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Presentazione del “ Dizionario dell’Abbandono” nuovo libro di Francesco G. Capitani per la rassegna Talk conversazioni letterarie per autori indipendenti dall’Associazione Culturale lo Specchio

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“Talk conversazioni letterarie per autori indipendenti” è un progetto che si propone di offrire iniziative, novità e collaborazioni legate alla cultura e al patrimonio del territorio.

Talk” è pensato come format per creare un momento di approfondimento e crescita per il lettore, interessare il potenziale fruitore, offrire un momento di confronto tra editori, autori/artisti e pubblico; “Talk” è soprattutto incontro tra storie e lettori.

Si inizia con Francesco G. Capitani, già avvocato ed ora scrittore e apprendista fotografo; è uscito fresco di stampa “Dizionario dell’Abbandono” edito da Scatole parlanti.

Il libro sarà presentato Domenica 14 novembre  alle ore 17,30 presso la Pinacoteca A.Moroni – Castello Svevo di Porto Recanati; interverranno all’evento l’Autore, intervistato dalla Fotografa e Delegata nazionale Fiaf Giancarla Lorenzini e l’Ingegnere Aurora Foglia, con l’introduzione di Vanni Semplici; l’incontro sarà preceduto da una videoproiezione delle esplorazioni dell’Autore per l’Italia e l’Europa.

Il libro tratta delle esperienze dell’Autore di esplorazione dei luoghi abbandonati, di cui ha estratto più rappresentazioni fotografiche generalmente catalogate nel genere Urbex; l’autore, in realtà, alza il tiro dell’analisi e tenta di indagare anche le categorie umane e psicologiche dell’abbandono, nel mezzo fra spiritualità e materia, e sonda un registro letterario in parte saggistico e speculativo in parte affine alla narrativa di viaggio.

Per l’Autore le cose abbandonate – ex ospedali, manicomi, intere città – non meritano la brutta fama del degrado. Specchiano la linea sottile fra un passato di memoria, un presente di rovina ed un futuro (rivelato) di decadenza e fallimento, ma anche di riscatto e liberazione. I luoghi abbandonati divengono allora depositari di significati trascendenti la comune cognizione del tempo, che pretende cose e persone sempre ferme a se stesse, immobili e fedeli. L’Autore, esplorando l’abbandono, cerca di cogliere i dettagli di un passato che continua a raccontarsi fra travi rotte, scale putrescenti e stanzoni di ville inghiottite da incuria e rampicanti; ma è solo un’apparenza; l’abbandono – sottolinea – diviene genetica di vita diversa, vita nuova, non più vita esaurita. E forse dell’abbandono può dirsi dell’altro.

Il libro si potrà acquistare al termine dell’incontro, l’entrata è libera nel rispetto delle norme Covid-19.

Per informazioni scrivere  a info@associazionelospecchio.it.

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