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Libri. Nuove recensioni librarie

Tom Lin Fonte internet

Tom Lin Fonte internet

di Valerio Calzolaio

Ferrovia di sangue
Tom Lin
Traduzione di Alfredo Colitto
Noir
Einaudi Torino (orig. The Thousand Crimes of Ming Tsu, 2021)
2022
Pag. 311 euro 18
Valerio Calzolaio

Da Corinne (Utah) a Reno (Nevada) e Sacramento (California). 1869. Ming Tsu è un cinese alto e grosso, un orfano che non ha mai conosciuto i genitori, capelli e occhi neri, niente coda, 1,79 metri per 82 chili, pieno di cicatrici, bruciature e tagli guariti a metà. Uccise all’incirca duecento volte prima di fidanzarsi e furtivamente sposarsi con Ada, d’essere malmenato quasi a morte e reso schiavo dal padre di lei, d’aver lavorato duramente per un paio d’anni sulle Sierras alla costruzione della ferrovia pur di ritardare la morte del suo tutore Silas Root, di fuggire e iniziare a vendicarsi da pericoloso fuorilegge, presto con un’alta taglia sulla testa. Ora a Corinne ha appena eliminato il primo della sua lista, Judah Ambrose, ex reclutatore di operai per la Central Pacific; si dirige verso il Lago Salato per ammazzare il bersaglio successivo, James Ellis, un altro cinico caposquadra, gli spara davanti agli sfruttati cinesi al lavoro sui binari. E riparte; ormai è “un uomo senza vincoli”; a quel punto toccherebbe anche a uno sceriffo e a un giudice; pensa che alla fine ritroverà la moglie e staranno insieme. Con lui ora viaggia il Profeta, vecchio compatriota coolie cieco, capace di esprimersi per enigmi, facendo comunque capire prima dove si troveranno guai e se l’interlocutore morirà (Ming forse no, sempre che riesca a combattere libero). A Elko si fermano in una pensione, Ming esce in cerca di vizio e liquori, li trova e si perde per le strade deserte. Una donna lo invita in un tendone dove sta per iniziare uno spettacolo di magia, ne conosce confusamente gli strabilianti interpreti, dopo rocamboleschi miracoli e scontri i due cinesi si aggregano al loro percorso, denso di avventure e morti. Fino alla fine.
Premiato romanzo d’esordio per il giovanissimo Tom Lin (Pechino, 1996). Quando aveva quattro anni la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti (a New York) e, nella nuova patria, si è laureato in letteratura inglese (in California), avviando poi la carriera di scrittore. Il titolo italiano sottolinea l’epopea di sfondo: la storica lenta impervia (geograficamente) terribile (socialmente) costruzione della parte occidentale della prima ferrovia transcontinentale americana, nella quale lavorarono tanti cinesi, poveri e malpagati, spesso morti in corso d’opera. Il titolo americano fa, invece, riferimento all’indiscusso protagonista della narrazione (in terza fissa), che ripercorre la strada ferrata per ricominciare a uccidere, questa volta non per mestiere ma per vendetta, ladro e killer a suo modo onesto. Siamo in montagna e nel deserto, fra gli animali di quegli ecosistemi (compresi vipere e puma, benevoli), a piedi o a cavallo, giusto una bisaccia sulle spalle e armi letali addosso (pistole o lungo accudito preferito chiodo), frequentemente con sangue addosso e fame dentro. Il Profeta sa molto sulla terra (al di là dei calcoli umani) e sui fossili antichi trovati per caso: “tutte le terre una volta erano state altrove, perché il pianeta girava e si muoveva continuamente, senza che nulla avesse mai un luogo fisso”. Sogni, ricordi, incubi e “ricordi sognanti” affollano la mente di Ming lungo il percorso, insieme alla necessità di far fuori ogni ostacolo, impersonato pure da indiani e ferrovieri: ho contato oltre una trentina di ostacoli morti ammazzati al di fuori di quelli della lista. Del resto, anche Hazel, la bella vedova dello spettacolo, era stata indotta a un omicidio. Torcibudella ogni volta che si può non bere acqua (difficile da trovare). Non è male intonare spesso nenie e ninnenanne: canzoni senza senso, senza ritmo, fatte per essere cantate lentamente e a bassa voce.

v.c.

Recensione Torino Nouvelle Vague

Torino Nouvelle Vague
Franco Ricciardiello
Giallo (cinematografico)
Todaro Lugano
2022
Pag. 244 euro 16
Valerio Calzolaio
Torino. Ottobre 2008. All’Hotel a cinque stelle Duc d’Aoste et de Chambéry soggiornano molte delle personalità ospiti del festival cinematografico della Nouvelle Vague, soprattutto registi, attori e relativi accompagnatori. Il sabato sera al Museo del Cinema si svolge proprio la splendente sfarzosa Nuit Blanche, premi e discorsi importanti. Quando tutti insieme tornano in albergo viene assassinata Alma Sofi Jensen Falk, famosa attrice francese 68enne, nata in Svezia e con cittadinanza italiana, da tutti conosciuta come Sophie Alma, il suo primo marito era stato l’immenso anziano Jean-Simon Leclercq, occhiali dalla montatura di celluloide nera e pochi capelli grigi pettinati in tutte le direzioni, anche lui presente con la nuova compagna. Arrivano i poliziotti, il cadavere si trova nell’ampia stanza all’ultimo piano, medico legale e scientifica compiono le iniziali verifiche, prima dell’alba prende in mano la situazione il commissario Mauro Ferrando, i giornalisti non sono ancora arrivati ma non tarderanno. Cercando nel giardino sotto le finestre del ristorante, Mauro trova la probabile arma del delitto, la statuetta consegnata poche ore prima dal festival all’attrice, e domenica mattina presto va a Palazzo di Giustizia per parlare con il Procuratore, che assegna il caso al più caro amico e coetaneo di Mauro, il 36enne pm Erasmo ‘Rasmo Mancini, da luglio tornato a vivere e lavorare a Torino (dopo otto anni a Roma con la moglie), ormai consensualmente separato e capace il mese prima (in ferie) di risolvere comunque due rapimenti di minori e un omicidio (oltre che di scrivere un libro), appassionato di cinema e indefesso lavoratore. Anche Mancini era andato alla Notte Bianca, per accompagnare la giovane traduttrice (dal e verso cinese e giapponese) Marina Cattani, aveva pure fuggevolmente incontrato l’uccisa sul belvedere che sorregge la guglia della Mole Antonelliana. È tutto un programma… tanto più che molti sono convinti che il colpevole sia Leclerq.
L’ottimo poliedrico scrittore Franco Ricciardiello (Vercelli, 1961) voleva realizzare un omaggio a Jean-Luc Godard (1930) e non poteva certo sapere che sarebbe morto oggi, il 13 settembre, a pochi mesi dalla pubblicazione del suo bel romanzo, narrato in terza persona su Erasmo (alcune scene su Mauro, in parallelo, la soluzione spetterà a entrambi). Leggere quest’avventura è un buon modo no fiction per ricordare il grande réalisateur de cinéma. I titoli dei quindici capitoli riprendono i titoli dei film da lui diretti, da À bout de souffle a Un film comme les autres; poi l’indagine impone di vedere o fa tornare alla memoria innumerevoli sue scene, raccontate con cura e precisione. I dialoghi spesso surreali fra i protagonisti e il regista sono in linea con i personaggi creati nella relativa cinematografia (Mancini era vissuto a Parigi e parla bene francese, meno l’inglese). Ovviamente Leclerq è Godard, praticamente ogni straordinaria risposta agli interrogatori più o meno formali è tratta da sue interviste e dichiarazioni. Del resto, quasi a metà romanzo, il regista sceglie di confessare l’omicidio, pur se il pm capisce subito che non è vero, lui invece è l’affascinante protagonista della fiction. Se può va elegante e comodo in bicicletta, evita i giornalisti e le telecamere, non beve alcolici, scrive di musica, non ha un televisore, l’aspetto spicca oltremodo. Ogni donna gli sorride e lo brama, molte e belle lo insidiano. Il suo metodo investigativo è accumulare quante più informazioni possibili, tentare collegamenti incrociati e aumentare le probabilità di incappare nell’indizio casuale che può aiutare. Così studia eventuali casi analoghi di femminicidi o violenze da parte di gente famosa (e li rileggiamo con lui) e non gli sfugge che c’è stato anche l’annegamento nel Po di un uomo con fisionomia scandinava o svedese. Erasmo è attratto da Marina e vivono da settimane una storia segreta (vegetariana), hanno fatto il patto di non nascondersi mai nulla, ma anche lei piace e deve pure testimoniare in un processo nel quale lui sostiene l’accusa da pubblico ministero, non si potrebbe. Inoltre, Mancini è davvero assorbito dal lavoro, come Ferrando soffrono di terrore del vuoto e di alta febbre del fare. Una giornalista intraprendente si ubriaca col Beaujolais, Erasmo ricomincia a gustare il bicerin col cioccolato fondente. Musiche tante e ben scelte, anche se la soluzione sta negli Abba.

v.c.

Recensione Il caso e la necessità

Il caso e la necessità. Ragioni e limiti della diversità genetica
Luigi Luca Cavalli Sforza
Scienza
Di Renzo Roma
2022 (seconda ed., 1° 2007)
Pag. 131 euro 13
Valerio Calzolaio

Vita sul pianeta. Da quando c’è, come è. Nel 1970 comparve Les hasard et la necessité di Jacques Monod, sui due meccanismi fondamentali dell’evoluzione, già descritti da Darwin (prima della genetica): caso, ovvero mutevoli, rari e spontanei cambiamenti ereditari; necessità, ovvero la selezione naturale che favorisce in modo tutto automatico chi è più in grado di continuare la specie. Forse si sottovalutavano un poco altri due fattori importanti: la deriva genetica e la migrazione, entrambi poi molto studiati da uno straordinario scienziato e genetista italiano, Luigi Luca Cavalli Sforza (1922-2018), che riutilizza quell’eccellente titolo, “Il caso e la necessità”, per riassumere sinteticamente i risultati delle proprie e altrui ricerche in materia: lo Human Genome Diversity Project, le relazioni con il linguaggio, la svolta della diffusione demica dell’agricoltura, l’albero dell’evoluzione umana e la demografia, il razzismo ovvero la ricerca di una purezza impossibile, il futuro.

v.c.

Recensione Il sale dell’oblio

Il sale dell’oblio
Yasmina Khadra
Traduzione di Marina Di Leo (dal francese)
Romanzo
Sellerio Palermo
2022 (orig. 2020, Le sel de tous les oublis)
Pag. 258 euro 14
Valerio Calzolaio

Algeria. Primi Sessanta. Adem Naït-Gacem insegna aritmetica e scienze in una primaria a El Affroun. Rientrando vede nell’ingresso una valigia, la moglie Dalal è seduta in camera e gli parla, ha deciso di lasciarlo, c’è un altro ma non ci è andata a letto, non riesce più a restare, lui la schiaffeggia (per la prima volta), lei è irremovibile, se ne va. La sorella maggiore di Adem prova subito a consolarlo, ma di colpo tutti i mali del mondo si accampano intorno alla sua solitudine. L’uomo lascia la scuola, diventa un vagabondo sempre più ostile, irritabile e indisponente, diffidente e rassegnato, in miserabile compagnia di varia umanità: un vecchio cieco, uno psichiatra, un nano. “Il sale dell’oblio” è il colto raffinato romanzo esistenziale in terza persona (una vita senza amore e senza amicizia) di Yasmina Khadra, ex militare nato nel Sahara francofono, testimone dei conflitti algerini (qui termina col colpo di stato del 1965), pseudonimo femminile di Mohammed Moulessehoul (1955).

v.c.

Recensione La suora

La suora
Remo Bassini
Giallo
Golem Torino
2021
Pag. 303 euro 13,90
Valerio Calzolaio

Lago d’Orta. 2020. Il 25 gennaio 2010 il pugliese Romolo Strozzi, mentre è in fuga da Milano (dove insegna) per il funerale della suicida Annetta, ha incontrato una donna gentile davanti a un albergo di Orta San Giulio. Lui ha 36 anni, né moglie né figli, deciso ad abbandonare tutto e trasferirsi in Valsesia. Lei 37, in procinto di diventare novizia e poi suora dell’ordine benedettino, in clausura nel monastero Mater Ecclesiae dell’isola di San Giulio: autoisolamento detentivo. Nora diventa suor Beatrice, continuano a scriversi, lui matura un’ossessione amorosa, finché nel 2020 lei lo chiama per chiedere aiuto: a Vercelli la madre 81enne ha volutamente investito una donna senza dare spiegazioni. Gli chiede di scavare nel passato, lui indaga su una storia tragica del 1945. “La suora” è il nuovo bel romanzo di Remo Bassini (Cortona, 1956), bravo colto giornalista e scrittore in quel di Vercelli, meditabondo ed esistenziale, di amori e di morti, narrato in prima dal protagonista.

v.c.

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