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Nelle tiepide notti d'estate, gli spettatori potranno godersi l'esperienza estiva del cinema seduti comodamente, esplorando il rapporto emozionale tra cinema e musica. Potranno anche, dopo la proiezione, dilungarsi, parlando di cinema degustando del buon vino e ascoltando musica.

11.07 “Jersey Boys” di Clint Eastwood

18.07 “The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman

25.07 “Tutti per uno” di Richard Lester (il primo film dei Beatles).

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Porto Recanati. Filo Spinato e Memoria della Grande Guerra. I reticolati dai fronti del primo conflitto mondiale alle frontiere europee odierne.

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La storia del Filo Spinato, segue tutto il XX secolo europeo ed italiano, andando a segnare molti aspetti della memoria contemporanea, testimone del suo massiccio utilizzo per tutto il secolo.

Il primo banco di prova da protagonista del Filo Spinato fu la prima guerra mondiale, con le trincee ed i roghi di reticolati nella terra di nessuno, tema del primo corposo capitolo della mostra.

La memoria dei reduci, prigionieri e civili italiani e non, partecipi a queste vicende è stata costruita con un forte canone estetico, che vede il Filo Spinato onnipresente e terribilmente efficace nel suo compito: separare e dividere quella parte “della mandria” che scegliamo di lasciar morire.

Il Filo Spinato sembra aver costituito una cornice sostanziale della Memoria pubblica europea ed italiana di tutto il novecento, le innumerevoli prove le troviamo nei racconti, nelle cartoline di trincea, nelle foto, nei film, nei quadri, nelle vignette ed in molto altro ancora.

Questo elemento bellico accessorio ha trovato infatti il suo primo vero massiccio impiego nella guerra di trincea del 1914-1918.

La sua efficacia massima per un prezzo minimo, ne hanno fatto uno straordinario strumento di inclusione ed esclusione, il filo spinato figura tra le invenzioni che hanno segnato maggiormente la storia del Novecento.

Il suo impiego tradisce, secondo Olivier Razac, uno dei segreti “meglio

custoditi dell’economia biopolitica: ciò che si applica alle mandrie si applica all’uomo”.

Durante la prima guerra mondiale l’utilizzo del filo spinato è stato per così dire “puro” e non

accessorio, rivelando la sua “portata attivamente politica”, che contribuì all’assurdo bagno di sangue della Grande Guerra.

La mostra si costituisce di tre capitoli, il primo incentrato sulla prima guerra mondiale, il secondo sul filo spinato oggi, evidenziando il filo conduttore che unisce l’inutile strage del primo Novecento con le frontiere europee odierne, ed infine l’ultimo capitolo sulla fortuna del filo spinato e sulla sua memoria diffusa nel ventesimo secolo.

Cornice del tutto il filo spinato nella sua portata biopolitica, estetica e psicologica, ieri come oggi.

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