bacheca social

FAI UNA DONAZIONE





Sostieni questo progetto


DONAZIONE

A tutti i nostri lettori . Andremo dritti al punto: vogliamo chiederti di proteggere l’indipendenza dello Specchio Magazine. Dipendiamo da donazioni di 10 € in media ma solo una piccola percentuale dei nostri lettori ci sostiene. Se tu e tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donaste 10 €, potremmo permetterci di far crescere l’Associazione lo Specchio e le sue attività sul territorio. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è il prezzo di una colazione o di una rivista nazionale. Questa è la maniera più democratica di finanziarci. Con il tuo aiuto, non negheremo mai l’accesso a nessuno. Grazie.
aprile: 2016
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Dialoghi in corso. Messaggio positivo di integrazione all’incontro organizzato dallo Specchio sul traffico di esseri umani e migranti.

specchio

specchio

di Emanuela Cocchia
E’  iniziato con la narrazione di un viaggio, l’incontro – dibattito promosso dall’associazione “Lo Specchio” per presentare il nuovo romanzo di Zef Mulaj “ Lo sguardo oltre i confini. Le porte oscure del traffico umano”.

La voce suadente di Giovanni Russo, accompagnata dalle note malinconiche della chitarra di Marco Sonaglia, ha subito catapultato il pubblico su una spiaggia albanese dove, tra la paura e la speranza, sarebbe iniziato il viaggio del protagonista Giorgio e di tanti altri suoi connazionali.

Una voce narrante che colma l’animo dei presenti di profonda tristezza con il racconto della ragazzina malata che non riuscirà a salire sul gommone, vedendo svanire il suo sogno e la sua vita, ancor prima di lasciare la propria terra.

13006651_10206772332563278_6099217964902453271_n

Quello di Zef Mulaj è si un romanzo , ma che trae la sua forza  da quelle storie profondamente umane  di immigrazione e clandestinità che hanno contraddistinto anche il popolo albanese. L’autore condanna la criminalità organizzata ma esprime anche un senso di ammirazione verso i suoi conterranei che hanno affrontato un destino difficile, a volte tragico, per realizzare un progetto di vita.

Il dibattito è proseguito con l’intervento del Prof. Carotenuto, docente di storia contemporanea, che ha riportato alla memoria dei presenti il primo vero esodo che l’Italia si trovò ad affrontare nel 1991, con lo sbarco di oltre 27.000 migranti albanesi sulle coste pugliesi.

Migliaia di profughi fuggiti da un paese in crisi verso quello che pensavano fosse la terra promessa. L’Italia però  non era pronta a questa emergenza umanitaria e fu così  che si passò a considerare queste migliaia di persone, chiuse inizialmente  nello stadio di Bari, da migranti da aiutare ad invasori di cui avere paura.

Dopo 25 anni, la realtà dell’immigrazione è percepita con una diffidenza e una paura ancora più accentuate da parte degli italiani.

Proprio per questo il messaggio positivo di integrazione e di realizzazione delle proprie aspirazioni che lo scrittore trasmette è decisamente importante.

Il concetto di  conoscenza intesa come unica arma per sconfiggere la paura dell’altro , del resto, è sapientemente riassunto nelle parole di una famosa canzone di Fiorella Mannoia:

13051519_10206772335323347_5561540748049657507_n“Non è un film quello che scorre intorno, che vediamo ogni giorno, che giriamo distogliendo lo sguardo. Non è un film e non sono comparse le persone disperse sospese e diverse da noi e lo sfondo, e il resto del mondo che attraversa il confine ma il confine è rotondo, si sposta man mano che muoviamo lo sguardo….”

Sta a noi, uscire dal film, e calarsi conseguentemente in una realtà sociale che non può prescindere da sentimenti di solidarietà e rispetto delle vite umane.

 

Invia un commento

Puoi utilizzare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>