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Morrovalle. Angoli e scorci di Morrovalle: il viale dei tigli nella poesia di Pasquale Tocchetto.

pincio-morrovalle fonte Internet

Anche una piccola città come Morrovalle può vantare di avere la sua Unter den Linden (in Italiano: “Sotto i tigli”). Si tratta del viale dei tigli, che si snoda per tutto il Pincio, dalla porta Alvaro fino all’altezza del chiosco, posto sulla destra della strada, che scollina poi verso Montecosaro. Ai lati del viale corrono due strade parallele, l’una che sale, l’altra che scende sulla sinistra. In mezzo è il percorso pedonale affiancato da un doppio filare di tigli. Pasquale Tocchetto ha voluto dedicare una sua poesia a quest’angolo di Morrovalle: “Morrovalle, paese dei tigli, / olezzanti per gialli fioretti; / tra le chiome si odon bisbigli / del fogliame e graziosi uccelletti”.

Non manca nella poesia il riferimento preciso al luogo, dove è il viale dei tigli: “Dal giardino del Pincio alla Porta / essi formano un doppio viale; accogliente, onorifica scorta, / nell’ingresso fiabesco, trionfale”. La Porta cui fa riferimento il testo è la porta Alvaro, chiamata nel tempo anche con nomi diversi: “Porta Marina, perché esposta verso il mare ma anche dell’Alba, poiché vedeva il sorgere del sole, dell’albero per un albero cresciuto sulla sua sommità. Il nome attuale è Porta Alvaro perché ai suoi piedi cadde il generale Alvaro che guidava le truppe pontificio – aragonesi che si scontrarono con quelle di Francesco Sforza, penetrate all’interno della città. Il generale aragonese, nel tentativo di scacciare i nemici asserragliati all’interno, cadde ferito mortalmente. Era l’anno 1444” (Cfr. Mario Latini, Nebbia di ricordi, profumo di cose perdute, pag. 124- 125, Bieffe Litografia, Recanati (MC), 1995).

Viale dei tigli - foto Pasquale TocchettoIl Pincio rappresenta per Morrovalle il polmone verde e una cartolina di presentazione: “Galleria  virente ed ombrosa, / cittadini accoglie e turisti; / di bambini una schiera chiassosa, / gli anziani d’aiuto provvisti. // Come il colle famoso romano, / anche questo ha vedute ridenti: / la marina e paesaggio montano, /  l’ubertosa vallata del Chienti. // Vi si svolge usuale mercato, / con prodotti variati, attraenti, / sotto ombrello frondoso, assolato, / o stecchito da gelidi venti”. Il vento gelido è la tramontana. Il luogo è il ritrovo per molteplici manifestazioni: “Ci son sagre, le feste e sfilate, / balli, orchestre, le gare sportive, / le fantastiche, allegre serate / nelle ferie piacevoli estive”. Una manifestazione sportiva che richiamava tanti spettatori, amanti del ciclismo, era “Il circuito degli assi”. Vi partecipavano i più grandi corridori degli anni settanta, Felice Gimondi, Vittorio Adorni, Gianni Motta.

Non mancano nella poesia precisi riferimenti storici circa l’origine dei tigli: “Gli alberelli eran sacri ai Germani, / allegorici segni d’amore, / sentimenti ispirano arcani / alle giovani coppie in ardore”. Il compito di tutti è preservare il viale e valorizzarlo: “Gratitudine immensa pei tigli / è dovuta ai padri zelanti, / dai nipoti e amorevoli figli, / che si godono effluvi esaltanti. // Piante e arbusti bisogna curare / per l’assetto e gradita bellezza; / la natura selvaggia guidare / con premura ed esperta destrezza”. Il viale richiedeva una poderosa ristrutturazione per l’usura del tempo. E’ stata fatta a tempo di record con due mesi di anticipo rispetto a quelli previsti. L’inaugurazione è avvenuta il trentuno luglio del 2018 alla presenza delle autorità cittadine e di un numeroso pubblico. E’ stato tolto l’asfalto, sostituito con una pavimentazione in sampietrini. La corsia centrale è in travertino bocciardato, bello alla vista ma anche funzionale perché antiscivolo. I novi cordoli sono anch’essi in travertino. La nova illuminazione è stata curata dalla ditta Guzzini. All’inizio e alla fine del viale è stata posta una pietra di marmo con incisi alcuni versi del poeta morrovallese Eldo Marchetti. Pasquale Tocchetto celebra con questi versi finali il lavoro realizzato: “Il lavoro a lungo studiato / per struttura migliore, efficiente, / alla fine si è realizzato, / con il plauso di tutta la gente” (Pasquale Tocchetto, il viale dei tigli, Morrovalle 15 settembre 2018).

Eldo Marchetti (1894 – 1941) è stato poeta e storico. Ha illustrato come nessun altro la storia di Morrovalle. “Le raccolte di versi e canti hanno lasciato un segno nel campo della tematica poetica. Era conosciuto in Francia, Polonia, Egitto, Germania. Una sentita amicizia lo legava all’imperatore del Giappone che volle inviare il proprio plenipotenziario a Roma per rendergli omaggio” (Cfr. Mario Latini, Uomini illustri morrovallesi per santità, sapere e coraggio, in “Attorno al castello di Morro un giorno lontano”, settembre 1979, prima ristampa; prima edizione 1972, Pollenza (MC).

Pasquale Tocchetto ha dedicato una propria poesia a Eldo Marchetti, raccolta nella silloge “Spiragli di luce” di cui lo Specchio Magazine ha pubblicato alcune poesie. Ecco alcuni versi della poesia dedicata a Eldo Marchetti: “Morrovallese, poeta famoso, / Eldo Marchetti amò il suo paese, / d’antica storia valente studioso, / degli avi insigni narrò glorie e imprese. // I monumenti dei tempi passati, / le porte, torri, palazzi dei conti / cantò con versi armoniosi e ritmati / colli, le chiese e limpide fonti. // I suoi valori: la patria, cultura, / la libertà, la famiglia, il progresso; / sentì l’incanto di madre natura; / con saggi carmi raggiunse il successo” (Cfr. Pasquale Tocchetto, Spiragli di Luce, Eldo Marchetti, pag. 157, 2016, Fermo). Le porte di Morrovalle sono: Porta Alvaro, Porta San Bernardino o delle Fonti e Porta San Donato, quest’ultima è andata distrutta. Il colle è “Bella Vista” alla cui sommità c’è la villa Grisei, ora Leopardi. Qui, lo sguardo può spaziare a trecento sessanta gradi, andando dal Conero, al mare Adriatico, ai Monti Azzurri cari a Giacomo Leopardi. Le chiese di Morrovalle, quelle racchiuse dentro le mura cittadine, sono: San Bartolomeo, Sant’Agostino, San Giuseppe, Santissimo Sacramento, quelle esterne sono tantissime.

Gli ultimi versi della poesia ci consegnano un quadretto di vita quotidiana di tanto tempo fa: “La sua persona, assai popolare, / sembra apparire pel corso e piazzetta, / dove sovente solea passeggiare / con il bastone e l’amata cagnetta”. Parlare di Eldo Marchetti, richiede una trattazione a parte. Spero di ritornarci quanto prima.

 

Raimondo Giustozzi

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