Alla luce della polemica strumentale sollevata da alcuni nelle ultime ore, comunichiamo il rinvio dell’evento “Poeti per la Costituzione”.
Si tratta di una decisione assunta con rammarico, ma con senso di responsabilità, per sottrarre un momento di riflessione culturale e civile a una contesa che ne ha distorto significato e finalità. L’iniziativa nasceva infatti come spazio di confronto libero, pluralista e rispettoso, dedicato ai valori costituzionali e al ruolo della cultura nella vita democratica del Paese.
Proprio per questo, respingiamo ogni tentativo di ridurre il contributo di poeti, intellettuali e cittadine/i a una caricatura polemica o a un pretesto di scontro politico. In una democrazia matura, il pensiero critico e la parola pubblica non sono un ingombro: sono una risorsa.
Resta per noi centrale il valore della partecipazione al referendum, momento alto di esercizio della sovranità popolare e di responsabilità collettiva. Quando è in gioco l’equilibrio della Carta costituzionale, la partecipazione informata e consapevole non è solo un diritto: è un dovere civico.
In un passaggio tanto delicato, sentiamo il dovere di richiamare tutte e tutti alla massima attenzione verso il senso profondo della Costituzione, alle garanzie che essa assicura, e alla necessità di custodirne l’impianto con prudenza, lucidità e rispetto. Le scelte che riguardano la Carta fondamentale chiedono ponderazione, non propaganda; visione, non semplificazioni.
Il rinvio dell’evento non interrompe questo impegno. Al contrario, lo rafforza. Continueremo a promuovere occasioni di confronto pubblico, studio e partecipazione, nella convinzione che il compito degli intellettuali e della cultura sia quello di alimentare coscienza democratica, spirito critico e responsabilità civile.
Chi ha provato a colpire un’iniziativa culturale sulla Costituzione ha ottenuto un solo risultato: rendere ancora più evidente quanto oggi sia necessario difenderla con il voto e con la partecipazione.



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