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La petizione di Andrea Crisanti su Change.org per le liste di attesa: un piccolo grande passo per un servizio più equo

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Crisanti

Le liste d’attesa interminabili rappresentano un problema estremamente grave nel nostro Paese, a causa del quale sempre più cittadini, soprattutto a basso reddito, rinunciano a curarsi. Per questo, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Firma anche tu la petizione per far approvare questa legge che restituisce l’accesso paritario alla sanità pubblica per tutti i cittadini.

In molti casi i tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie (procedure diagnostiche ed interventi in elezione) a carico del Servizio Sanitario Nazionale attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP) sono molto superiori a quelli prenotabili in intramoenia nell’ambito della stessa azienda sanitaria. Non è infrequente che il cittadino debba attendere diversi mesi per effettuare una ecografia di controllo con il SSN mentre a pagamento, in intramoenia, la stessa procedura possa essere eseguita in pochi giorni.

L’”intramoenia” è una istituzione che consente ai medici ospedalieri del SSN di esercitare la libera professione al di fuori del normale orario di lavoro, utilizzando le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale a seguito del pagamento da parte del paziente di una somma aggiuntiva rispetto al ticket. Le prestazioni sono generalmente le stesse che il medico deve erogare sulla base del suo contratto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale, purché queste non entrino in conflitto o non pregiudichino l’attività pubblica. Quando fu introdotta più di trenta anni fa, l’obiettivo era da un lato quello di consentire al paziente di scegliere il professionista che preferiva e, dall’altro, tutelare il diritto alla libera professione del medico.

Oggi l’intramoenia viene percepita come socialmente odiosa a causa delle ingiustificabili e sostanziali differenze nei tempi di attesa tra una prestazione nel pubblico e una in regime di intramoenia, offerte dal CUP al cittadino. Dietro compenso, chi può permettersi di pagare le cure di tasca propria ottiene visite e prestazioni. Un’asimmetria inaccettabile. Questo fenomeno va urgentemente regolamentato per evitare abusi o storture legate più al modello organizzativo del presidio che alla scelta di medici o pazienti.

Obiettivi del progetto di legge: 1. Garantire al cittadino, nel caso in cui i tempi di attesa del CUP superino del 50% quelli dell’intramoenia, l’accesso automatico e gratuito alle prestazioni in intramoenia attribuendo le spese all’azienda sanitaria.

2. Prevenire abusi e/o difetti di gestione: nel caso in cui i tempi di attesa per le prestazioni in regime ordinario (CUP) siano superiori del 75% a quelli per l’erogazione di prestazioni intramoenia, questa viene momentaneamente sospesa per comprendere le ragioni di questa asimmetria e fino al suo riequilibrio.

Nel caso questo disegno di legge fosse approvato, il cittadino avrebbe accesso immediato alle prestazioni in intramoenia a spese dell’azienda e senza costi aggiuntivi, eliminando qualsiasi procedura burocratica. La legge permetterebbe, allo stesso tempo, di identificare e segnalare tempestivamente agli organi amministrativi delle aziende sanitarie situazioni anomale che richiedono correttivi.

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