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Libri. Sei nuove recensioni per fine estate

Tersite Rossi fonte internet

Tersite Rossi fonte internet

di Valerio Calzolaio

Chroma. Storie degeneri
Tersite Rossi
Racconti
Les Flâneurs Bari
Pag. 187 euro 15
Valerio Calzolaio

Calabria e molto altro. Prima e dopo. Racconto blu, sulle Alpi italiane circa “fra 84 anni”, nel 2016. Nella Nuova Era Climatica la superficie delle terre emerse s’era ridotta della metà rispetto a mezzo secolo prima, a causa dell’innalzamento enorme e repentino del livello del mare; i Poli, semplicemente, erano scomparsi; le terre rimaste s’erano rivelate per larga parte inabitabili, a qualunque altitudine nella fascia tropicale, al di sotto dei mille metri di quota nelle due fasce temperate, australe e boreale. Da oltre ottant’anni sul pianeta si confrontavano sempre i noti due modelli: quello più antico, il gilanico, mutuale egualitario pacifico, quello degli ultimi tremila anni, l’androcratico, competitivo diseguale violento. Si susseguirono anche enormi ondate migratorie e almeno due Guerre Civili Globali, disastri e conflitti hanno già provocato la morte di 9 dei 10 miliardi dei sapiens presenti sul pianeta. Da tredici anni sembrano aver definitivamente vinto i Signori della Cenere, i pochi Alati che vivono in alto sotto cupole sfruttando i tanti ignari sottomessi Terreni, ai quali hanno cancellato ogni ricordo, ma da qualche parte resistono i seguaci della Grande Madre, che forse vivono sotto, nelle Terre Desolate. Tramite un piccione due quindicenni riescono a entrare in contatto, sono Greta, fresca e desolata, ed Emilio, ribelle terreno quasi alato: “La verità sta già correndo, e la rivolta è prossima. Andate avanti e lottate. C’è speranza. Perché loro hanno paura”. Ecco un interessante racconto distopico, il terzo di una bella compatta riuscita raccolta di sei.
Tersite (antieroe omerico) Rossi (uomo della strada) è un collettivo di scrittura (prevalentemente due, Mattia e Marco) con all’attivo già quattro notevoli romanzi d’inchiesta sulla sera della “trattativa” Stato-Mafia, sui Sinistri della deriva assolutista, sulla grande crisi economico-finanziaria esplosa nel 2007-2008 (causata dall’interessata finanza speculativa) e sulle conseguenti dinamiche aggiornate del neoimperialismo e del neoterrorismo, jihadista e brigatista. Ecco ora alcuni dei racconti inediti “ammonticchiati” in dieci anni di sodalizio, quello racconto riassunto riprende temi e dialettica del secondo romanzo (“I signori della cenere”), gli altri non sono ambientati nel futuro e descrivono avventure estreme con sagacia e ironia, giocando fra titolo colorato (da cui il titolo) e generi letterari (da cui il sottotitolo). In esergo Pavese: “Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori”. Qui troverete con stile affinato e attenta scrittura: un prologo bianco, “Le mille e una Camel” (brevissimo); “L’uomo perduto”, un nero fantasy horror noir ambientato in una gola di montagna dalle parti della Sila; il blu fantascientifico; il giallo (quasi) giudiziario “Quasi niente sbagliato”, ambientato in provincia con tanti ragazzi speciali; il rosa “Non pensare all’erezione”, simpatica autobiografia girata da un gran divo porno; il rosso storico “La catena”, con un recente spietato impossibile riscatto fra Usa, Afghanistan e Italia. Si comincia, non a caso, con l’ultima ballata dei Killers. Godibile.

v.c.

Recensione L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi

L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi
Giovanni Di Marco
Romanzo di formazione
Baldini+Castoldi Milano
2022
Pag. 430 euro 20
Valerio Calzolaio
Castelverde del Golgota. 1981-1988. L’improvvisa tragedia della famiglia Deogratias accade nella primavera 1981, Tonino ha poco più di sette anni, muore l’adorata madre partorendo il fratellino più piccolo, Salvatore, e vengono stravolte la sua esistenza quanto quella del padre e della sorella maggiore, entrambi molto silenziosi. Il funerale si svolge il 13 maggio, a un certo punto della cerimonia in chiesa arriva la notizia dell’attentato al papa, Giovanni Paolo II, il polacco Karol Józef Wojtyla (1920-2005). Il ragazzino va a vivere a casa degli zii, la sorella della mamma Nunzia e Saro; padre e fratelli hanno i loro guai; dorme da solo nel letto e nella stanza che erano stati del cugino Santino, sposatosi l’anno prima e residente nella vicina Palermo; è costretto a confrontarsi con le loro abitudini e convinzioni. La via è stretta, proprio di fronte abita la bellissima 24enne Tania, fianchi esili e occhi verdi, madre tedesca morta e amato padre a Calatafimi; il geloso marito Alfredo è quasi sempre fuori paese, così Tania “adotta” il piccolo disperato orfano, lo aiuta con i compiti, ne raccoglie le confidenze e contiene gli umori, ne capisce il fastidio e l’opportunismo per la compassione acritica. Il precoce Tonino è tifoso della Juve e grande appassionato di calcio (pure giocato), conosce squadre risultati giocatori, la madre gli aveva insegnato a leggere a cinque anni. Nell’estate del 1982 lo mandano al catechismo e poi a fare il chierichetto, in parrocchia subisce le attenzioni di Padre Alfio che porta lenti spesse e parla con la lingua di pezza, lo aveva già soprannominato Gatto Silvestro. Ben presto il prete lo violenta psicologicamente e fisicamente, condizionandolo ad accettare un rapporto pedofilo senza dire niente a nessuno. Non proprio subito, ma Tania se ne accorgerà e troverà il modo di reagire; Tonino crescerà così fra sogni della madre e brutti incubi, silenzi e paure, crisi di febbre e mancamenti, attacchi di rabbia o cattiveria, fino alla pubertà e all’adolescenza.
Il bravissimo giornalista sportivo Giovanni di Marco (Palermo, 1975) esordisce ottimamente nel romanzo, ambientandolo in un paesino che ricorda il luogo dove serenamente risiede da anni con la famiglia (Marineo), pur trattando una storia che potrebbe essere avvenuta quasi ovunque ed è purtroppo variamente avvenuta in migliaia di altri contesti geografici. Con stile e ritmo, la narrazione è in prima persona al passato. Tonino racconta la propria esistenza da 7 a 15 anni, le ferite che ha subito e quelle che ha inferto, non sappiamo perché sia stato indotto a parlarne e scriverne, certo una molla gli scatta il 25 marzo 2003, mentre 22enne sta lavorando in un grande magazzino di Monaco, in Germania, quando lo chiamano dalla casa siciliana e gli suggeriscono di comprare l’Osservatore Romano che quel giorno pubblica una breve notizia sul cordoglio di Giovanni Paolo II per la morte di Hans Hermann Groër (1919-2003). Lui sa bene che il reverendissimo cardinale arcivescovo di Vienna dal 1986 al 1995 (poi emerito) era un pedofilo acclarato, che abusò di oltre duemila bambini e ragazzi quando era in funzione e fu denunciato da alcuni benedettini anche successivamente al ritiro in monastero. Infatti, Tania è la sorella di uno di loro, Tonino scopre casualmente centinaia di lettere del fratello Marco, a sua volta violentato da Groër a Hollabrunn e St. Pölten dalla fine degli anni Settanta (ne leggiamo alcune inviate fra il maggio 1982 e l’agosto 1988, in parallelo con le vicende a Castelverde). Il titolo deriva dall’infantile emotivo odio del protagonista per i polacchi ovunque collocati e i ceci comunque cotti, un’associazione mentale con oltraggi e morte, confermata dai casi della vita. Il corposo romanzo è molto bello, mai noioso o pedagogico o pedissequamente cronologico. Riapprendiamo quanto sia assurdamente difficile combattere la pedofilia sia per le colpe delle gerarchie oggettivamente complici (tramite le missive dall’Austria abbiamo una precisa ricostruzione storica di come la Chiesa Cattolica abbia sempre messo a tacere i misfatti con la scusa di evitare scandali) sia per le dinamiche sociali nelle piccole comunità (Tania si attiva senza successo per una denuncia, bisognosa di “prove”, che rischia comunque di rendere ancor più drammatica la vita delle vittime). Ma soprattutto seguiamo la crescita e la “formazione” di un uomo ipersensibile nell’approccio con il dolore e nella scoperta degli altri umani (parenti, avventori del bar, amici, ragazzine, compagni di scuola e gioco) oppure dei modi di dire e chiacchierare, del giocare e dell’apprendere, dei cambiamenti fisici ed emotivi, del fumo e del sesso; presto diventa spesso prepotente cinico crudele violento, senza una dinamica di meccanica causa-effetto fra la fase di traumi occorsi (prima parte) e quella di traumi indotti (seconda). Segnalo la forma mentis del miserabile, a pag. 33. La recita frequente dell’Io confesso lo autoassolve ma non modifica i processi. E Sciascia spiega la paura. Passito di Pantelleria e congrua musica al juke-box (Tania preferisce Vasco).
v.c.

Recensione Carbon Almanac

Carbon Almanac. Guida al cambiamento climatico
Seth Godin (cura e prefazione)
Traduzione di Isabella Riva e Stefano Viviani Stogi
Scienza
Roi, Macerata e Milano
2022
Pag. 339 euro 25,90 (grande formato)
Valerio Calzolaio

Pianeta contemporaneo. Per più di un secolo, abbiamo avuto la possibilità di estrarre energia dalla terra praticamente gratis, sfruttando altri umani. Abbiamo utilizzato quel carburante economico per costruire il mondo che ci circonda, abbiamo realizzato cose straordinarie, sprecato risorse preziose e fatto parecchi casini. Il “Carbon Almanac”, la raccolta sintetica di quanto si sa su passato, presente e futuro del cambiamento climatico. è stato creato da oltre trecento volontari (scienziati, ricercatori, imprenditori, scrittori) residenti in oltre quaranta nazioni (dal Benin ai Paesi Bassi, dall’Australia a Singapore), coordinati dall’eclettico scrittore e curioso imprenditore statunitense Seth Godin (Mount Vernon, New York, 1960). Il volume in grande formato ha un approccio multimediale ed è corredato da tabelle, dati, schede, citazioni, illustrazioni, e ottimamente organizzato in circa duecento voci (un linguaggio informativo, chiaro e semplice) con adeguati indici finali.

v.c.

Recensione Cari agli dèi

Cari agli dèi
Goffredo Fofi
Racconti biografici
Edizioni e/o Roma
2022
Pag. 157 euro 15
Valerio Calzolaio

Il grande colto maestro elementare e irrequieto motore intellettuale Goffredo Fofi (Gubbio, 1937) ricorda belle personalità in “Cari agli dèi”, a partire da uno spunto di Aldo Capitini sulla “compresenza dei morti e dei viventi”: uno splendido testo, indispensabile per rammentare bene. Inizia dai ragazzi ammazzati tra i martiri del nazismo nel giugno 1944, solo per far numero. Indica poi i nomi, racconta chi erano, come e dove li incontrò, perché la loro storia tocca punti nevralgici della società contemporanea: Ezio (un ragazzino goffo e incerto della loro “banda”, morto per un incidente, occasione per riflettere sui preti), Placido (Rizzotto), Rocco (Mazzarone), e poi Panzieri, Lanzardo, Rieser, Michèle Firk, Pinelli, “Sergio” (occasione per parlare di tanti, compreso Rodari), Campanile, Fausto e Iaio, “Pasticca”, Impastato, Flores d’Arcais, Rostagno, Lombardo-Radice, don Diana, Lucio (per segnalare meglio Capodarco), Mariateresa Di Lascia, Langer e tanti altri fino a Leogrande.

v.c.

Recensione La compagnia delle piante

La compagnia delle piante
Ludovico Del Vecchio
Noir Green
Elliot Roma
2017
Pag. 189 euro 13,50
Valerio Calzolaio

Modena. 2015. “La compagnia delle piante” è il primo romanzo di una serie giunta al quarto, imperniata sul poliziotto Jan De Vermeer, italo-belga, un metro e ottanta per ottanta chili quasi di soli muscoli (faceva arti marziali), ecologista militante (aveva interrotto gli studi di veterinaria). Depresso e gran bevitore da sei anni per la scomparsa del cane Pagliuca, lo vediamo mentre incontra la bella assistente sociale Anna (con grande cicatrice), anche lei in bici. Dopo alcuni brutali omicidi, Jan riceve una lettera dal serial killer e deve rallentare il guerrilla gardening, la crociata personale per recuperare aree trascurate e fare compagnia alle piante (da cui il titolo). Il medico veterinario e scrittore Ludovico del Vecchio (Modena, 1957) ha inventato un’originale cruenta odorosa serie di romanzi verdenero o green thriller, in parallelo con saggi di botanica. I protagonisti sono tanti e la narrazione è in terza molto varia, pur se il perno è il poliziotto, visto il genere.

v.c.

Recensione Sarti Antonio e l’amico americano

Sarti Antonio e l’amico americano
Loriano Macchiavelli
Giallo
Einaudi Torino
2022 (1° ed. Garzanti-Vallardi 1983)
Pag. 239 euro 16
Valerio Calzolaio

Bologna. 1982, quarant’anni fa circa. Uno studente americano, ricco e stimato, vola nudo dalla finestra del suo appartamento al terzo piano. Accorrono l’ispettore capo Raimondi Cesare e il sergente Sarti Antonio, il primo non ha dubbi sul suicidio, così va l’iniziale rapporto. Ma l’archivista e Rosas (il talpone) manifestano dubbi e si finisce per rimestare in uno scandalo di proporzioni internazionali. Alla grande Loriano Macchiavelli (Bologna, 1934) in “Sarti Antonio e l’amico americano”! Nel tempo sono cambiati i riferimenti per giudicare persone e avvenimenti, costumi e ideologie, Bologna e contesto tecnologico. Restano l’inventiva, il senso dell’ironia, l’ampia visione degli avvenimenti, l’ottima ricerca di temi interessanti da innestare nel romanzo, le straordinarie qualità narrative del maestro del giallo noir italiano, qui già alla decima avventura del suo delizioso mitico protagonista. Vale la pena rileggere quei giorni raccontati da chi li ha vissuti con acume e passione.

v.c.

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