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L’acqua è la migliore illusione e la peggiore nemica di chi spera in un nuovo mondo

Disegno di Giuditta Chiaraluce (da Internet)

Disegno di Giuditta Chiaraluce (da Internet)

Padre Enzo Fortunato  Direttore sala stampa Sacro Convento di Assisi / Reuters/Ansa

E pensare che proprio nella dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America è affermato il diritto dell’Uomo alla ricerca della felicità!

La foto di Oscar e di sua figlia, morti avvinghiati in un inutile ultimo respiro nelle acque del Rio Grande, al confine tra il nord e il sud, tra la prosperità e la miseria, è la metafora di un desiderio sacrificato sull’altare del rifiuto, della rabbia e della stanchezza di questa umanità: il desiderio di cercare una vita migliore per sé e per i propri figli. Nel loro mutismo, quei due pezzi di carne gridano una parola: perché?

Perché abbiamo smarrito attenzione, compassione e umiltà? Forse perché abbiamo dimenticato di essere fragili come quella parte di noi stessi che non vogliamo e rifiutiamo. Se solo prendessimo coscienza di quanto siamo deboli, forse ricominceremmo a prenderci cura l’uno dell’altro.

Tuttavia, non mi sento di condannare, ma di comprendere. Perché altrimenti cadrei anche io nella stessa logica di rifiuto di chi non la pensa come me: è facile puntare il dito sugli altri, più difficile è capire le loro ragioni, camminare nelle loro scarpe, gioire per i loro successi e piangere le loro lacrime.

E allora anche io voglio iniziare oggi a non rifiutare quella parte di me che non vorrei, voglio iniziare a ospitare anche le mie paure e i mie fantasmi.

Sono pronto ad accoglierli, se me lo chiederanno, ad andare a prendere quei pezzi di carne, morti a terra o sbattuti dalle onde. Aveva ragione David Maria Turoldo:

“La terra è una nave sulla quale siamo imbarcati tutti, magari c’è chi viaggia in prima classe, chi in seconda e chi nella stiva, e sarà opportuno fare in modo che tutti viaggino bene, ma non possiamo permettere che affondi, perché non ci sarà un’altra Arca di Noè che ci salverà”.

È vero, condividiamo tutti la stessa barca: un’imbarcazione malconcia che naviga verso un porto malsicuro, come la nave Sea Watch in rotta verso Lampedusa con il suo carico di sofferenza, come tutti i relitti di una solidarietà europea naufragata in questo ping-pong di responsabilità tra Unione e Italia.

L’acqua è la migliore illusione e la peggior nemica di chi spera in un nuovo mondo.

Oggi più che mai, penso che le parole siano inutili: sento solo di raccogliermi in silenzio in preghiera sulla tomba di San Francesco, cercando di far sgorgare dagli occhi le gocce d’acqua che rendano fertile il terreno di ogni vita.

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