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Porto Recanati. Non si placano le polemiche sull’Ente Palio.

Palio Storico 2006

Palio Storico 2006

Nota stampa di Uniti per Porto Recanati
Non si placa la polemica sul finanziamento di 5.800,00 euro concesso all’Ente Palio, che in parte andra’ a ripianare i debiti di bilancio di quest’ultimo. A questo punto UPP chiede chiarezza al Sindaco.
All’accusa mossa dal gruppo di opposizione di aver richiesto denari pubblici, sebbene l’Ente non approvi i propri bilanci dal lontano 2018, Canaletti ha replicato “…di essere l’unica associazione in città che ha presentato tutti i bilanci, fino al 2020”. Ora, visto che per stessa ammissione del legale rappresentante le assemblee dell’associazione non si sono più tenute da allora, che cosa è stato prodotto in allegato alla richiesta di patrocinio oneroso? Questa curiosità non anima solamente il movimento rappresentato in consiglio dalla Zoppi ma è un quesito che, a questo punto, attanaglia anche molti soci che, per tale via, sono venuti a scoprire della formazione di rendicontazioni contabili “a loro insaputa”.
 Speriamo che il Sindaco faccia immediatamente luce su questa brutta vicenda e preso atto che quelli prodotti dal presidente non sono in realtà bilanci ma rendicontazioni prive di qualsiasi valore, agisca conseguentemente.
Altra cosa gravissima è la conferma che Canaletti ha dato a mezzo stampa della circostanza che il contributo concesso nella forma del patrocinio oneroso non coprirà i soli costi dell’iniziativa ma, in pratica, rappresenta un vero e proprio artificio  per ripianare i buchi di bilancio dell’Ente. Canaletti d’altro canto mostra di non conoscere (o forse di non ricordare) neppure il provvedimento comunale parlando di “una quarantina di video da un minuto” mentre la delibera ne indica di 20 da 2.
Quanto al presunto “disamore” di UPP per il Palio il gruppo di Riccetti replica consigliando a Canaletti di riguardarsi bene i filmati storici così da potersi sincerare chi sono coloro che da atleti, soci, e dirigenti hanno contribuito orgogliosamente a farne la storia, ma anche a tutelarne i principali artefici: i corridori. Questo è quello che accadde nel 2014 quando le squadre si rifiutarono di correre per questioni legate all’incolumità degli atleti, ma evidentemente anche su questo la memoria del Presidente fa acqua visto che in quella Giunta, nel 2014 c’era anche lui.

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