad aziende italiane con cui mi sono trovato davvero bene: segno che le cose possono funzionare e talvolta, come in questo caso, funzionano”. “Poi però -prosegue – quando ho provato a inserirmi con le mie sole forze sul mercato del lavoro italiano è stato un disastro, visto che ho ricevuto solo proposte di stage o tirocini provi di dignità economica e professionale”. Per il momento questo giovane ingegnere italiano l’Italia preferisce osservarla da lontano in attesa di tempi migliori.

 

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