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Italia Nostra. Monasteri e trasformazioni, attenzione al degrado culturale

Fonte internet

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Sempre più spesso si parla di turismo ed attrazione turistica, come modello di sviluppo delle economie locali ma, non sempre, si ha la stessa idea di turismo. Per Italia Nostra il turismo è quello sostenibile che valorizza i beni culturali ed ambientali del Bel Paese senza distruggerli, senza trasformarli in baracconi, senza impatti ambientali che provochino un disvalore che annullerebbe di poi il valore culturale e quindi economico degli stessi ed il richiamo sul turismo. Tali trasformazioni tanto più modificano la struttura originale, del sito, sia fisicamente che come destinazione d’uso, tanto più la dequalificano. Di esempi nella nostra regione ve ne sono molti.

In tempi recenti l’Associazione ha avuto modo di rivolgersi al sindaco di Mogliano, in provincia di Macerata, per segnalare come la volontà di alienare il Monastero di San Giuseppe da parte della proprietà, l’Istituto delle Suore di San Giuseppe di Torino, sia arrivata alla decisione di vendere il Monastero ad una società privata, che intende realizzarvi attività turistico ricettive, di ristorazione e di locazione di unità immobiliari.

E’ evidente come, con questa nuova destinazione d’uso, la vendita consisterebbe in una privatizzazione per un uso commerciale del sito, espropriando di nome e di fatto la comunità locale di Mogliano da un bene storico e culturale legato alla sua storia e che, fino al 2016 era la sede di una scuola materna. Risulta inoltre che sia in corso, per iniziativa della attuale proprietà, la richiesta di contributi per i danni del sisma all’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, e con ogni probabilità i finanziamenti saranno concessi. Che il monastero abbia peraltro un indubbio valore storico, culturale, architettonico è stato riconosciuto ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D. Lgs 42 del 2004 con delibera n.79 del 22.07.2021.

C’è un altro possibile utilizzo del Monastero? Sappiamo che vi sono stati incontri con cittadini intenzionati ad acquisire il bene per destinarlo ad uso sociale e pubblico, tramite anche la costituzione di una fondazione. Ci risulta che ci sia da parte di molti la volontà di impedire tale vendita e di recuperare ad un uso civico compatibile la struttura del Monastero.

Perché non decidere da parte del Comune di Mogliano di esercitare il diritto di prelazione, tra l’altro per una somma modesta, nel momento in cui si apprende che sarà disponibile un sostanzioso stanziamento pubblico per i danni del terremoto?

L’alleanza tra cittadini interessati a tutelare il patrimonio storico ed architettonico e la volontà politica degli amministratori pubblici potrebbe rappresentare un esempio da seguire in molti casi. Speriamo che si inizi da Mogliano.

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