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Appignano unisce “Memoria e Ricordo”: una riflessione comune sulla Shoah e sulle Foibe

La memoria e il ricordo Appignano TeatroUn dialogo tra storia, memoria e identità per formare cittadini capaci di comprendere il passato e guardare al futuro

Appignano ha offerto un momento di alto valore civile e culturale celebrando, per la prima volta insieme, il Giorno della Memoria (27 gennaio) e il Giorno del Ricordo (10 febbraio), attraverso due appuntamenti dedicati al pubblico e agli studenti delle scuole locali.

L’iniziativa “La Memoria e il Ricordo”, pensata per favorire una riflessione profonda su due tra le pagine più dolorose e differenti del Novecento, ha visto protagonisti voci autorevoli della storiografia e del giornalismo italiano: Gianni Oliva, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino e studioso della Resistenza e del Confine orientale, e Lucia Bellaspiga, giornalista e saggista di Avvenire, oggi presidente nazionale dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria (Aipi-Lcpe).

Attraverso il dialogo dei relatori, il pubblico ha potuto ripercorrere le radici della Shoah e la complessa vicenda dell’esodo giuliano-dalmata, analizzandone le cause storiche, i meccanismi di propaganda e i riflessi sull’Europa di oggi. Il confronto ha posto l’accento sulla necessità di comprendere in profondità la storia, senza cedere alla semplificazione o alla strumentalizzazione, come chiave per leggere anche le ferite del presente.

“Appignano ha scelto di farsi luogo d’incontro tra memoria e coscienza civile— ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita — perché riflettere insieme sulla Memoria della Shoah e sul Ricordo delle Foibe significa crescere come comunità consapevole. Solo riconoscendo il dolore di tutte le vittime e custodendo con onestà la verità storica possiamo costruire un futuro fondato sul dialogo e sulla pace”.

All’iniziativa hanno partecipato numerosi cittadini, rappresentanti delle associazioni locali e membri dell’ANPI di Appignano, oltre a testimoni e famiglie di esuli istriani e dalmati che trovarono accoglienza nelle Marche.

L’incontro dedicato agli studenti ha registrato un’ampia partecipazione e ha incluso momenti particolarmente emozionanti con la proiezione di video che raccoglievano i cori dei bambini, voci simboliche di pace e speranza. I giovani si sono distinti per l’attenzione e il desiderio di comprendere le ragioni più profonde degli eventi, per imparare a prevenirne il ripetersi

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