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“Cose di casa nostra” (17). Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più . P

PORTORECANATESI - X IX E XX SECOLO

di Lino Palanca

Dialetto e usanze, storie e storielle che accompagnano il nostro crescere civile. Il tutto pescato qua e là, senza pretese.

Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più [1]. P

 

paiccià’ – verbo, ‘scherzare’: e scì, che tu paìcci!, tu non scherzi davvero (anche: perché mi rinfacci cose che tu stesso fai?); costruito sul significato di ‘fare il paio’: altri: pagliaccio(che fa ridere); verbo derivato spaiccià’, fare il paio, fare coppia, da qui il sostantivo femminile spaiccióna, ragazza cui piace amoreggiare; anche paìcciu, forma affermativa: eh scì, sému paìcciu!, non crederai che siamo pari (io sono più di te); ci ha ‘na léngua che nun paìccia, lingua che non ha pari per quanto è lunga. dal latino pària, paia.

 

pajedì’ – verbo, ‘digerire’, vedi il veneto padìre attivo già nel ‘500 proveniente dal latino èdere, mangiare, perduto dall’italiano ma presente in diversi dialetti come pure nello spagnolo comer (latino comèdere) o nell’inglese eat; a Numana paidì (Marinelli)

 

palpétule – sostantivo femminile, ‘palpebre’, vocabolo piuttosto diffuso in area romanza; latino palpéta > confronta provenzale palpet, spagnolo pàrpados, napoletano parpétola.

 

paracucchió – sostantivo maschile, ‘uomo grosso e grasso’, anche poco sveglio: nònnu ‘ècchiu paracucchió, il nonno anziano, appesantito e assai meno reattivo di un tempo; etimo da precisare.

 

paratùra – sostantivo femminile – 1 – ‘interiora del maiale’ o di altra bestia (cuore, fegato, polmoni), anche budella di maiale per insaccarvi salsicce; voce rurale nel senso di ciò di cui è parato, provvisto internamente l’animale – 2 – ‘radici e rami della vite’ lasciati sul posto per l’anno successivo; voce rurale probabilmente da apparire, che resta lì, ben visibile, a costituire la ramificazione (apparato) per  la futura produzione; vedi anche Mariani, ‘pparatùra a Recanati.

 

pastièru – sostantivo maschile, ‘cavicchia di ferro’ o di legno per allargare i legnoli delle corde (passacavo?); greco prosthēkē; confrontare col veneto pastèca.

 

patu(v)anèlla – sostantivo femminile, ‘padovana, padovanella’ (anche padu(v)anèlla), canzone cantata per burla; anche danza antica; italiano paduàna (padovana).

 

pentescrìttu – sostantivo maschile, ‘identico’, uguale e preciso; voce rurale composto di dipinto e scritto (una cosa, una persona dipinte e spiegate per iscritto tali e quali sono); cagàdu e péntu a Osimo.

 

pésulu – aggettivo, ‘sospeso’; pésulu pésulu, sollevato da terra (te dàgu un pùgnu che te alzu pésulu pésulu, con un cazzotto ti stacco da terra); latino pènsilis.

 

pipiròli – sostantivo maschile, ‘iscritti al Partito Popolare Italiano’ di don Sturzo fondato nel 1919 e sciolto dal fascismo nel novembre 1926; nomignolo costruito su P.P.I.

 

pòttu – sostantivo maschile, ‘grosso bicchiere da birra’ con manico; anche recipiente per bollire il latte (vedi Serpilli, aguglianese; vedi anche Marinelli, Numana); inglese arcaico pot, recipiente, ma anche l’italiano arcaico poto (il bere) < latino pòtus.

 

pròteni – sostantivo maschile, ‘abrotani’, erba rustica particolarmente presente in prossimità del mare; vedi pure, in ‘Léngua Màtre’, pizzacùli (alla voce pizzegà’) e sgarzétte; latino abròtunum; la forma plurale è usata per indicare cespugli sui quali si arrampicano i bachi per tesservi i bozzoli (Canevari)

 

pru(v)écciu – sostantivo maschile, ‘profitto’, guadagno; hispano-americano provecho; collegato al latino providèntia.

 

pùla – sostantivo femminile, ‘cascame dei cereali’ nel grano, involucro dei chicchi che venivano messi negli zoccoli di legno, che si portavano d’inverno, per tenere al caldo i piedi; idem in Osimo, anche a Cerreto d’Esi; verbo derivato spulà’, togliere la pùla, operazione di competenza del pularòlu, che si serviva della spularèlla girando a mano una manovella montata su una carcassa di legno; ppùle, nell’espressione ‘ndà’ a le ppùle, perdere tutto, avere solo gli scarti; ppulàtu, spulàtu, rimasto senza un soldo da cui il verbo spulà’ nel significato di vincere tutto all’avversario nel gioco (anche spulecchià’); infine puló, sostativo maschile, pula del riso, anche sfiuto della pilatura di sementi di erba medica; voce mediterranea; altri, latino polìre > italiano pulire.

 

puncigó’ – sostantivo maschile, ‘punteruolo da fabbri’ usato per scalfire la superficie del ferro nel punto dove appoggiare la trivella; voce rurale, costruita su pungere + accrescitivo; in Agugliano si usa il verbo puncigà’.

 

pusció’ – sostantivo femminile, ‘possedimento’, podere; incrocio latino tra  possessionem e porcionem;  la parole è presente anche nel dialetto osimano e a Recanati, Agugliano e Numana: avverte Massimo Morroni che la forma italianizzata medievale porcione indicava di norma una porzione di terra posseduta; posció’ a Cerreto.

 

pustèma – sostantivo maschile, ‘ascesso’, specie dentario, foruncolo; latino apòstema, ascesso.

 

pustóri – sostantivo maschile, ‘sostegni di legno massiccio’ sui quali erano poste le botti; voce rurale, da posto + suffisso di funzione ori.

     

 

 

 

 

 

 

 

[1] Tratte da Lino Palanca, Léngua Màtre – Vocabolario del dialetto portorecanatese, Recanati, Bieffe Grafiche 2010. ** per i riferimenti all’aguglianese, Fabio Maria Serpilli, Dizionario dialettale aguglianese; per il numanese, Giovanni Marinelli, Il linguaggio numanese nel novecento; per l’osimano Massimo Morroni, Vocabolario del dialetto osimano; per il recanatese, Gabriele Mariani, Il dialetto recanatese, Maria Canavari, Il Vocabolario di Cerreto.

 

 

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