di Raimondo Giustozzi
“Siamo arrivati da mille strade diverse, / con mille cuori diversi; / ora siamo un unico cuore / perché il Signore ha voluto così” (Siamo arrivati da mille strade diverse, Fonte Internet). I Salesiani Cooperatori di Civitanova Marche, Macerata, Porto Recanati, Ancona, Terni, Cannara, Vasto, si sono dati convegno, domenica 16 novembre 2025, alle ore nove, presso la casa salesiana di Macerata, per la tradizionale giornata annuale del Salesiano Cooperatore. Ottanta i presenti all’appuntamento. L’incontro è servito per ricordare la scelta- vocazione di entrare nell’associazione dei Salesiani Cooperatori, la promessa fatta davanti alla comunità parrocchiale e l’appartenenza al proprio Circolo di riferimento.
Il prossimo nove maggio 2026 ricorre il 150° anniversario di vita dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori voluta da don Bosco fin dagli inizi della sua attività pastorale vissuta fra i giovani e per loro. Il sacerdote torinese aveva bisogno di tutti per realizzare il suo sogno: togliere i ragazzi dalla strada, insegnare loro un mestiere, difenderli nei luoghi di lavoro dallo sfruttamento, fondare per loro scuole professionali. All’inizio i Salesiani Cooperatori erano solo alcuni laici, uomini e donne, insegnanti e artigiani. Col tempo l’aggregazione spontanea si trasforma in associazione, alla quale si accede dopo un periodo di formazione, che può durare anche alcuni anni, dopo un periodo di discernimento. Il Cooperatore Salesiano è il laico, studente, operaio, impiegato, commessa, insegnante, medico, libero professionista, uomo, donna, padre, madre, nonni che vivono nel proprio ambiente di lavoro o nei servizi che compiono la spiritualità salesiana.
La scelta nasce da una vocazione, a cui fa seguito la qualità della risposta nella vita del Centro. Italo Canaletti, consigliere mondiale per i Salesiani Cooperatori della regione Italia- Malta- Medio Oriente, ha richiamato, nel corso della sua relazione, appassionata, chiara, semplice e lineare, come sa fare da sempre con grande professionalità, la condivisione dei cammini diversi fatti da ogni salesiano cooperatore di ogni centro locale, il cammino di responsabilità e il senso di appartenenza che lega ognuno al proprio centro ed altri centri, provinciale, regionale, mondiale. Il coordinamento dell’intera giornata è stato curato dal Consiglio Provinciale dell’Associazione.
Il termine responsabilità deriva dal latino respondere (rispondere), a sua volta composto da re (ancora) e spondere (promettere, impegnarsi solennemente). La radice di spondere è legata al greco spéndō (traslitterato), che significa concludere un patto o fare libagioni agli dei. L’altra parola abilità (respons – abilità) altro non è che la capacità di promettere solennemente davanti agli altri il proprio impegno nel portare a compimento un proprio servizio all’interno di un gruppo associativo. La responsabilità è la promessa condivisa e reciproca che lega i membri di un gruppo, come le cordicelle, unite tra loro, formano un canapo resistente a tutte le forze avverse, come era solito dire don Bosco, il cui scopo era quello di formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini.
Il termine appartenenza è stato illustrato da Italo Canaletti con il commento al testo di Giorgio Gaber, ascoltato con vivo interesse dai presenti, da YouTube. Molti di loro hanno legato parole e musica ai ricordi dei propri anni giovanili, quando sognavano un mondo senza guerre, fame e carestie, retto dalla solidarietà, senza l’egoismo individuale e di gruppo che invece sta avendo la meglio, disegnando i contorni di una società incapace di dire noi, ma solo io e ancora io. Testo e musica vanno bene per ogni tipo di appartenenza e per qualsiasi gruppo associativo, rivolto ad insegnanti, liberi professionisti, politici, autorità civili e militari che rappresentano le Istituzioni, amministratori, datori di lavoro, operai, famiglia, cooperative. “L’appartenenza è avere gli altri dentro di sé”.
“L’appartenenza / non è lo sforzo di un civile stare insieme / non è il conforto di un normale voler bene / l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé. // L’appartenenza / non è un insieme casuale di persone / non è il consenso a un’apparente aggregazione / l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé. // Uomini / uomini del mio passato / che avete la misura del dovere / e il senso collettivo dell’amore / io non pretendo di sembrarvi amico / mi piace immaginare / la forza di un culto così antico / e questa strada non sarebbe disperata / se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita / ma piano piano il mio destino / è andare sempre più verso me stesso / e non trovar nessuno. // L’appartenenza / non è lo sforzo di un civile stare insieme / non è il conforto di un normale voler bene / l’appartenenza / è avere gli altri dentro di sé. // L’appartenenza / è assai di più della salvezza personale / è la speranza di ogni uomo che sta male / e non gli basta esser civile. / È quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa / che in sé travolge ogni egoismo personale / con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa. // Uomini / uomini del mio presente / non mi consola l’abitudine / a questa mia forzata solitudine / io non pretendo il mondo intero / vorrei soltanto un luogo un posto più sincero / dove magari un giorno molto presto / io finalmente possa dire questo è il mio posto /
dove rinasca non so come e quando / il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo. /
L’appartenenza / non è un insieme casuale di persone / non è il consenso a un’apparente aggregazione / l’appartenenza / è avere gli altri dentro di sé. // L’appartenenza / è un’esigenza che si avverte a poco a poco / si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo / è quella forza che prepara al grande salto decisivo / che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti / in cui ti senti ancora vivo. // Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi” (Giorgio Gaber, Appartenenza, fonte Internet).
La giornata, trascorsa a Macerata, ha rappresentato un momento importante per tutti. La celebrazione della Santa Messa, officiata da don Giuseppe Massili, sacerdote salesiano della Comunità salesiana di Macerata – Civitanova Marche, ha permesso di riflettere individualmente e in gruppo all’amore misericordioso di Dio. Terminata la funzione religiosa, anche il momento del pranzo condiviso, consumato nei locali della locale opera salesiana, ha permesso di rinsaldare i rapporti tra tutti i Salesiani Cooperatori, provenienti dai diversi centri di Marche, Umbria, Abruzzo.
Impeccabile è stata l’organizzazione logistica curata dai Salesiani Cooperatori di Macerata, che hanno offerto un primo piatto di pasta a tutti gli ospiti e un secondo, portato anche dagli altri centri. La lotteria di beneficenza, animata da Ilaria Pellerito, ha fatto il resto. È stata una vera festa di famiglia. I compiti da fare nei diversi centri saranno quelli di prepararsi al meglio per i festeggiamenti dei cento cinquant’anni di vita dell’associazione, curando contatti e relazioni. La giornata si è chiusa attorno alle 16, 30, come da programma.
Raimondo Giustozzi



Invia un commento