In qualità di Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Porto Recanati, ritengo doveroso intervenire nel dibattito pubblico sulla realizzazione del nuovo asilo nido finanziato con fondi PNRR.
Porto Recanati è uno dei pochi comuni in controtendenza sotto il profilo demografico. I dati certificano una crescita che richiede programmazione, servizi e visione. In questo contesto, investire in un asilo nido non è una scelta ideologica, ma un atto di responsabilità amministrativa.
Le dichiarazioni del consigliere Rovazzani, secondo cui sarebbe stato preferibile distribuire contributi economici alle famiglie anziché costruire una struttura pubblica, rappresentano una visione miope e demagogica. Seguendo lo stesso ragionamento, si potrebbe sostenere che, anziché aprire un pronto soccorso o costruire un ospedale, sarebbe più “conveniente” consegnare direttamente ai pazienti un contributo economico per curarsi in una clinica privata. È evidente a chiunque che questa non è la funzione di un ente pubblico. Il vero sostegno alle famiglie non si esaurisce in un trasferimento monetario temporaneo: si realizza attraverso servizi pubblici stabili, qualificati e accessibili. Un asilo nido comunale significa garantire pari opportunità, qualità educativa certificata e tariffe calmierate. Significa sostenere concretamente la genitorialità e l’occupazione femminile.
Ancora più sorprendente è l’affermazione del consigliere Piscitelli, secondo cui un asilo nido non servirebbe perché il paese non crescerebbe demograficamente. Evidentemente c’è una scarsa conoscenza della realtà sociale cittadina nel 2024 abbiamo avuto 87 nascite, nel 2025 sono state 101.
Le consigliere Ubaldi e Sabatini, a nome del centro-destra unito, sostengono che, in un Paese che invecchia, si sarebbero dovuti realizzare centri per anziani anziché un asilo nido, definendo l’opera una “cattedrale nel deserto”. È una posizione contraddittoria: non si può, da un lato, dichiarare di voler sostenere le famiglie e, dall’altro, ostacolare la creazione di servizi essenziali per l’infanzia. Le politiche demagogiche mostrano qui tutta la loro incoerenza.
Sostenere le famiglie significa rafforzare il sistema pubblico, non depotenziare i servizi collettivi in favore di soluzioni privatistiche. È singolare che si definisca “cattedrale nel deserto” una struttura che sorgerà a poche centinaia di metri da un asilo privato già attivo: una presenza che dimostra come in quell’area la domanda di servizi educativi per l’infanzia sia concreta e attuale. La vera questione, piuttosto, è se l’offerta debba essere lasciata esclusivamente all’iniziativa privata o se il Comune debba esercitare fino in fondo il proprio ruolo, garantendo un presidio pubblico capace di assicurare accessibilità, equità tariffaria e standard qualitativi uniformi.
È legittimo avere una visione che attribuisce al privato un ruolo prevalente nel sistema educativo; meno coerente è contestare un investimento pubblico che nasce proprio dall’esigenza di affiancare e integrare l’offerta esistente, evitando che il sostegno alle famiglie si traduca unicamente in un trasferimento indiretto verso strutture non pubbliche.
Quanto ai costi dell’opera, essi sono perfettamente in linea con i prezziari aggiornati, che hanno registrato incrementi significativi a seguito dell’aumento dei costi delle materie prime e delle dinamiche innescate dal Superbonus 110%. Chiunque abbia affrontato lavori edili negli ultimi anni sa bene quanto siano lievitati i prezzi. La differenza sta nella qualità: noi vogliamo realizzare una struttura moderna, efficiente dal punto di vista energetico, sicura e salubre, evitando gli errori del passato che hanno portato alla costruzione di edifici scolastici con infiltrazioni, carenze strutturali o problemi di umidità nel giro di pochi anni.
Definire l’asilo una “cattedrale nel deserto” significa ignorare la realtà urbana e la programmazione complessiva. Inoltre, l’amministrazione sta approvando la variante relativa all’area ex Zanella, che consentirà l’alienazione e la riqualificazione urbanistica complessiva della zona, integrando l’intervento in una visione organica di sviluppo.
Questa amministrazione non governa inseguendo slogan, ma programmando servizi per una comunità che cresce. Investire nell’infanzia significa investire nel futuro di Porto Recanati. Ed è esattamente ciò che stiamo facendo, con responsabilità, trasparenza e visione.



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