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Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più “Cose di casa nostra” (12)

LENGUA MATREdi Lino Palanca

Dialetto e usanze, storie e storielle che accompagnano il nostro crescere civile. Il tutto pescato qua e là, senza pretese.

Dialetto del Porto: voci strane, perdute, ignote ai più [1].

D – E

 dinghilló – sostantivo maschile, ‘perditempo, lento e svogliato nel fare le cose’; probabile incrocio tra ddìndulu (tacchino) e gengillàsse (vedi toscano gingillone, perditempo): come i tacchini, che vanno qua e là senza una meta apparente; confrontare anche il veneto-romagnolo dindolàr e il francese dindon, uomo sciocco. Nel circondario, come del resto nell’attuale dialetto del Porto, è di maggior uso dinduló, ozioso.

 

di(v)ultóru – sostantivo maschile, ‘arcolaio’ (che volta, che avvolge), l’apparecchio gira per avvolgere il filo in gomitoli e perciò è probabile sia stato costruito sul latino volgare volvitàre.

 

dragó’ – sostantivo maschile, ‘soldato del  corpo dei dragoni’, cavalleria francese: bèllu cum’un dragó’, bello come un dragone, molto bello; francese dragon < latino dràco-dracònis.

 

dùrchia – sostantivo femminile, ‘avvolgimento delle corde di una rete da pesca’, probabilmente dal genovese dùgia, doppia (Devoto-Oli: dùglia, ciascuna delle spire di un cavo da marina disposto sul ponte e pronto a essere filato).

 

duzzinàntu – sostantivo maschile, ‘pensionante che paga ogni dodici giorni’ (da dozzina < francese douzaine). In Balzac: … la grossa Silvia, la cuoca, si dié premura di portare la colazione dei pensionarj dozzinanti … – “Papa Goriot”, capitolo I, La pensione Vauquer); osimano duzzinànte.

 

enòzze! – esclamazione con valore di ‘no, anche se …’; ènirìsci cu’ me?- enòzze!, verresti con me?, no, anche se mi piacerebbe; formato con e + no + se e suffisso di natura imprecisata.

 

esprétti – sostantivo maschile, ‘asperella’, pianta erbacea con foglie ruvide; latino àsper.

 

èttegu – aggettivo, ‘tisico’; tu me farài murì’ èttegu, mi farai morire di tisi (spesso da un genitore al figlio disubbidiente o ribelle); greco hekktikos, affetto da febbre abituale.

     

 

[1] Tratte da Lino Palanca, Léngua Màtre – Vocabolario del dialetto portorecanatese, Recanati, Bieffe Grafiche 2010.

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