bacheca social

FAI UNA DONAZIONE





Talk. “Ho scelto di raccontare la mia malattia per esorcizzare la paura”. Tu con me di Roberta Salvati e Veronica Fermani a Recanati il 18 novembre.

IMG-20161126-WA0011

 

Ho scelto di raccontare la mia malattia per esorcizzare la paura, per condividere il mio dolore con chi stava passando una tragedia simile alla mia e per lasciare una sorta di “manuale di guerra” a chi ci sarebbe passato dopo di me”. Roberta aveva 31 anni quando, nel 2015, il linfoma di Hodking è arrivato a mettere in pausa la sua vita. Per le 18.000 persone che oggi la seguono via Facebook, lei è il volto della pagina “Dajerobs”: un social diario di bordo attraverso cui, questa giovane guerriera umbra, ha raccontato ogni giorno il cancro, la chemioterapia, la normalità rubata e quella battaglia condivisa con sua madre Fulvia, anche essa ostaggio dello stesso male.

1-15184083_1740065159653364_236792824_o

45420170_10218344061979106_4225568106329669632_n

“Tu con me” è la sintesi di una quotidiana lotta per la sopravvivenza. Scritto a quattro mani con passione e affetto reciproco, questo libro racconta l’altra faccia della malattia: quella dell’amore incondizionato, della bellezza di una giornata di pioggia, di uno starnuto, di una passeggiata all’aria aperta. Perché avere il cancro è anche questo: respirare vita quando tutti intorno vedono solo morte. Lo sa bene Roberta. Lo sanno bene tutte quelle persone che ogni giorno si impegnano per combattere i pregiudizi e l’ignoranza, promuovendo la conoscenza e la responsabilità. Medici, infermieri, ma anche Associazioni, tante, senza le quali il tumore oggi sarebbe probabilmente qualcosa di ancora più temuto e terribile. Non è un caso che i diritti d’autore di questo libro siano stati interamente devoluti al Comitato per la Vita Daniele Chianelli, che da anni supporta i piccoli malati di cancro e le loro famiglie.

“Tu con me” è entrato in punta di piedi nei corridoi degli ospedali, nelle sale delle chemioterapie per raccontare come la condivisione, reale e virtuale, possa rivelarsi una medicina imprescindibile in qualsiasi percorso di cura. “Quando mi sono ammalata – scrive Roberta – la prima cosa che ho fatto è stata andare a cercare informazioni  e testimonianze su chi aveva vissuto, o stava vivendo, il mio stesso dramma. Che cosa significava avere un linfoma di Hodking? Come sarebbe cambiata la mia vita? Ho trovate poche cose, pochissime. Poi un giorno alla tv ho sentito il racconto di una ragazza che era riuscita a sconfiggere il linfoma e che ora faceva scalate in montagna. Quel giorno ho capito che potevo vincere”.

IMG-20161126-WA0040

Parlarne dunque è fondamentale. Lo faremo a Recanati, sabato 18 novembre, nell’ambito della rassegna “Talk –  conversazioni letterarie per autori indipendenti”. Lo faremo non solo con Roberta, ma anche con importanti realtà come l’Ail, da sempre in prima linea nella lotta alla leucemia e l’Admo, in campo ogni giorno per promuovere la donazione del midollo. Lo faremo nella convinzione che “un dolore condiviso è un dolore che pesa meno”.

 

TALK “Tu con me” di Roberta Salvati e Veronica Fermani 18 novembre ore 17,00 Circolo di Lettura e Conversazione di Recanati

 

Invia un commento

Puoi utilizzare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>