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Voglio che ti resti il mio disprezzo come sola mia eredità”. Ancora atrocità nella guerra in Ucraina.

FxiaHCkWwAADCMfLa canzone italiana piace molto al popolo russo. Senz’altro molti conoscono questo verso, estrapolato dalla ben nota canzone “Cara droga” di Franco Simone. Fuor di metafora, la droga è la guerra fratricida e scellerata, scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina. La chiamano Spedizione Militare Speciale, una sorta di Spedizione Punitiva, come aveva fatto l’impero austro ungarico contro l’Italia, rea di aver tradito la Triplice Alleanza per la Triplice Intesa. Purtroppo, nel 2023, abbiamo ancora a che fare con la storia del XX secolo e la prima guerra mondiale. Non per nostra scelta ma per quella del Cremlino. In cento anni, la Federazione Russa non è cambiata affatto. Era così ai tempi della Russia zarista, dell’Unione Sovietica, oggi è la stessa.

Vladimir Putin, Dmitry Medvedev, Dmitrij Sergeevič Peskov, Sergej Viktorovič Lavrov, Marija Vladimirovna Zacharova, Sergej Razov. Molti di loro hanno occhi bucati, “guance gonfiate davanti alle telecamere”, postura da bulli, sguardi torvi, facce inqualificabili, tutto l’armamentario di gente disperata e falsa. Raccontano menzogne. Il più chiacchierone è Sergej Razov, quando era ancora ambasciatore della Federazione Russa in Italia. Raccontava della mano tesa e della vipera che la morsicava. La mano tesa era, secondo lui, quella della Russia che aveva inviato in Italia un contingente di medici e militari, più i secondi che i primi, per soccorrere il nostro paese nei giorni dell’epidemia da Coronavirus.

Schierandosi in difesa dell’Ucraina, l’Italia sarebbe diventata la vipera che morde la mano della Federazione Russa. Migliaia di famiglie italiane hanno aiutato tanti ex ragazzi di Cernobyl che avevano bisogno di mare e di sole, dopo il disastro nucleare. Ricordo di averne conosciuto uno qui a Civitanova Marche in una estate di tanto tempo fa. Correvano i primi anni novanta del secolo scorso. Il ragazzo proveniva dalla Bielorussia. Rimase per un mese. Era arrivato con due buste, in una aveva due ricambi di biancheria, in un’altra una felpa. Ritornò a casa con due zaini pieni di vestiti, con una borsa colma di ogni ben di dio e non contenti di ciò gli regalammo anche una Play Station. In casa mangiava come uno che non aveva mai visto niente. Sergej Razov non doveva parlare di mano tesa e di vipera. Mettiamo pure che l’Italia sia stata aiutata dalla Federazione Russa, per questo doveva accettare la prepotenza, starsene zitta, o schierarsi dalla parte dell’aggressore.

Notizia del 31 maggio 2023 appresa da Internet.

“La foto del nonno che veglia sul cadavere della nipote a Kiev è straziante: morta con la madre sotto le bombe. Una bimba di 9 anni è morta sotto le bombe insieme a sua madre, mentre era a casa: la foto del nonno che veglia sul cadavere. Un dolore straziante. Sta facendo il giro del mondo l’immagine di un nonno seduto per strada a Kiev, con lo sguardo disperatamente rivolto in basso, verso la coperta di stagnola che copre il corpo senza vita della sua nipotina di 9 anni. Il cadavere è appoggiato su un muro scrostato: la piccola è stata uccisa insieme a sua madre in uno degli attacchi missilistici della Russia.

Mykhailo Podolyak, uno dei consiglieri del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’ha rilanciata e commentata: “Una foto difficile da guardare. Ma è necessario. E di nuovo. E ancora, e ancora”. Quindi, la descrizione: “Un nonno siede davanti al corpo di una bambina di 9 anni coperta dalla stagnola, morta dopo l’ennesimo attacco missilistico notturno russo su Kiev. Testimoni oculari hanno detto che l’uomo è rimasto accovacciato sul corpicino della nipote finché uno dei suoi vicini non gli ha portato una sedia. Non può allontanarsi. Non riesce a capire. Non riesce a respirare. Ha perso la vita”.

Podolyak aggiunge che la bimba ha perso la vita nel “19° attacco terroristico russo nella capitale ucraina dall’inizio di maggio. Si tratta di un altro promemoria al mondo che il ‘mondo russo’ non porta altro che morte e distruzione. Questa non è una guerra per il territorio o per interessi geopolitici. Questa è una guerra tra le forze del bene e del male assoluto, dove la linea di demarcazione tra i due mondi è al confine con l’Ucraina. È tutto molto chiaro. Tutto è registrato in questa foto raccapricciante“.

E ancora: “Il bene deve prevalere, le forze del male devono essere punite e l’umanità deve trarre conclusioni. Altrimenti, il mondo moderno, con tutti i suoi valori umanistici, giacerà sotto i riflettori, e accanto ci sarà una sedia vuota di un futuro perduto”.

Quindi, la chiosa: “La Russia deve perdere. L’Ucraina deve ricevere immediatamente tutte le armi. Putin, Lavrov e altri rappresentanti del regime russo non dovrebbero promuovere la violenza gonfiando le guance davanti alle telecamere, ma presentandosi a L’Aia” (Simone Vazzana, Linkedin Twitter ).

Simone Vazzana è giornalista professionista, caporedattore di Virgilio Notizie: ho lavorato per La Repubblica, La Stampa, Sky, Il Manifesto, Ansa, Rai e QuiFinanza. In passato mi sono occupato anche di Social Media Management e Copywriting in varie agenzie di comunicazione (Hub09, Doing, WPP).

Voglio terminare questo mio modesto contributo con una poesia dedicata ad una delle mie nipotine: “Il nonno con il passo lento, / tu che saltelli felice e / godi del momento. / Stringi la manina nella sua / e ti lasci guidare dal gigante, / un gigante buono, / che vede nella tua vita il nuovo / l’ultima parte della sua / la dona a te” ( A. Tontodonati).  Tutto il mio affetto e la vicinanza vanno al nonno di Kiev, che ha perso la propria nipotina con la sua mamma nel corso di un attacco missilistico russo. La mia condanna va a chi si è macchiato di questo crimine.

Raimondo Giustozzi

 

 

 

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