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Porto Recanati. Il suicidio della destra apre le porte al cambiamento

Andrea Michelini fonte Quotidiano.net

Andrea Michelini fonte Quotidiano.net

riceviamo da

Gioacchino Di Martino

Alla fine di un lungo pomeriggio, di una due giorni di seggi aperti, è giunto il responso delle urne. Porto Recanati ha un nuovo sindaco. Un sindaco che come biglietto da visita ha scelto quello dell’uomo della società civile. L’uomo della cultura. L’uomo lontano dai giochi di palazzo. L’uomo che ha un programma scritto per la gente e con la gente. L’uomo che si è posto il termine dei cento giorni per affrontare alcuni tra i più semplici e sentiti problemi della città, ma sempre rinviati e irrisolti. Un uomo dal piglio deciso chesembra abbia, da tempo, studiato come svolgere al meglio la funzione di sindaco di una città complessa come Porto Recanati. Un uomo a cui una buona parte dell’elettorato cittadino, il 35,22 per cento, ha affidato il compito di aprire un nuovo ciclo a palazzo Volpini dopo gli anni in cui giunte, con un consenso popolare a volte di gran lunga inferiore di quello di cui gode il nuovo primo cittadino, hanno amministrato forse con eccessiva autoreferenzialità. Per non parlare poi dell’ultimo quinquennio dove è sembrato esserci un po’ di confusioni tra i ruoli propri di titolare dell’incarico e sua vice. Il suicidio annunciato della destra, che in totale ha raccattato con due liste contrapposte il 44,90 per cento dei consensi, ha facilitato questo cambiamento che certamente in molti abbiamo auspicato ed auspichiamo, anche se sotto simboli o bandiere differenti. Oggi, ad urne chiuse ed evaporata buona parte dell’adrenalina che in questi giorni hanno caratterizzato la frenetica attività dei concorrenti, per tutti è il momento di riflessione. Per chi non ha vinto e per chi invece, riuscendo a veicolare meglio il messaggio che proponeva, ha acquisito democraticamente il diritto ad amministrare la città per il prossimo quinquennio. La particolarità di queste elezioni è stata la quasi specularità tra le quattro liste concorrenti. Due formate da coalizioni trainate da partiti tradizionali con la partecipazione di formazioni civiche e due formate da formazioni civiche, sia pure trainate da ex politici di navigata esperienza partitica. Due liste riconducibili alla destra e due liste riconducibili alla sinistra. Una delle due riconducibili alla sinistra è quella del nuovo sindaco che ha quasi doppiato la seconda lista, nella quale erano presenti ben tre partiti strutturati a livello nazionale. Partiti che hanno cercato di riproporre, allargando a componenti della società civile, un modello di possibile alleanza per un governo nazionale che escluda le destre. La propostaperò, pur essendo di per sé di una certa valenza politica, forse non è stata veicolata in modo comprensibile per cui vi è stato un disorientamento degli elettori di quei partiti che hanno preferito l’astensione o il voto verso la coalizione vincente. Che si sia trattato di un semplice incidente di percorso o che sia stata la spia di un malessere più profondo è una questione che gli iscritti di quei partiti dovranno ben valutare anche mettendo in discussione la dirigenza di quelle formazioni. Dal momento in cui la consigliera anziana in Consiglio comunale proclamerà ufficialmente il nuovo primo cittadino a Porto Recanati si aprirà una nuova stagione che, stante alle dichiarazioni, sarà una stagione di partecipazione. Per partecipare bisogna però saper svolgere il ruolo che si è chiamati a svolgere. Se il tutto si svolgerà all’interno di una cornice dove l’interesse della Città sarà sempre presente forse nell’aula di palazzo Volpini non ci saranno più nemici da combattere a ma solo avversari politicicon i quali dialogare.

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