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Libri. Letture agostane

Prothero Fonte internet

Prothero Fonte internet

La storia della vita in 25 fossili

Donald R. Prothero

Traduzione di Costanza Bocchia

Paleontologia e scienze evoluzionistiche

Aboca San Sepolcro (Ar)

2021 (orig. 2015)

Pag. 447euro 28

Valerio Calzolaio

 

Pianeta terra. Gli ultimi miliardi di anni. La storia della vita è un racconto incredibilmente lungo e complesso. Nel 1859, quando Darwin pubblicò L’origine delle specie, l’assenza di reperti era un oggettivo punto debole della sua tesi, in particolare quella di fossili risalenti al tempo che precedeva il Cambriano (primo periodo dell’era paleozoica, circa 550 milioni di anni fa). Lui lo sapeva, ammetteva la mancanza di adeguati fossili di transizione a sostegno della sua teoria (sostanzialmente corretta), e ne era tormentato. Del resto, per quasi l’85% della storia della vita (da 3,5 miliardi a circa 630 milioni di anni fa), gli esseri viventi sulla Terra non erano abbastanza grandi da lasciare tracce fossili visibili, non c’erano organismi più grandi di quelli monocellulari, e solo le stromatoliti (rinvenute la prima volta nel 1956 a Shark Bay in Australia, poi in altri luoghi del pianeta) possono essere osservate senza un microscopio. Al momento, sul nostro pianeta esistono tra i 5 e i 15 milioni di specie, alcune con miliardi di esemplari (noi quasi 7 e 900 milioni); complessivamente ne sono transitate nell’acqua o dentro l’atmosfera del globo centinaia di milioni (forse molte di più), ormai quasi tutte estinte. Si può provare a scegliere qualche fossile per rappresentarne la biodiversità, varietà ed evoluzione, sottolineando che tutte tendono comunque ad adattarsi (per sopravvivere e riprodursi) alle dimensioni, alle nicchie ecologiche e all’habitat, soprattutto alle condizioni più estreme. La selezione dei fossili (integri, ben noti, visitabili) previlegia dinosauri e vertebrati in generale e scandisce la sequenza dei primi cambiamenti dei grandi gruppi tassonomici, o della transizione da un gruppo a un altro.

L’esperto ricercatore paleontologo e geologo californiano Donald R. Prothero (Glendale, 1954) è autore di oltre trenta volumi e di oltre trecento saggi scientifici, compresi almeno cinque libri di testo di geologia. Qui sceglie ottimamente 25 straordinari fossili per illustrare le meraviglie dell’evoluzione e alcuni intrepidi relativi studiosi, gli scienziati che hanno aperto la strada alla paleontologia e i contesti intellettuali e sociali delle loro scoperte. Attraverso ogni fossile l’autore racconta la storia delle scienze evoluzionistiche: le prime forme di vita pluricellulare, i primi gusci, i primi grandi animali con guscio, l’origine degli artropodi, l’origine dei molluschi, l’origine delle piante terrestri, l’origine dei vertebrati, il pesce più grande, l’origine degli anfibi, l’origine degli anuri, l’origine delle tartarughe, l’origine dei serpenti, il più grande rettile marino, il più grande mostro marino, il più grande predatore, il più grande animale terrestre, il primo uccello, l’origine dei mammiferi, l’origine dei cetacei, l’origine dei sirenidi, l’origine dei cavalli, il più grande mammifero terrestre. Gli ultimi due capitoli parlano di noi ominidi e umani: il più antico fossile umano (Sahelanthropus) e il più antico scheletro umano (Australopithecus Afarensis). All’inizio di ogni capitolo una citazione cruciale, in mezzo foto e figure, in fondo dove guardare coi nostri occhi i reperti trattati. L’appendice riguarda i più importanti Musei di Storia Naturale del mondo: 16 americani, 2 canadesi, solo 6 nei restanti continenti, di cui quattro in Europa (Londra, Berlino, Bruxelles, Parigi). Un’ampia bibliografia e l’indice analitico dei nomi (luoghi, personalità, specie, argomenti) completano il testo, moltointeressante.

 

v.c.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RecensioneLa fiamma spezzata

La fiamma spezzata

Giovanni Taranto

Giallo

Avagliano Roma

2021

Valerio Calzolaio

3

 

Napoli. Dicembre 1996.Da pochi mesi il capitano Giulio Mariani è arrivato come comandante alla Compagnia dei carabinieri di San Gioacchino, nel Vesuviano. La famiglia lo ha raggiunto e, con la moglie Francesca e i tre figli, hanno trovato un appartamento decoroso in una zona tranquilla. Lui è romano e ne mantiene il riconoscibile accento, ha già prestato servizio in diverse regioni italiane e in missioni all’estero: alto e bruno, baffi sottili, fisico atletico, poliglotta, tiratore scelto, esperto di controterrorismo e antimafia/anticamorra, di famiglia umile, testardo e permaloso, ha fatto la gavetta ed è stato promosso per esserselo guadagnato sul campo con indagini brillanti e operazioni rischiose. In mezzo a una mole infame e mostruosa di lavoro, lo chiamano dall’ufficio del Comandante Generale e gli prospettano una questione delicatissima e riservata: dal precedente settembre staziona spesso nei pressi di Forte Braschi, il quartier generale dell’intelligence militare italiana, un’anziana signora vestita di nero, si tratta di Esterina Sorrentino, la mamma dell’appuntato carabiniere Ciro Cirillo, che scrive lettere e chiede informazioni sulla presunta morte del figlio 33enne, avvenuta sei anni prima e archiviata come suicidio. Lei è convinta che Ciro non sia morto e che sia passato in forza ai Servizi. Nessuno lo può davvero escludere e Mariani deve studiare bene il caso freddo senza alcun passaggio ufficiale e capire cosa può esserci di vero nei dubbi materni. Il capitano chiede un sostegno informale alla giovane rappresentante della Procura, la napoletana Clara Di Fiore, fa riesumare il cadavere e verifica ogni possibile pista, tanto più che non si tratta solo di rassicurare i vertici, bensì anche di scoprire le vere ragioni della morte di Ciro.

L’esperto giornalista di nera Giovanni Taranto (Vico Equense), per quasi vent’anni (1995-2013) promotore della cittadella dell’informazione Metropolis Network e direttore di Metropolis TV, dal 2019 presidente dell’Osservatorio permanente per la legalità di Torre Annunziata, cintura nera 7° DAN e Grand Master di Taekwondo, esordisce nel romanzo con un noir in terza persona quasi fissa sul protagonista, rari gli incisi sul resto della squadra e su altri personaggi. I meccanismi investigativi e giuridici, le procedure e le dinamiche istituzionali sono accuratamente descritti, con un garantismo informato, dal di dentro (non a caso c’è una breve sentita premessa di Vincenzo Coppola, Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri da marzo 2017 a marzo 2018). La vicenda investigativa gialla èanche usata, ancora una volta, come pretesto e filo conduttore per poter parlare di una serie di fenomeni reali, culturali e sociali, criminali e familiari, locali e non solo. A motivare Mariani c’è l’immagine del ragazzo sulla tomba, la fiamma sul copricapo gli suggerirà poi il titolo del fascicolo finale sul caso (da cui il titolo del romanzo). L’indagine ha una doppia fase, la prima fino al 29 dicembre per verificare se a Roma fanno bene a stare preoccupati, la seconda fino al successivo 15 febbraio 1997 per vagliare moventi e intrecci degli ultimi mesi di Ciro. Per la sera di Natale bollicine Asti, in regalo il cofanetto con la raccolta degli amati Jethro Tull.

 

v.c.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione Alabama

 

Alabama

Alessandro Barbero

Romanzo storico

Sellerio Palermo

2021

Pag. 265 euro 15

Valerio Calzolaio

 

Usa. Tempo fa. Una giovane laureanda in Storia prende appunti sul quaderno mentre ascolta il flusso torrenziale del racconto di un vecchissimo reduce sudista della guerra di secessione americana (1861-1865). Lui si chiama Dick Stanton ed è l’ultimo superstite di un eccidio di neri. In perenne movimento su una cigolante sedia a dondolo, masticando tabacco con le indurite gengive sdentate, pur tra reticenze e informazioni non sempre affidabili, quasi senza prendere fiato, Dick narra in prima l’America profonda, bianca povera razzista, la miriade di storie e personaggi di una società fondata sullo schiavismo, là, in “Alabama”, settimo bellissimo romanzo del grande storico Alessandro Barbero (Torino, 1959). In fondo a ognuno dei venti inarrestabili flussi di parole veraci e maschiliste del vecchio, l’attenzione si sposta in corsivo sui pensieri della ragazza, andata per riportare alla luce quell’episodio atroce e simbolico, di cui capisce le premesse culturali, religiose e sociali.

 

v.c.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione La lingua del fuoco

 

La lingua del fuoco

Don Winslow

Traduzione di Alfredo Colitto

Noir

HarperCollins Milano

2021 (orig. 1999, prima ed. it. Einaudi 2010)

Pag. 509 euro 15

Valerio Calzolaio

 

Dana Strands, California, l’ultimo pezzo incontaminato della costa sud (vicino Laguna Beach). Estate 1997. Jack Wadepadre imprenditore edile, tanti muscoli per 1,90, non ha figli e fidanzate, surfa e lavora. Ha fatto la scuola per entrare nella Squadra Incendi, poi 7 anni nell’ufficio dello Sceriffo (felice e innamorato, è stato incastrato e licenziato per aver protetto un testimone) e 12 come perito liquidatore nella compagnia di assicurazioni California Fire and Life (da cui il titolo americano). Con lui entriamo nel sistema di competenze, delitti, raggiri e truffe del mondo degli incendi (capaci di consumare le stesse relative prove), che ancor oggi riguarda molti paesi del mondo, compresa l’Italia, compresa la Sardegna. Jack parla correttamente e coraggiosamente “La lingua del fuoco” (da cui il titoloitaliano), trattata dallo splendido romanzo del grandissimo esperto Don Winslow (New York, 1953), a inizio delle opere all’ovest dopo l’epopea di Neal Carey a est e nel mondo.

 

 

 

 

v.c.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione Albeggerà al tramonto

 

Albeggerà al tramonto

Marco Trionfale

Romanzo

Marsilio Venezia

2021

Pag. 381 euro 16

Valerio Calzolaio

 

Corvina, Romagna. Tra poco. Baldi è il comandante della banda della frazione Fratti, Ercole il suo braccio destro. Si ritrovano al New Age, in passato casa del popolo e sede del Pci, insieme ai compagni di un tempo, già assidui a ogni Festa dell’Unità, oggi anziani buontemponi. Un dì d’agosto la tv annuncia l’approvazione dell’atteso decreto di solidarietà generazionale, molto sostenuto dal Partito della Gioia: prevede che tutti i pensionati, per ricambiare chi di fatto li mantiene, siano tenuti a svolgere per sette ore alla settimana attività di volontariato coatto sotto la guida degli Amici di Quartiere. Decidono di ribellarsi, da loro potrebbero significare “grandi opere” di pessimo impatto. Al grido di “Fatinculé!”, fra nuovismi e rimpianti, ne succedono di tutti i colori, non è nemmeno escluso che “Albeggerà al tramonto”, comico titolo di un allegro bel romanzo di tre amici ravennati, appositamente divenuti Marco Trionfale (Mirta Contessi, Franco Costantini, Leonardo Fedriga).

 

v.c.

 

 

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