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BLANCHE ACOUSTIC DUO

Versus

Dialetto in pillole – 53. Parole loretane con la M (2)

Un po’ di voci loretane e modi di dire collegati, presenti nel glossario “Parlà loretano” (1994), di Augusto Castellani. Li ripropongo così come li ha scritti lui, magistrale interprete del dialetto della “felix civitas lauretana”; di mio ci sono solo alcune osservazioni sull’etimologia e i riferimenti letterari. Questa è una selezione; Castellani, di vocaboli, ne ha registrati assai di più e pertanto invito il curioso a procurarsi il suo volumetto.

 

Augusto Castellani sui monti

Gustì sui monti – foto famiglia Castellani

 

ABBREVIAZIONI

accr. = accrescitivo / ant. = antico / ar. = arabo / arc. = arcaico / celt. = celtico / cfr. = confrontare / dim. = diminutivo / ebr. = ebraico / euf = eufemismo / f. = femminile / fr. = francese / franc. = francone / got. = gotico / gr. = greco / incr. = incrocio / long. = longobardo / it. = italiano / lat. = latino / med. = medievale / mer. = meridionale / mil. = milanese / mod. = moderno / onom. = onomatopeica / pers. = persiano / pop. = popolare / prov. = provenzale / rom. = romanesco / romagn. = romagnolo / sin. = sinonimo / sp. = spagnolo / suff. = suffisso / t. = tardo / ted. = tedesco / tosc. = toscano / um. = umbro / v. = verbo / ven. = veneto / volg. = volgare

SUONI: s indica s dolce di rosas indica s aspra di sole /

 

mazzà’màzza màzza, è tutta ‘na ràzza, gira gira, sono tutti uguali (p.e., i politici); it. màzza, colpire con la mazza.

Baccalà

Voce MBACCALANITO – Baccalà – sito wikipedia

mbaccalanìtome pàri mbaccalanìto, mi sembri imbambolato, istupidito, rigido (come il baccalà conservato); lat. bàculus, bastone > sp. bacalao. Il baccalà si trovava spesso sulle tavole del popolo come cibo nei giorni di digiuno, consigliato dalle autorità ecclesiastiche fin dai tempi del concilio di Trento (XVI sec.). Oggi è una sorta di cult gastronomico, dai prezzi vertiginosi.

mbadurlà’nun ce mbadurlàmo, non perdiamo tempo; romagn. badarellarsi, trastullarsi < lat. volg. batàre, restare a bocca aperta, indugiare.

mbaracculàtonun sta’ lì, tùtto mbaracculàto!, smuoviti, che cosa fai tutto goffo come sei!; cfr. ven. baràcula; qui nel significato di persona di grossa taglia, che si muove a fatica.

‘mbiccà’cus’è, me la ‘mbìcchi?, ma che fai, mi ostacoli, me la tiri, cerchi di ritardare quel che c’è da fare?; et. da lambiccare nel senso di condurre una serie di tentativi inconcludenti, ma anche, meglio, in quello di distillare un liquido, assai lentamente, con la goccia che sembra esitare prima di scendere; derivato di alambicco<ar. al-anbīq, vaso.

mbigiulì’sémo tùtte mbigiulìte dal fréddo, tremiamo per il freddo; costruito sul fr. bise, vento freddo; anche mbrigiulìto.

mbillà’nun me ffa’ mbillà’, pe’ l’ànime sànte del Purgatòrio, non mandarmi in collera, te ne prego per le anime del Purgatorio; ci ho ‘na mbìlla, ho una preoccupazione, un magone; lat. bìlem habère, essere adirato.

‘mbriàgoai ‘nnucènti e ‘mbriàghi, el cel l’aiùta, il cielo aiuta chi è innocente e anche chi è ubriaco perché entrambi sono senza difesa; lat. t. ebriàcus, ebbro.

mbrìgulastreccéremo pùre le mbrìgule, riusciremo a sciogliere anche questo nodo; la ‘mbrìgula è un cappio fatto con il fil di ferro; probabile derivazione dall’it. briccola come briglia del cavallo > fr. bricole, quindi imbrigliatura, viluppo.

ìmbuccatórivedéssi el da ffa’ che ci hànne i ‘mbuccatóri; quanto hanno da fare gli imboccatori, coloro che sono addetti a imboccare i covoni nella trebbia; lat. inbuccàre, con suff. indicante persona che compie una determinata azione.

Melanzana

Voce MELANZANA – rotolini di melanzana grigliata – sito fattorieosella.it

melancià’o melancià’!, sciocco! tonto!, sovente detto in tono scherzoso; ar. bādingiān, melanzana > tosc. pop. petonciàno, come avverte Pellegrino Artusi; il portorecanatese ha conservato la b iniziale (belancià’).

melarànciale cèrque nun ffa’ le melarànce, i figli sono come i genitori; composto da mela + arancia; lat. méla + pers. nāranģ.

mélenun ce pènzu mànco pe’ le méle, non ci penso affatto, euf. per evitare l’uso di un termine più crudo al posto di méle; lat. màlum > lat. t. méla. In alcune case, le mele venivano conservate adagiate sulla paglia perché si mantenessero a lungo. Uno dei campi di misura della bravura gastronomica è costituito proprio dalla torta di mele.

mentuà’ci ho el singhiózzo, qualchidu’ me mentùa, sento che qualcuno sta parlando di me; detto anche quando si ha davvero il singhiozzo; lat. mènte+habère > fr. ant, mentevoir; it. ant. mentovare, nominare; nel suo Cantico delle creature scrive Francesco d’Assisi (XII-XIII sec.), rivolto all’Altissimo: … et nullu homo ene dignu te mentovare.

menzìnacòsta più la menzìna che la macchina, la benzina costa ormai più dell’automobile, esagerazione voluta per critica al costo eccessivo del carburante; da notare il passaggio b>m; il fenomeno non interessa solo Loreto, vedi il portorecanatese mucculòtti per bucculòtti; fr. benzine.

meràulodô brànce de meràulo, due foglie di alloro; lat. làurus, con metatesi (cfr. portorecanatese melàuru).

merchià’te ne dàgo tànte che te làscio tùtta merchiàta, ti do tante botte che ne porterai tutti i segni; fr. ant. merchier.

mèrdad’in gió ‘gnì mèrda cùre, chiunque riesce a fare la discesa, anche il più … mèrda, il più debole, non dotato, incapace, tutti sono all’altezza delle cose facili; lat. mèrda.

merìggial’àlbero je ffa’ la merìggia, l’albero gli fa ombra; lat. merìdies, accolto nel pop. tosc. nel senso di stare al fresco.

méstac’èra tànta de quéla gènte: ‘na mésta, c’era una gran quantità di gente; il verbo métte’ è qui usato nel senso di riempire, mettere insieme grande quantità (di gente, appunto); lat. mìttere, mìssum.

métte’cùme se métte se métte, se métte sèmpre bè’, per gli ignavi non c’è mai rischio; lat. mìttere.

migràgnaci ho ‘na migràgna, de quélle pròpio nére, miseria nera, momento di grande difficoltà finanziaria; lat. (he)micrània, emicrania (mal di testa, che è un altro significato di questo termine dialettale), avere mal di testa, star male e, per traslato, star male anche a causa della miseria.

mijarìnecu’ fai, le mijarìne?, detto a chi si mette le dita nel naso e ne trae palline di moccio, simili nella forma alle migliarine, pallino da caccia (da miglio, graminacea).

mijó’a vénge’ ‘na ventìna de mijó’ me metterìa ‘na còstola, una vincita di venti milioni mi aiuterebbe non poco; riferimento alla costola in meno dell’uomo rispetto alla donna perché Dio ne tolse una a Adamo per creare Eva; ritrovare la costola mancante, dunque, sistemerebbe la situazione; da mìlle con suff. óne. Si noti che il portorecanatese è: … me rmetterìa ‘na còstula, cioè mi rimetterebbe (quel che prima mi è stato tolto).

millànnime sa millànni, non vedo l’ora, mi sembra di dover aspettare ancora mille anni per fare una certa cosa o vederla etc…, tanto la desidero; mìlle + ànni.

minchionà’qui c’è pògo da minchionà’: se c’è mósca, sciò!, c’è poco da scherzare, da prendere in giro; se c’è qualche cosa che non va, via di qui!; sciò è termine nobile provenendo dal lat. ex hoc lòco, da questo luogo; altri: fr. chou! chou!, detto per scacciare, oggi desueto; altri ancora: ebr. sob (pronuncia sció), via! via! tornate indietro; lat. volg. mèncla, nei dialetti mer. mìnchia, membro virile; poi: persona balorda, sciocca, sempliciotta; vedi: sminchiunàti.

minè’ógni giórno la minè’, nun se ne pòle più, ogni giorno minestra, basta!; il troncamento della finale postonica è normale nel loretano (vedi finè’ etc…); lat. ministràre, distribuire cibo; vedi: sminestrà’.

misericòrdiaè ‘na misericòrdia, è poca roba, è roba di scarso valore; lat. misericordia, da misèreo, ho pietà, e cor-còrdis, cuore.

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