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Libri. Nuove recensioni di Valerio Calzolaio

Gianfranco-Franz - Ferraraitalia.it

Gianfranco-Franz – Ferraraitalia.it

L’umanità a un bivio. Il dilemma della sostenibilità a trent’anni da Rio de Janeiro
Gianfranco Franz
Ecologia
Mimesis Roma
2022
Pag. 285 euro 26
Valerio Calzolaio

Sviluppo insostenibile. 1992-2022. Occorre rafforzare le dimensioni culturali, umanistiche, letterarie e narrative del sapere accumulato sulla nostra crisi ecologica, per poi investire in comunicazione e divulgazione. Il pensiero ecologizzato affermatosi fra la seconda metà degli anni ’60 e la prima metà dei ’70 del XX secolo è essenziale e ha formulato pilastri teorici scientifici che possono essere utilmente ricostruiti e aggiornati. La stessa pandemia del Covid-19 è una malattia derivata da globalizzazione e insostenibilità e ci sta costringendo a riflettere sulle nostre città, sulla qualità della vita urbana, sul processo di urbanizzazione che ormai coinvolge circa il 70% degli Umani. Forse siamo davvero a un bivio e ciascuno di noi deve scegliere verso quale direzione procedere: nessuno può chiamarsi fuori da questa sfida, se non altro per responsabilità verso figli e nipoti, con l’aggravante che non ci è più concesso di sbagliare direzione (con un negazionismo climatico che ha fuorviato le scelte concrete) o di continuare a temporeggiare preferendo vivere e pensarci in un eterno presente (come è accaduto a Glasgow durante l’ultima conferenza Onu). I maggiori rischi per le attuali forme di vita sul Pianeta sono provocati proprio dagli esseri umani. Fin dall’inizio della Rivoluzione industriale già in corso alla metà del XIX secolo nei principali paesi dell’Occidente, noi sapiens abbiamo iniziato ad alterare l’equilibrio dinamico e insieme complesso che governa le leggi della Natura fino a giungere alla definitiva compromissione avvenuta con la grande accelerazione degli ultimi settant’anni e, ancor di più, con il trionfo della globalizzazione. Gli squilibri si sono determinati perché ci siamo persuasi che avremmo potuto modificare qualsiasi stato delle cose, creando pure un probabile ossimoro, sviluppo sostenibile. Rimane poco tempo.
L’architetto e pianificatore urbanistico Gianfranco Franz (Rimini, 1964) insegna dal 2008 Politiche per la sostenibilità al Dipartimento di Economia dell’Università di Ferrara. Il volume rispecchia l’ormai trentennale percorso accademico transdisciplinare, caratterizzato da un forte nomadismo di pensieri e di vita, con ricerche, master e collaborazioni in tante università del mondo: dalle abitazioni per famiglie a basso reddito e con bisogni speciali ai temi dello sviluppo regionale, dalla riqualificazione urbana alla ricostruzione dei piccoli centri, dagli aspetti comportamentali al deficit narrativo rispetto alla crisi ecologica (senza affidarsi solamente a scienze e tecnologie). L’autore consegna un testo crossover, non appartenente a una specifica tipologia, non divulgativo ma neppure accademico, ricco di materiali e spunti. Complessivamente si tratta di otto capitoli distribuiti in quattro parti, ovvero Uomo e ambiente: un divorzio costoso (i limiti dello sviluppo); Un grande mondo opprime un piccolo pianeta (l’impronta ecologica, l’Antropocene e i Planetary Boundaries); Riconnettere misura e cultura (l’eccesso di fiducia nella tecnologia, l’ecocritica e la Citizen Science, pure con letteratura e cinema); Siamo al bivio: ecologizzare città, produzione e linguaggio (l’economia circolare, con sobrietà e parsimonia). L’aggressione russa dell’Ucraina e la guerra stanno spostando l’attenzione dei governi e dei media dalla crisi climatica e da quella pandemica a quelle umanitaria e politica in corso. Il quadro è fosco e allarmate per la pochezza dei governi. Eppure non bisogna disperare, documentiamoci meglio! Accurata parziale bibliografia, buon indice dei nomi.

v.c.

Recensione Un volo per Sara

Un volo per Sara
Maurizio de Giovanni
Noir
Rizzoli Milano
2022
Pag. 269 euro 19
Valerio Calzolaio

Napoli e dintorni. Novembre 2019 (e primavera 1993). Il 57enne comandante Stefano Tomassi sta pilotando un volo privato da Napoli a Olbia, quella sera dovrebbe rivedere la 38enne Maria proprio in Costa Smeralda, lei è proprietaria di un ristorante tipico, questa volta forse è proprio amore. Prima un motore, poi un altro, il piccolo aereo non risponde più, si inabissa circa quattro chilometri al largo delle Pontine, nel Tirreno più profondo. A bordo c’era Pierfelice Ribaudo, uno dei più noti imprenditori del divertimento del paese, ricco sfondato, collezionista d’arte e inveterato playboy, con interessi nella motonautica e nell’alta moda, famoso per l’inclinazione a dirne quattro alla politica e alle istituzioni, nemico giurato di ambientalisti, sovrintendenze e piani regolatori. La notizia è clamorosa ma niente fa pensare a un crimine umano. Anche dopo i primi rilievi sembra che sia un incidente, in caso contrario solo lui poteva essere la vittima di un attentato. A bordo c’erano pochi altri passeggeri di nessun rilievo. Quando il cieco ipersensibile ultrasettantenne Andrea Catapano “guarda” il telegiornale, intercetta per caso un’immagine che lo riporta all’inizio del 1993, quando si occupava di intercettazioni in una riservata unità dei Servizi, collega affiatato della Mora riservata appartata Sara Morozzi e della Bionda esuberante appariscente Teresa Pandolfi, sotto la guida dell’amato Massimiliano Tamburi, che proprio in quelle settimane stava capendo di poter iniziare una storia d’amore con Sara. Prima Andrea, poi Sara (in pensione) e Teresa (ancora in servizio, ora è lei la capa) riconoscono Biancaneve, una segretaria coinvolta in segreti e traffici, sulla quale dovettero smettere di indagare. Era su quell’aereo: se qualcuno avesse voluto uccidere lei? L’indagine avrà proprio bisogno dell’aiuto della fotoreporter Viola e dell’ispettore Pardo.
Consolida il successo la nuova interessante serie di Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958), letteratura noir (finora un racconto lungo e cinque romanzi 2018-2022) che tra circa un anno diventerà anche un’attesa serie televisiva Netflix (Palomar). Sara risolve sempre insieme tristi intrighi e controversi dilemmi, sia antichi che contemporanei, ancora nella stessa città metropolitana del tifosissimo autore. Mora era una brillante graduata della Polizia di Stato, sposata con prole, prima di entrare nella sede napoletana dell’unità speciale che veglia sulla sicurezza nazionale e poi di innamorarsi del bravo leale democratico Capo, Massimiliano, più vecchio di 23 anni, intensamente ricambiata (l’amore inizia durante la vicenda di questo bel romanzo). Per lui aveva abbandonato un marito fedele e un pargolo piccolo, conducendo con fermezza e coerenza un’altra esistenza in coppia, nel lavoro e fuori, finché si era ammalato. Sara quindi aveva lasciato tutto, ritirata a invisibile vita privata per assisterlo. Da qualche anno sono morti Massi, 76enne e il figlio Giorgio. Lei, “vedova” e nonna, ha ormai da un po’ superato i 55 anni, si è nascosta da tutto e tutti, donna socialmente “invisibile” (di spalle in copertina), pur colta e vivace (mantiene segretamente il meticoloso archivio), riservata e sostanziosa. Il volo del titolo scoperchia misteri nazionali. La narrazione è in terza persona varia al passato, un poco su tutti i vari personaggi (raramente qui su un ometto potente e crudele), in prevalenza su Sara, filo conduttore di tante esistenze. Quattro inserti in corsivo sul 1993. E una storia nella storia: il chirurgo Nicolaj Popov (riapparso nell’avventura precedente) chiede a Sara (con la quale c’è un’intensa intesa di sensazioni) di sapere che fine ha fatto la magnifica amata dottoressa Ana Florescu (un tempo complice); scoprirlo attiva prospettive. Rosso con pizza ricotta e friarielli. In corsivo Duran Duran, correndo Janis Joplin. In fondo una galleria biografica dei nove principali personaggi della serie, vivi e morti.

v.c.

Recensione In viaggio con la zia

In viaggio con la zia
Graham Greene
Sellerio Palermo
2022 (orig. 1969, 1° edizione Mondadori 1999)
Con una nota di Elena Stancanelli
Cura e postfazione di Domenico Scarpa
Trad. Adriana Bottini
Pag. 422 euro 16
Valerio Calzolaio

Londra e resto del mondo. Anni Sessanta. Il poco più che 50enne direttore di banca in pensione (anticipata) Mr. Henry Pulling vede la 75enne zia Augusta per la prima volta al funerale della madre. E non riesce più a staccarsene. Tanto lui è tranquillo e conformista, impacciato nella vita e con le donne (coltiva dalie e scrive a tal Miss Keene), quanto lei scapestrata e pungente (con un valletto di colore che provvede ai bisogni, anche sessuali), esploratrice in Europa e America Latina alla rincorsa dell’amore italiano Visconti. “In viaggio con la zia” è un divertente ironico romanzo sulla vecchiaia dello straordinario scrittore Graham Greene, (Berkhamsted, 1904 – Corsier-sur-Vevey, Svizzera, 1991), giornalista e agente al servizio di Sua Maestà, cresciuto con 5 fratelli e un nugolo di parenti, vissuto in varie parte del pianeta, capace di arricchire il matrimonio cattolico con diverse fidanzate (il libro è dedicato a H.H.K. da poco incontrata e poi rimasta sempre al suo fianco).

v.c.

Recensione La coscienza di Montalbano

La coscienza di Montalbano
Andrea Camilleri
Racconti gialli
Sellerio Palermo
2022 (prima edizione in raccolta)
Pag. 259 euro 14
Valerio Calzolaio

Vigàta. Decennio 2007-2017. Questi sei racconti di Andrea Camilleri (1925-2019) con protagonista Salvo vengono raccolti per la prima volta con il titolo “La coscienza di Montalbano”. Sono storie scritte in tempi diversi non comprese in questa versione nelle antologie pubblicate dall’autore tra il 1998 e il 2014. Il terzo “La finestra sul cortile” (esplicito omaggio a Hitchcock, ambientato a Roma in zona Prati dove Camilleri abitò per mezzo secolo e Montalbano era solo in trasferta) uscì a puntate su un mensile del suo quartiere e su un settimanale siciliano; il sesto “Il figlio del sindaco” era stato commissionato da un istituto finanziario e divenne lo spunto per il romanzo “Una voce di notte”; gli altri, primi due, quarto e quinto, furono destinati alle antologie della casa editrice (Capodanno 2012, Ferragosto 2013, anno 2017, giornata 2018). Come sempre, delitti e casi umani si intrecciano, con inquadrature brevi impastate dalla nota (ignota) bella lingua inventata dall’autore.

v.c.

Recensione Dietro le stragi
Dietro le stragi. Bombe, Gladio e P2: il segreto della Repubblica nell’ultima intervista di Franco Di Carlo
Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Storia
Prefazione di Antonio Ingroia
PaperFIRST Il Fatto Quotidiano Roma
2021
Valerio Calzolaio
3

Francesco Di Carlo (Altofonte, 18 febbraio 1941 – Parigi, 16 aprile 2020) è stato un mafioso italiano, a metà anni settanta influente capo famiglia e trafficante di droga nella zona d’origine, protagonista pure delle stragi nei decenni successivi, poi espulso da Cosa Nostra e condannato a morte per un carico né consegnato né pagato all’interno della guerra fra corleonesi vicini a Totò Riina (come lui) e palermitani (alla fine perdenti), divenuto utile collaboratore di giustizia nel 1996 e trasferito all’estero. Raccontò particolari decisivi e qualcosa di molto rilevante: rapporti con uomini dei partiti e delle istituzioni nazionali: alcuni segreti di Gladio con trasporti di esplosivi commissionati da generali golpisti piduisti; alcuni intrecci nel caso del banchiere Roberto Calvi (la mafia utilizzava il Banco Ambrosiano e lo IOR come tramite per massicce operazioni di riciclaggio, Di Carlo dichiarò sempre di non essere l’assassino e il colpevole non è mai stato trovato); alcuni apparati dei servizi depistatori delle indagini sulle morti di Falcone e Borsellino (al momento della loro uccisione la loro indagine era concentrata su Gladio); aspetti della trattativa pubblica con la mafia; il movente di alcuni omicidi e di suicidi-omicidi. È sempre sembrato che avesse altro da aggiungere, finché nel 2018 contattò due giornalisti formatasi all’Ora e successivamente redattori all’Ansa siciliana. Aveva quasi 78 anni ed era ansioso di far conoscere al mondo che non si era risparmiato nel “pentimento” e aveva svelato ai magistrati dei vari processi quelle sinergie occulte del sistema criminale che talora sfuggono alla certezza della prova e parte delle complicità occultate dei boss con ambienti di apparati paramilitari, massoni e piduisti.
I bravi esperti cronisti giudiziari Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza hanno scritto numerosi ottimi saggi sulla mafia e presentano ora un interessante volume con le interviste effettuate a Franco Di Carlo. Lo incontrarono sei o sette volte, tra Roma e Palermo, presso luoghi indicati da lui come “sicuri”; la morte (per Covid) ha impedito successivi incontri. L’attendibilità del “signor Franco” non è mai stata smentita da 25 anni di valutazioni giudiziarie. Nelle risposte ora pubblicate a varie mirate domande emerge nuovo materiale informativo che, per la complessità e i ruoli dei soggetti coinvolti, e per i potenziali risvolti politico-istituzionali dei temi trattati, richiede un vaglio giudiziario il più possibile rigoroso nella ricerca non di una verità possibile, ma dell’unica verità in grado di svelare finalmente i volti dei mandanti occulti delle stragi e quelli dei burattinai di una stagione lunga quasi 30 anni di depistaggi, inquinamenti probatori e disinformazione. Dopo la prefazione dell’ex pm Ingroia e la premessa degli autori, l’intervista è “montata” sui temi principali: un prologo sulla questione di fondo (“chi tocca Gladio muore”), la prima parte sulle sopravvissute vicende e opere di Di Carlo (“la rocambolesca vita del signor Franco”), la seconda parte sulla fase finale dei loro incontri, titolo dell’intero testo (“dietro le stragi: Gladio, l’arsenale di Cosa nostra?”). Seguono le lunghe conclusioni dei due autori sulle carenze oggettive e soggettive delle indagini finora svolte, soprattutto rispetto all’impianto eccessivamente mafiocentrico delle attribuzioni criminali e alla necessità di allargare il perimetro del contesto eversivo. Rigoroso meticoloso apparato di note.

v.c.
Mafia interconnessa
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Di_Carlo

Recensione Prato all’inglese

Prato all’inglese
Frédéric Dard
Traduzione di Elena Cappellini
Noir
Rizzoli Milano
2022 (orig. 1962, La Pelouse)
Pag. 220 euro 14
Valerio Calzolaio

Costa Azzurra e Edimburgo. Primi Sessanta. Molti conoscono la serie poliziesca del superlativo commissario Sanà inventata dal poliedrico scrittore francese Charles Antoine Frédéric Dard (1921 – 2000), 184 avventure firmate con lo stesso pseudonimo Sanantonio, innumerevoli trasposizioni, fama e successo (con il primo figlio del primo matrimonio che prosegue ancora la serie). In tutto l’autore pubblicò 288 romanzi in sessant’anni (spesso con altri pseudonimi e di tutti i generi), “Prato all’inglese” uscì nel 1962, narrato in prima persona al passato prossimo. L’ordinario agente di commercio francese Jean-Marie Valaise è in vacanza a Juan-les-Pins e incontra casualmente la graziosa minuta inglese Marjorie Faulks, triste con gli occhi azzurri, che monta sulla sua auto, identica a quella che aveva affittato. Lì sono soli, si ritrovano al casinò e ne vien fuori una passione, poi lei gli chiede di raggiungerla in Scozia e ne vien fuori qualcosa di criminale. Godibile, polli o non polli.

v.c.

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