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Dialoghi in Corso. Guerra per procura? L’idea tendenziosa della guerra per procura mette la sordina alle ragioni della resistenza ucraina.

Foto Reuters

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Francesco Pardi  by MicroMega

Guerra per procura. La formula si è diffusa come sintesi corrente sulla situazione ucraina. Sì, la Russia ha aggredito l’Ucraina ma armando questa l’Occidente la usa come strumento nella guerra per procura contro la Russia. È un modo appena più sfumato di dire che se la Russia fa la guerra la colpa è dell’Occidente. Il quale ne ha prodotto le cause prima fomentando il conflitto e ora appoggiando apertamente l’aggredito. Sembra esagerazione polemica. Ma molti lo pensano davvero e lo dicono nelle piazze dove dopo la critica di maniera all’aggressione russa la voce risuonante è: la vera colpa è della Nato. Così “Contro Putin e contro la Nato” ne risulta solo la versione più equilibrata.

L’idea tendenziosa è che se non ci fosse stata all’origine la malefica iniziativa occidentale la Russia se ne sarebbe stata buona senza dare noia a nessuno. Invece si è sentita aggredita e quindi con l’aggressione di oggi non fa che difendersi. Chi lo sostiene dovrebbe però ammettere che le viene facile sentirsi aggredita, se si contano le volte in cui aggredisce per autodifesa preventiva: Cecenia, Kazakistan, Georgia, Crimea e ora Ucraina.

“Contro Putin e contro la Nato” ha una forza suggestiva dal doppio carattere. Prima di tutto mette sullo stesso piano l’aggressore e il difensore dell’aggredito, entrambi egualmente responsabili. Poi c’è un’insidia nascosta: le distruzioni e le stragi sono sì l’effetto dell’aggressione russa ma non ci sarebbero state se l’Occidente non avesse costruito le premesse del conflitto e non crescerebbero di giorno in giorno se l’aiuto occidentale non prolungasse di continuo la guerra. Un pensiero non viene espresso apertamente: smettiamo di difenderli, saranno costretti ad arrendersi e così la guerra finisce. Conclusione: in fondo l’Ucraina è obbligata dal destino e dalla geopolitica a essere riassorbita nell’impero asiatico. Quindi meglio che ciò avvenga prima di altri disastri.

L’idea della guerra per procura mette la sordina alle ragioni della resistenza ucraina. Si sente dire: l’Ucraina era già stata da anni riempita di armi occidentali, i suoi soldati erano da anni addestrati da istruttori Nato e ha cominciato a difendersi dall’assalto russo perché aveva ricevuto i mezzi per farlo. (Qualcuno ha precisato: la Russia ha aggredito un paese già molto armato; per piacere ai critici avrebbe dovuto essere disarmato?). Così, la volontà ucraina di difendersi a qualsiasi costo viene svalutata a mero effetto del possesso di mezzi per difendersi. Le ragioni valgono meno degli strumenti. La volontà ucraina impegnata allo spasimo nell’autodifesa non ha valore in sé, è mero arnese della volontà di dominio occidentale.

Così si può evitare di chiedersi perché l’Ucraina si difenda, fino al punto di subire e sopportare distruzioni, stragi ed esodo biblico. Vedere le proprie città sventrate, i paesi fatti a pezzi, le fabbriche rase al suolo, le campagne devastate, i ponti autodistrutti per impedire il passo ai carri armati russi e nonostante tutto continuare a difendersi. Perché? L’Ucraina infligge a sé stessa la peggiore delle torture perché deve fare la guerra per procura a vantaggio dell’Occidente? Stravagante autolesionismo.

In realtà l’Ucraina non vuole finire di nuovo sotto il tallone della Russia di Putin. Gli ucraini sanno bene che cos’è quella combinazione letale, guidata dai resti del KGB, di potere sovietico marcito e di capitalismo gangsteristico e, contro ogni suggerimento “realistico”, vogliono evitare di ricadere sotto il suo peso. L’Ucraina non vuole a nessun costo essere inchiavardata dalla cintura russa dentro il continente e privata dell’accesso al Mar Nero vitale per la sua indipendenza.

La formula “guerra per procura” annichilisce l’autonoma volontà ucraina. E se per caso questa viene riconosciuta allora viene svilita attribuendola alla pericolosa rinascita del nazionalismo. Scandalo: si difendono in nome del nazionalismo! Curiosa logica: per piacere ai critici l’Ucraina dovrebbe difendersi in nome dell’internazionalismo proletario? Non è sufficiente il diritto universale all’autodeterminazione?

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