“Tutta un’altra storia. Il contributo femminile che fa la differenza”: è questo il titolo della 22ª Convention nazionale di iDEE (Associazione delle Donne del Credito Cooperativo), tenutasi il 19 settembre 2026 alla Sala 500 del Centro Congressi Lingotto di Torino. L’evento ha riportato al centro del dibattito la necessità di superare il gender gap e di valorizzare la leadership femminile, dall’economia alla politica. Un messaggio forte che trova, tuttavia, una realtà istituzionale in cui le posizioni apicali continuano a essere a netta trazione maschile.
I numeri del divario: media, potere ed economia
Nel suo intervento d’apertura, la Presidente di iDEE Teresa Fiordelisi ha ricordato come l’invisibilità delle donne incida sulle loro reali opportunità di carriera e rappresentanza. I dati emersi tracciano un quadro critico come la rappresentanza nei media, secondo il Global Media Monitoring Project (GMMP 2025), solo il 26% delle persone citate o interpellate nelle notizie a livello globale è donna. Riguardo posizioni di potere e istituzioni: L’EIGE (European Institute for Gender Equality) evidenzia che in Italia la voce “potere” (presenza in Cda, vertici economici e istituzioni) è quella con il punteggio più basso. I dati Consob 2025 mostrano un ulteriore calo di donne nel ruolo di AD o Presidente. Ancora nell’ occupazione: Il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia all’85° posto su 148 Paesi per parità complessiva, ma fa scivolare il Paese al 117° posto per opportunità economiche e occupazione, con un divario occupazionale uomo-donna del 17,4% (contro una media UE del 9,1%).
Indipendenza finanziaria e prossimità: le voci della governance
Il dibattito ha toccato temi strategici per il Credito Cooperativo, Augusto dell’Erba (Presidente di Federcasse) ha richiamato l’articolo 2 dello Statuto del Credito Cooperativo, sottolineando che l’educazione finanziaria è lo strumento primario per garantire l’indipendenza economica e l’autodeterminazione delle donne. Alessandro Azzi (Presidente Onorario di iDEE) ha legato la presenza femminile al concetto di “prossimità”: per una banca del territorio, ascoltare e rappresentare la pluralità della comunità non è un fatto accessorio, ma un requisito di identità. Elena Bonetti (Parlamentare e Presidente della Commissione d’inchiesta sui dati demografici) ha ricordato gli 80 anni dal voto alle donne, definendo l’azione politica femminile come “generativa” e orientata alla sintesi democratica. Tutto ciò evidenzia comunque il paradosso di una narrazione dello svantaggio e la permanenza dei vertici al maschile Nonostante la qualità degli interventi e l’urgenza dei temi trattati, l’appuntamento di Torino mette in luce un cortocircuito strutturale. Se da un lato si promuove la narrazione di “un’altra storia” necessaria alla società, dall’altro la presenza nei primissimi ruoli di vertice (top management e presidenze di sistema) resta saldamente maschile. Anche all’interno di contesti vocati alla mutualità e alla prossimità come il Credito Cooperativo, l’apertura formale ai temi dell’equità stenta a tradursi in un reale avvicendamento dei ruoli chiave. La sfida prioritaria per il settore non sarà solo quella di organizzare momenti di riflessione sul gender gap, ma di rompere concretamente il soffitto di vetro ai piani alti delle capogruppo e delle federazioni.