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Ambiente. Ancona, nessuna resipiscienza

di Lorenzo Tascioli

di Lorenzo Tascioli

nota Italia Nostra

Nei giorni scorsi venticinque sindaci di città porto del Mediterraneo hanno lanciato un appello per ridurre l’inquinamento atmosferico, creando una zona di controllo delle emissioni ECA, come già avvenuto nei mari del Nord Europa. Tra i sindaci hanno firmato quelli di Marsiglia, Dubrovnik, Nizza, Malaga, Tangeri, Tunisi, Alessandria d’Egitto, Beirut. Tre i sindaci italiani, quello di Palermo, Genova e Siracusa che hanno sottoscritto l’ appello.

Nel motivare l’appello i 25 sindaci  citano “l’inquinamento dell’aria, provocato da imbarcazioni talvolta troppo vecchie che prendono il largo o restano ferme in porto. A pagare il prezzo sono coloro che vivono vicino e grazie al mare. Le catastrofi ambientali colpiscono la natura e i nostri concittadini, in particolare i più fragili. Contro la fatalità opponiamo una volontà politica senza esitazioni.”

Considerato che il Piano per l’Inquinamento Atmosferico del Comune di Ancona ha dimostrato come la nostra città sia inquinata, anche dall’attività portuale, ed abbia rivelato come siano stati almeno 550 i morti in più rispetto a quelli attesi in cinque anni (2013-2017) – ed altrettanti si suppone negli ultimi cinque anni – ci si sarebbe aspettato di vedere anche la nostra sindaca firmare l’appello, ma così non è stato.

In occasione della presentazione di nuovi, importanti e sempre tardivi interventi sul patrimonio storico e monumentale del water front, la sindaca ha motivato l’intervento con la accoglienza da rendere ai crocieristi che sbarcheranno in futuro sul Molo Clementino, provocando ogni anno altri ulteriori 15 milioni di costi sociali, cioè danni alla salute ed all’ambiente!

Continuare a chiudere gli occhi, come primo responsabile della tutela dei cittadini, su danni arrecabili alla loro salute e qualità della vita, combacia d’altra parte con una gestione politica che quotidianamente comunica programmi di eccellenza e attenzioni a favore di tutti quando invero sono solo per pochi.

 

 

                                                                                                           Il Consiglio Direttivo

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