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Ambiente. Attenzione alla proposta di rinnovare il “piano casa”

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Riceviamo da Italia Nostra

Non siamo d’accordo con la proposta del Presidente della Commissione Ambiente della Regione Marche di rinnovare fino al dicembre 2017 la validità dello scandaloso “piano casa”, a suo tempo approvato con un altrettanto scandaloso voto trasversale da una maggioranza di consiglieri sostenitori del cemento come panacea per la soluzione della crisi economica del settore edilizio.

Il piano casa della Regione Marche non può essere confuso con la “rigenerazione urbana” – di cui tutti parlano ma che non riesce a decollare per la scarsezza di risorse pubbliche disponibili -, poiché si tratta di consentire puntuali ampliamenti di edifici esistenti, anche con demolizioni e ricostruzione degli stessi, sia in città che nelle aree agricole, tutto quanto in deroga ai regolamenti edilizi e alle previsioni dei piani urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali.

Il problema è che questi ampliamenti possono variare dal 20% fino al 40% dei volumi esistenti, a seconda della localizzazione e della tipologia di intervento; nelle aree agricole consentendo ampliamenti fino a 200 metri cubi con possibili accorpamenti delle pertinenze agli edifici ex colonici principali.

Gli interventi consentiti possono prevedere rilevanti modifiche alle altezze, alla densità edilizia, alle volumetrie, al numero dei piani e agli altri parametri urbanistico-edilizi individuati dai Comuni, comportando di fatto uno stravolgimento degli assetti di piano regolatore.

Si consideri che la norma consente tali deroghe anche per gli edifici compresi negli ambiti di tutela integrale definiti dal Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR) e dai Piani dei Parchi.

 

NOI non siamo d’accordo perchè :

         La crisi dell’edilizia non deriva dalla mancanza di case o di volumetria ma dalla mancanza di disponibilità economica da parte dei cittadini e questo dovrebbe essere il primo problema da risolvere;

         Non è ragionevole continuare a puntare sulla cementificazione del Paese, mentre il territorio è devastato da un grave e diffuso dissesto idrogeologico;

         Non è civilmente e moralmente educativo continuare a prevedere ulteriori deroghe alle normative vigenti che poi troppo spesso si trasformano in sanatorie di abusi edilizi

         Non è politicamente corretto prevedere ulteriori proroghe di leggi in deroga ad altre leggi e normative quando si stenta a fare passi avanti per approvare una nuova legge sul governo del territorio, visto che da tre anni è stata presentata all’ Assemblea Regionale una seria proposta di legge popolare firmata da circa 9.000 cittadini.

 

Ciò detto si chiede che almeno siano stralciate le norme che consentono deroghe all’interno degli ambiti di tutela integrale del PPAR e dei Piani dei Parchi regionali e nazionali.

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