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Porto Recanati. Trasparenza non coincide con illuminazione.

Isabella Angelantoni

Isabella Angelantoni

Venerdì 4 giugno sono scaduti i 30 giorni entro i quali l’amministrazione comunale di Porto Recanati poteva esercitare il proprio diniego(espressamente o tacitamente)alla mia richiesta, presentata in data 5 maggio 2020, di accedere agli atti relativi al progetto presentato alla Regione Marche, con nota n. 1335263 del 20 novembre 2020 relativo alla illuminazione del capannone Nervi.Nota e progetto che avevanoportato al successivo procedimento regionale di concessione del contributo dei 120.000 euro. La motivazione con la quale avevo fatto richiesta agli atti era quella, in qualità di giornalista iscritto all’Ordine professionale, di redigere un articolo in merito, esercitando quindi il diritto di cronaca. L’amministrazione comunale, entità astratta dietro la quale però si potrebbero identificare certamente persone fisiche con nome e cognome, ha ritenuto di non consentirmi l’accesso. Lo ha fatto in maniera tacitaritenendo che non mifosse dovuta alcuna spiegazione per cui in me è sorto anche il rimorso (sic) che con questa mia legittima richiesta abbia potutodistogliere la burocrazia comunale dai tanti “impegni”a cui in questi giorni ha dovuto far fronte. Impegni  quali tardive variazioni di bilancio per acquisire i fondi per il restauro e risanamento alle parti strutturali più ammalorate del capannone Nervi; rettifica di un progetto definitivo e sostituzione di responsabili di procedimento non compatibili con l’attività precedentemente svolta; strisce pedonali su stalli per sosta bus; isola pedonalein continua mobilità oraria. Queste alcune di quelle priorità che forse hanno impedito di dare una motivazione al diniego oppostoalla richiesta di un cittadino/giornalista che chiede, nel rispetto delle norme della legge 241/90, di conoscere come è nato un provvedimento che sta suscitando un interesse come forse mai da tempo si era visto in città. Interesse ed avversione certo non paragonabile al tentativo della giunta comunale di privatizzare il Kursaal ma certamente da non sottovalutare. Ma a volte il silenzio non è un buon pagatore per cui sono andato a rileggermi quali sono i documenti che la legge 241/90 esclude dal diritto di accesso:

 

  1. tutti i documenti coperti dal segreto di Stato;
  2. nei casi di segreto o divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo e dalle pubbliche amministrazioni;
  3. per i procedimenti tributari per i quali restano ferme le particolari norme che li disciplinano;
  4. nei procedimenti selettivi nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psico-attitudinali relativi a terzi;
  5. nei confronti dell’attività della P.A. diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione.

 

Di contro le tipologie dei documenti accessibili sono:

  1. gli atti del procedimento amministrativo;
  2. gli atti interni, cioè quegli atti endoprocedimentali che non hanno effetto immediato verso il privato ma costituiscono gli antecedenti del provvedimento finale;
  3. gli atti richiamati nel documento reso accessibile ed appartenenti al medesimo procedimento;
  4. gli atti di diritto privato se utilizzati e in qualche modo rilevanti nell’iter del procedimento amministrativo.

A questo punto, in mancanza di informazione dirette, mi sorge il sospetto che su quel documento sia stato apposto il famoso SEGRETO DI STATO. Però il Segreto di Stato può essere apposto dallo Stato non da un Comune per cui probabilmente si tratterrà del ben più famoso SEGRETO DI PULCINELLA.

Forse lo scopriremo nella prossima puntata.

Gioacchino Di Martino

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