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Porto Recanati. Amministrative. Riccetti sul “marciapiede del Burchio”

Resto del Carlino 1/6/2016

Resto del Carlino 1/6/2016

Il commissario Passerotti sollecita la ditta esecutrice del “famoso marciapiede del Burchio” per la “nota spese”. Le opere Laiche battono cassa. La campagna elettorale si arricchisce di nuovi spunti di dibattito. A tal proposito riceviamo una nota dell’ex assessore Lorenzo Riccetti, candidato per Uniti per Porto Recanati.

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Dalle notizie apparse sulla stampa di oggi apprendiamo che, con l’approssimarsi della scadenza prevista per la formulazione dell’offerte risarcitoria stabilita dal Consiglio di Stato in favore della Coneroblu, il Commissario Passerotti sì è visto costretto a sollecitare quest’ultima per avere il conto delle spese sostenute.
Ciò lascia intendere che la società non abbia alcuna intenzione di chiudere la vicenda incassando l’indennizzo perché probabilmente spera di riaprirla con il prossimo Sindaco.
Della serie: “Meglio la gallina domani che l’uovo oggi”.

L’altra questione balzata agli onori della cronaca è che Il marciapiede del Burchio ricade, in parte, su area delle Opere Laiche, che invece battono cassa. Aggiungiamo che anche tutta la linea dell’illuminazione pubblica è stata realizzata su suoli di un altro privato che, evidentemente per ora non batte cassa, ma che potrebbe benissimo ripensarci.
Queste cose U.P.P. le sapeva e denunciava da tempo, sia dall’opposizione che dalla maggioranza.

Ancora, secondo indiscrezioni raccolte dal Resto del Carlino, la società avrebbe ammesso l’errore e formulato un’offerta alla Fondazione lauretana.
Domanda: di che errore si tratta?
a) Imperizia del Direttore dei Lavori, e di seguito degli esecutori materiali, che si sono sbagliati a posizionare l’opera facendola “scivolare” su terreni altrui?
b) Negligenza del progettista dell’opera che non ha verificato la proprietà dei suoli su cui la stessa ricadeva?
Nel caso a) la colpa sarebbe del Direttore Lavori, ne caso b) del progettista.
Noi un aiutino lo riusciamo a dare visto che, da quanto ci consta, il progetto del marciapiede visionato (e contestato per iscritto) dall’Assessore Riccetti era certamente privo di un allegato essenziale, ovvero del “piano particellare”, cioè l’insieme delle planimetrie catastali dei terreni interessati dalla costruzione.
A voi le deduzioni finali.
Ricordate il famoso cartellone pubblicitario fatto rimuovere dall’ufficio elettorale che recitava “…marciapiede e illuminazione …commissionati dall’amministrazione Ubaldi”?
Chissà che un giorno al suo posto non ne troveremo uno nuovo con la scritta “marciapiede e illuminazione ….indennizzati dall’amministrazione Ubaldi”.

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