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Arte.it La nuova App Magnus per l’arte

L'app Magnus

L’app Magnus

Niente più segreti per il mercato dell’arte. È in arrivo Magnus, una nuova app mobile gratuita che permette di fornire istantaneamente i dati sui prezzi delle opere d’arte contemporanea. L’utente può scattare la foto di un’opera con un dispositivo mobile e in pochi secondi, Magnus fornisce il nome dell’artista, il prezzo di galleria, l’ultimo rivenditore, il prezzo su base d’asta di altri lavori, la storia dell’artista, dopodiché si potrà condividere l’immagine via SMS, e-mail, Instagram, Facebook e altri social media. La tecnologia è simile a quella di Shazam, che “ascolta” la musica per poi fornire i titoli delle canzoni, e Vivino, che legge le etichette di vini e rivela le valutazioni del ristorante.Soddisfatto l’imprenditore Magnus Resch, autore del libro Management of Art Gallery e creatore della app, perché questa applicazione porterà maggior trasparenza sul mercato dell’arte, e quindi libera circolazione delle informazioni,con la possibilità di dare a numerose persone,con un buon potenziale per comprare, l’accesso al mercato di alto livello da cui ora sono escluse. “Non è un’app creata per i miliardari, ma per tutti coloro che sono interessati all’arte. Questa non è una piattaforma di vendita. Il nostro obiettivo è di fornire l’accesso al mercato dell’arte e la sua democratizzazione.” Ha dichiarato Resch. Secondo il gallerista Giuseppe Compare, specializzato in Economia dell’Arte, “Resch punta al mercato elitario dove la riservatezza dei prezzi e la confidenzialità con il collezionista è massima, perché il prezzo è in funzione non solo alla quotazione dell’artista ma anche del potere del collezionista oltre all’eventuale acquirente che potrebbe esse un museo o una fondazione; la nuova app rappresenta una sfida per il ruolo fondamentale del gallerista di manovrare i prezzi secondo le circostanze; ed è proprio qui che il potenziale esplosivo di Magnus potrebbe far saltare il banco!” Ma la sfida più grande è l’aggiornamento del database dove è fondamentale il diretto intervento dello spettatore, il “lavoratore inconsapevole”, per dirla alla Deboard. Sarà lui a provvedere soprattutto per il continuo ampliamento, contando sulla cooperazione e sulla diffusione capillare di smartphone e tablet. Come? Scovando il prezzo dell’artista esordiente o dell’illustre sconosciuto e condividerlo all’istante. L’app Magnus è ancora in fase sperimentale e funziona solamente a New York, ma presto arriverà a Londra e Berlino oltre che essere estesa su Android e Windows. Da qui il passaggio sui social network sarà immediato e chiunque potrà scaricarla. Resch passerà alla storia come colui che ha disintermediato la merce più preziosa che hanno in mano i galleristi. Ci riuscirà? Certo è che attorno a lui si alzeranno molti muri.

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