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Cultura. La montagna incantata di Carlo Iacomucci

  1-La montagna incantata di Carlo Iacomucci

E’ la montagna che tutti desideriamo come meta. Assomiglia ad un “otre ” che ha la capacitá di preservare, di conservare il “bello e il bene” da ogni contaminazione, dipendenza, influenza, limitazione, sudditanza…dai tutti i  possibili condizionamenti…E’ una Montagna incantata , da sogno, un paradiso! Per raggiungerla dobbiamo arrampicarci superando tante difficoltá… le salite ripide, il vento del male che ci fa perdere in falsi miraggi…che fa deserto intorno a noi e gocciola il sangue della violenza che infesta, come erba cattiva, il nostro vivere quotidiano. E’ la “montagna” traguardo della pace…è la speranza di serenitá… è un invito alla ricerca dei valori che passano dalla parte del cuore, quelli colorati, che illuminano i pensieri neri e l’anima piena di ombre… E’ la “montagna” della salvezza spirituale…. è la montagna che è in me, come uno scrigno, dove racchiudo i ricordi belli, bambini………

                                   ……Il pensiero di gioia e di armonia che Carlo Iacomucci trasferisce,  in tutti i suoi dipinti, è contagioso, suscita uguali pensieri di gioia e di armonia nelle persone che osservano, predisponendo in loro, l’ambiente emotivo giusto per fiorire meraviglia, stupore emotivo.Carlo crea per come pensa, per come sente, per come é, per come è stato. Il pensiero è  potenza vitale e dinamica, è una grande forza che si muove e smuove, che crea continuamente ed influenza il nostro comportamento nel tempo che cambia. Il pensiero che si rileva dalle sue “opere artistiche”, è la più alta manifestazione dell’essere, di sé. E’ una forza impercettibile, impalpabile, sottile, invisibile, una “sostanza” primordiale, ameboide, incolore…sostanza di  sentimenti, di esperienze, di ricordi, di presenze, di lontananze…che sedimenta  lo spazio  nel chiuso di sé. Una forza, una sostanza che prende a pulsare via via, come lava infuocata, che si colora di arcobaleno al ritmo della sensibilità, sino a divenire un vero e proprio “elemento solido” differenziato, nella creazione-opera d’arte.      Ecco l’origine-secondo la mia percezione- della “Montagna incantata”, un elemento solido che, con movimento di pensiero orogenetico, si é sollevata da dentro il chiuso ed ha richiuso come in un rifugio, quel miscuglio denso di vissuto………..   Impariamo a pensare pensieri di gioia! Allora e solo allora, il nostro agire, i nostri rapporti, esprimeranno la grande forza creativa dell’amore, la vera comprensione spirituale, l’equilibrio e l’armonia per sconfiggere l’ansia, che ci attanaglia in questa realtà contraria, che annulla i sentimenti di bene, per adottare pensieri di male che inquinanol’atmosfera mentale, individuale e quindi quella cosmica, universale.                          Carlo Iacomucci, attraverso questa opera , come in tutte le altre, cerca la purificazione  dei suoi , quindi dei nostri pensieri, cerca di rendere chiare le sue intuizioni- idee, le nostre idee e di usare la mente quale riflettore della luce dell’anima. Di conseguenza, le azioni- opere creative, con cui Carlo si manifesta e che ci  inducono a manifestarci, non sono altro che la semplice conseguenza del suo pensare dichiarato, bello, ottimista e quindi di come dovremmo pensare per essere persone belle, per un mondo bello!   Possiamo diventare capaci di mantenere i nostri pensieri costantemente saldi nella gioia, se ci orientiamo verso l’anima, impariamo a trasformarci in individui di luce! Impariamo, con l’uso corretto del nostro pensiero, a trasformare il mondo in una realtà di armonia e di pace.    Carlo Iacomucci con le sue opere  sceneggiate con colori e fantasia, che fanno armonia, aiuta a meditare per essere e per divenire! Nelle sue opere multicolori, sono presenti solo frammenti, brandelli di male, che non sono messi  a caso, non fanno scena primaria, ma sono disposti  con un ordine significante, come sono nel suo cuore, in modo da rafforzare il bene che invece, deve prendere parvenza, che deve avanzare  in primo piano, coinvolgendo lo sguardo ed immergendolo per  meditare oltre, in sé, per sé, per gli altri e in altrove anonimi, ma sempre luoghi dell’anima!……………….……………..

  Amneris Ulderigi                                                                                      

  Recanati  ottobre 2017

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