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Educazione è cosa di cuore Educarsi ed educare al web. Nella rete ma non come pesci.

fonte Internet

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di Raimondo Giustozzi

Sabato 27 febbraio 2021, dalle 16. 30, in diretta streaming sul canale YouTube dell’Unità Pastorale Porto Recanati e su EmmeTv, canale 89, nell’ultimo incontro dedicato al tema Educazione è cosa di cuore, Alfredo Petralia e Marco Pappalardo hanno parlato di “Educarsi ed educare al web. Nella rete ma non come pesci”. Alfredo, Freddy per gli amici, è docente di Informatica applicata, Marco, giornalista pubblicista, è docente di Lettere. Vivono e lavorano a Catania, in Sicilia. Sono amici di vecchia data dell’iniziativa promossa dalla famiglia salesiana, dal centro Salesiani Cooperatori, dall’Unione Ex Allievi, dall’Unità Pastorale, dall’oratorio don Bosco, dall’assessorato ai Servizi Sociali, le Politiche giovanili e la Consulta dei giovani di Porto Recanati. I due relatori trasmettevano dal centro etneo. Italo Canaletti, conduttore della diretta, era a Porto Recanati. Andrea Colarieti era alla regia. La collaborazione dell’Istituto Comprensivo “E. Medi” di Porto Recanati e di altri sette istituti del territorio, ha permesso che fossero riconosciuti crediti formativi ai docenti che hanno partecipato all’evento in diretta. Molti gli iscritti all’iniziativa, più che positiva in tutti e quattro gli incontri.

Italo Canaletti interagiva con domande dirette ai due relatori. Alfredo e Marco si alternavano nelle risposte, ognuno con le proprie competenze che s’integravano perfettamente. Fiducia verso i giovani, stile nell’educare, saper ascoltare, formarsi e formare, costruire rapporti nella rete, essere presenti in modo costante per rispondere alle domande dei ragazzi, questo è stato il filo che ha tenuto assieme per un’ora e mezza i due intervistati, il conduttore, gli iscritti all’iniziativa trasmessa da YouTube o gli spettatori che l’hanno seguita su EmmeTv, canale 89. Prima del collegamento con Marco e Alfredo, l’assessore Emiliano Giorgetti ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Italo Canaletti ha letto la comunicazione del dirigente scolastico per l’Istituto “E. Medi”. Le due istituzioni, quella scolastica e comunale, non potevano non aderire in prima persona all’iniziativa. La nuova frontiera educativa è il web con tutto quello che c’è da conoscere. I nati digitali hanno conoscenze sui mezzi informatici più di quanto possano averle gli adulti. Questi non possono pensare di insegnare nulla sul tema se non s’informano e si formano. Non si può mai dare quello che non si ha.

La rete è per sua natura neutra, non è né buona né cattiva. Sono gli utenti a essere brave persone o discutibili. Dipende dall’uso che ne fanno. Il web è uno strumento democratico. Permette a tutti di dire la propria su tanti aspetti della vita sociale: “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli” (Umberto Eco). Questi ultimi sono quelli che si permettono di offendere e calunniare senza pensare alle conseguenze che questo comportamento può avere. Grazie, scusa e per favore valgono sempre anche sul social. La Web reputation, curare la propria reputazione online è importante per il lavoro personale, avanzamenti di carriera ed evitare condanne penali. Il Web sta permettendo di avere rapporti distanti con persone che non si possono frequentare, causa la pandemia in atto. Vent’anni fa un’iniziativa come quella proposta, l’educazione è cosa di cuore, era impensabile. Con i canali social, con le piattaforme on line si può parlare con chi è dall’altra parte del mondo, sentirlo vicino anche se distante, ordinare una pizza, dei libri. Possiamo progettare, sognare, fare, scrivere. Questo è il mondo in cui ci troviamo a vivere. Le lamentele non servono a nulla. Di questo gli adulti devono rendersi conto.

“L’Oratorio Salesiano è casa che accoglie, cortile in cui i ragazzi vivono in amicizia e in allegria, scuola che educa alla vita, parrocchia che evangelizza”. Oggi, non è esagerato affermare, come hanno detto i due relatori, che il cortile digitale è quello del web. Sta all’adulto educatore fare in modo che in questo nuovo cortile i ragazzi allaccino nuove amicizie e vivano in allegria. Una volta il ragazzo che si avvicinava all’oratorio chiedeva un pallone, oggi chiede se c’è una connessione ad Internet. Se non la trova se ne va via. Non dobbiamo lamentarci se dopo la Cresima non si vede più nessun ragazzo all’oratorio o in parrocchia, lasciando da parte il tempo presente che non permette di incontrarsi in presenza. Questa è assicurata, anche se a distanza, dai Social e dal web. Ci sono parrocchie che in questi difficili tempi di pandemia si sono attrezzate con il catechismo a distanza, con video conferenze. Come in passato ci si dava da fare per creare il gruppo di ragazzi e ragazze che s’interessavano del teatro, del calcio, del torneo di ping pong, perché non coinvolgere i ragazzi che ci stanno e hanno interesse, nel creare il gruppo che curi la pagina Facebook o Instagram dell’Oratorio o della parrocchia? Ci sono molte realtà in atto, importante sarebbe mettere in rete tutte le buone pratiche, per migliorare quello che già esiste e creare altre realtà sempre migliori.

Lo sguardo, il punto di partenza, il progetto educativo deve essere alla base di tutto. Nell’uso del web è importante la presenza dell’adulto che faccia da filtro in un mondo che non ha nessun filtro. Non c’è nessuna differenza tra il virtuale e il reale e viceversa. Chi è dietro ad uno schermo pensa che questo non sia vero, ma si sbaglia. Ciò che io scrivo sul mio profilo social, ciò che io dico di un altro rimane scolpito per l’eternità. I ragazzi devono essere accompagnati nell’uso del digitale. L’educazione richiede tempo, empatia, vicinanza, ascolto. Non si può fare tutto e subito, né dare tutto al ragazzo. Certi riti di passaggio devono essere valutati con discrezione e lungimiranza L’adulto deve dare il valore alle cose. E’ sbagliato regalare il cellulare o il tablet al proprio figlio in occasione della Comunione. Inventiamo la festa del cellulare o altro, ha raccomandato Alfredo. Il rischio educativo è quello di sempre. Una volta erano le chiavi di casa da dare in mano al proprio figlio o il motorino, oggi le cose da dare sono diverse ma richiedono sempre attenzione.

Il mondo del web porta alla dipendenza, né più né meno dell’alcol o della droga. Crea solitudine e riduce le relazioni umane, se è usato solo individualmente per troppe ore. L’adulto, genitore o docente non deve permettere che si cada nella rete come pesci. E’ il sottotitolo dato al tema. Non è un buon educatore, anche se si fregia di tale titolo, chi, pur ascoltando il proprio interlocutore di turno, non stacca mai gli occhi dal proprio cellulare. Come educatori dobbiamo entrare nel mondo del web ma non solo per istruire. Ci sono tanti libri che fanno questo. Il progetto, che è alla base del libro “Educarsi ed educare” di Alfredo Petralia e Marco Pappalardo, è educativo. Anche il sistema preventivo di don Bosco mirava a questo.

Mi si permetta una divagazione sul tema. Istruire e educare sono due aspetti di uno stesso problema. Lo diceva don Lorenzo Milani, un altro maestro ed educatore del secolo successivo a quello di don Bosco. Non l’avessi mai detto in un Consiglio di Classe, quando insegnavo ancora. C’era chi mi guardava “con gli occhi di bragia”. Qualcuno agitava l’assioma “Chi educa colui che educa”? La scuola aveva ed ha il solo compito di istruire. Questo sosteneva e con alterigia. Il termine alunno deriva dal verbo latino aluo, is, alui, aluere. Significa nutrire. L’alunno si nutre di conoscenze ma anche di valori. L’amicizia, la solidarietà, la condivisione, il rispetto dell’altro non s’insegna, si testimonia. Adolescente è un altro termine che deriva dal verbo latino adolesco, is, adolevi, ere. Significa crescere, non solo in altezza ma in tutte le dimensioni, umana, sociale, culturale, religiosa. Lo dicono i programmi. Quando si vogliono percorrere le accorciatoie, si trovano tutti i pretesti per scansare quelle difficili. Il cammino è sempre quello: Ad astra per aspera.

Raimondo Giustozzi

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