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Porto Recanati. HH dalle parole ai fatti . UPP:”Il Sindaco dica che progetti ha”

Foto: Internet

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Riceviamo e pubblichiamo nota di Uniti per Porto Recanati

Entro cinque giorni, il River Village rimarrà senza acqua potabile: è notizia di ieri che Astea, dopo che il piano di rientro economico dell’esposizione del condominio non è stato rispettato, ha notificato all’amministratore la rescissione del contratto e la sospensione dell’erogazione.

All’orizzonte c’è quindi il rischio reale di un’emergenza sanitaria che si aggiunge a quella che riguarda l’Hotel House, sul quale pende la spada di Damocle dell’ordinanza emanata da Mozzicafreddo che impegna gli amministratori del condominio di via Salvo D’Acquisto 8 a mettere in sicurezza lo stabile e ad adeguarlo alla normativa antincendio. Pena lo sgombero.

Non siamo di fronte a due fulmini a ciel sereno: la città tutta si trova a dover affrontare due enormi questioni sociali e di ordine pubblico che sono il risultato di decenni in cui si è preferito voltarsi dall’altra parte – celandosi dietro al “è un condominio privato , non possiamo farci niente” – o lo scaricabarile.

I cittadini hanno il diritto di sapere cosa succederà nel caso in cui l’ordinanza dovesse scadere senza nulla di fatto.

Il Sindaco deve dire cosa intende fare e spiegare il progetto che ha per l’Hotel House, se questo progetto esiste.

Se sarà inevitabile dichiarare inagibile la struttura, come si procederà allo sgombero, chi se ne occuperà? Sono stati presi accordi con il Prefetto? Con il Ministero? È impensabile, infatti, che il Comune possa fare da solo.

Sappiamo che l’Hotel House non è contemplato nel Piano comunale di Protezione civile – di cui abbiamo chiesto l’aggiornamento senza risultato – né in nessun altro piano operativo di gestione delle emergenze: rischiamo di trovarci totalmente impreparati.

Non sappiamo invece con precisione chi abita i sedici piani del palazzo. Non sappiamo chi sono i residenti, i domiciliati, i proprietari e gli affittuari. L’attività di controllo e censimento che abbiamo avviato durante il periodo in cui eravamo in amministrazione, attraverso il progetto S.C.O.R.T., è stato subito ed erroneamente accantonato.

Questa situazione è figlia di una classe dirigente che per troppo tempo ha sottovalutato quella che è oggi una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, e di politiche urbanistiche che hanno generato mostri edilizi diventati ingestibili.

Chi ha l’onere di amministrare la città se ne deve assumere la responsabilità.

 

Uniti per Porto Recanati

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