Giornata trascorsa all’ombra del Monte Bove Presso l’ostello della Gioventù di Colorito di Ussita

IMG-20260611-WA0017

IMG-20260611-WA0017di Raimondo Giustozzi

Con la chiusura delle scuole per le vacanze estive, lunedì otto giugno è iniziata l’Estate Ragazzi presso l’Oratorio San Marone di Civitanova Marche. Tema dell’Estate Ragazzi di questo anno è “Lapis, coraggio all’opera”, da una storia ambientata a Firenze nel Rinascimento. Quattrocento otto gli iscritti tra ragazzi e ragazzi. Giovedì 11 giugno la prima uscita presso l’ostello della Gioventù di Colorito di Ussita, gestito dai Salesiani. Partenza dal Centro Pastorale don Bosco di Civitanova Marche alle 8,30; 4 pullman per 150 ragazzi, accompagnati da 40 animatori, 3 ragazzi del servizio civile, 2 adulti (Stefano e Luca), don Carlo Russo (Sdb), il sig. Giuseppe Infante (collaboratore salesiano) e Luca Giustozzi, incaricato dell’oratorio “San Domenico Savio”, parrocchia San Marone. La distribuzione dei ragazzi nei diversi gruppi di appartenenza, gialli, verdi, arancioni, blu, è avvenuta in modo impeccabile, previa l’organizzazione pregressa.

Anch’io facevo parte del gruppo. C’ero, ma era come se non ci fossi. Tra i partecipanti c’erano due miei nipotini, tredici anni il più grande, undici, la seconda. Avevo l’ingrato compito di controllarli a distanza ma senza farmi vedere. In pullman avevo subito scelto di stare da solo, meglio in compagnia di Mirko, un animatore del Savio Club. In questo anno scolastico ha frequentato il quarto anno del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Civitanova Marche. L’organizzazione dell’Estate Ragazzi e le uscite programmate prendono avvio a febbraio di ogni anno., mi spiegava Mirko. Ci si incontra per analizzare i punti forti e quelli deboli dell’anno precedente. Fatti i rilievi del caso, si decide cosa fare e incontrarsi altre volte per contare su quanti sono gli animatori disponibili e aggiornare le attività. A denominatore comune viene messo l’impegno di tutti.

Non ritornavo a Colorito di Ussita dal 2014. Ricordo che trascorsi alcuni giorni nella struttura. C’era ancora don Franco Luchetta, grande sacerdote salesiano, dai modi gentili ed educati, un vero figlio di don Bosco. Avevo con me la macchina al seguito ed ogni mattina lo accompagnavo ad Ussita. Gli piaceva incontrare le persone che conosceva da sempre. Tra una tazzina di caffè ed una brioche conversava amabilmente con il proprietario del bar, sul tempo, sulla vita di tutti i giorni e sui ricordi del passato. Ci fermavamo all’edicola per prendere il quotidiano ed anche qui era sempre don Franco che apriva la conversazione. Notavo che era conosciuto da tutti. Oggi, tutto il grande fabbricato, che si apriva sulla piazza e sull’annesso parcheggio, è ancora un grande cantiere dopo il sisma di dieci anni fa. Sì quei giorni terribili hanno portato distruzioni e vittime, ma non hanno distrutto la resilienza e la voglia di ricominciare.

Ritornando alla giornata dell’undici giugno, la mattinata se n’è andata tra colazione, caccia al tesoro sulle orme di Peter Pan, poi, canti, balli e attività varie, preparate dagli animatori. Sempre con la coda dell’occhio controllavo a distanza i due nipotini, senza farmi vedere e approfittavo di tanto in tanto per fare quattro chiacchiere con Stefano e Luca, ma anche con Antonella e Giancarlo, che gestiscono da anni la struttura del Camping di Colorito. Notavo che nel gruppo dei salesiani c’era anche don Carlo. Sono abbastanza fisionomista. Mi serve poco per riconoscere le persone anche a distanza di anni. L’avevo conosciuto in uno dei tanti incontri dei Salesiani Cooperatori, di cui faccio parte da anni. Mi avvicino, ma non mi riconosce. Lo capivo. Accade la stessa cosa a me, quando rivedo dopo tanti anni degli ex alunni ai quali ho fatto scuola venti, trent’anni fa. Don Carlo Russo, il cognome me l’ha detto lui, l’ho conosciuto a Porto Recanati in una delle tante giornate del Salesiano Cooperatore, che ritorna ogni anno, nelle diverse case salesiane, scelta ogni anno.

Tra gli animatori notavo un ragazzo che ho visto diverse volte all’oratorio San Marone. Non ricordavo il suo nome. Si capisce che la vecchiaia avanza, quando la memoria diventa un po’ labile.  L’animatore si chiama Jacopo. Me l’ha ricordato lui stesso. Ho legato il suo nome al libro “Le ultime lettere” di Jacopo Ortis (Ugi Foscolo). In passato facevo sempre così. Abbinavo i nomi nuovi che dovevo memorizzare a quelli di autori della letteratura italiana. Don Alvaro Forcellini era Corrado Alvaro, lo scrittore lucano, del romanzo “Gente in Aspromonte”. Jacopo, non ricordo il cognome, presta il servizio civile all’oratorio San Marone. Lo termina alla fine di agosto del corrente anno.  Si laurea in “Scienze della Formazione” presso l’Università di Macerata tra venti giorni. Tra la preparazione della tesi e lo studio trova il tempo di donare il proprio tempo libero agli altri. È nato nell’ambiente salesiano, quello di Colorito mi diceva con orgoglio, quando era ancora nella pancia della mamma. In pullman ho conosciuto anche Ginger una ragazza, animatrice. Ho legato il suo nome al Gingerino.

La vita è un dono, che abbiamo ricevuto da un Altro. Come l’abbiamo avuta in dono, così dobbiamo farne un dono per gli altri. La parola latina donum, dono, è strettamente connessa al verbo dare, offrire, e condivide una radice indoeuropea con il greco dōron (traslitterato), regalo, offerta. “Il dono è l’azione volontaria di trasferire un bene a qualcuno, senza aspettarsi nulla in cambio” (Fonte Internet). Anche il tempo libero, che uno mette a disposizione dell’altro, è un dono. Il volontariato è la quinta essenza della nostra vita civile, in una società basata quasi esclusivamente sul profitto. Ci vuole la capacità di andare contro corrente. “E accoglierò la vita come un dono / e avrò il coraggio di morire anch’io / e incontro a Te verrò col mio fratello / che non si sente amato da nessuno” (Pierangelo Sequeri).

Ho conosciuto Pierangelo Sequeri tanti anni, nel secolo scorso, 1978, quando a giugno frequentavo la “Baitella” di Alpe Motta, per dei corsi d’aggiornamento. L’escursione a Colorito mi è servita anche per ripensare ai trekking in Val Codera (in prima media), Cinque Terre (in seconda media), al Rifugio Vittorio Sella, in Valsavaranche (in terza media) o all’anello dell’Amiata (in terza media), quando ero in Lombardia e portavo gli alunni della Scuola Media di Verano Brianza in gita. Anche allora eravamo pochi docenti, rispetto a molti, che si sobbarcavano l’iniziativa con abnegazione e anche con i sorrisetti sciocchi e cattivi di altri colleghi, che ci prendevano in giro. Qualcuno ci diceva stupidamente che ambivamo ad avere qualche medaglia. Ognuno fa quello che è capace di fare ma senza sfottere nessuno, perché non ne ha nessun diritto. Quindi onore e lode agli animatori dell’Oratorio “San Domenico Savio” di San Marone. L’educazione è una sfida, costi quel che costi.

Diversamente giovane è ancora il sig. Giuseppe Infante, collaboratore salesiano nella Unità Pastorale Salesiana di Civitanova Marche e Macerata. Ha sui 64 anni ma non li dimostra. In pullman non mancava mai di indicare ai ragazzi il paesaggio che stavamo attraversando, indicando loro il lago di Caccamo, i paesi che si affacciavano alla nostra vista, la ricostruzione di case e strutture danneggiate dal terremoto del 2016. Nel pomeriggio è stato l’animatore di canti Scout, sodalizio che ha seguito in tutte le case salesiane di Umbria, Abruzzo, Marche nel corso del suo lungo servizio. Quando gli parlavo della Val Codera, gli si illuminavano gli occhi al pensiero delle “Aquile Randagie”, quando i gruppi Scout Agesci di Milano, l’avevano scelta come luogo di resistenza al Fascismo dal 1928 al 1945 e avevano avuto anche i loro morti, uccisi dai nazi fascisti.

Buona la prima uscita, con il sole che ci ha accompagnato per tutta la giornata. Sarà bella anche la seconda. La prossima uscita dell’Estate Ragazzi dell’Oratorio San Marone sarà al Parco Avventure, prevista per giovedì 18 giugno. La Festa dell’Estate Ragazzi, che vedrà la presenza degli oratori di Vasto e Ancona, è fissata per giovedì 25 giugno. Si terrà a Civitanova Marche. Giovedì 1° luglio è l’ultima uscita per Aqualand (Vasto). L’Estate Ragazzi va dalla 15,00 alle 19,15 di ogni giorno, dal 9 giugno al 4 luglio, con giochi di squadra, tornei, canti, balli, attività, e merende.

Raimondo Giustozzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *